Niger: si muove la politica africana ed europea per evitare l’escalation. In manette vari ministri, compreso quello del Petrolio Mahamane Sani Mahamadou, figlio dell’influente ex presidente Mahamadou Issoufou

NIAMEY. Nel giro di poche ore il Niger è tornato ad essere una priorità per le Cancellerie europee, africana e per Mosca.

Il Niger al centro delle decisioni polticihe dopo il golpe del 26 luglio

Come scrivevamo questa mattina (https://www.reportdifesa.it/niger-ultimatum-dellecowas-dopo-il-colpo-di-stato-di-mercoledi-sette-giorni-per-riportare-al-potere-il-presidente-mohamed-bazoum-manifestazioni-di-piazza-pro-russia-e-antifrancesi/) il Ciad, su indicazione dell’ECOWAS (Economic Community of West African States) ha fatto subito partire la sua sua mediazione con i golpisti che lo scorso 26 luglio hanno preso il potere destituendo il Presidente eletto, Mohamed Bazoum.

E così, il capo della giunta militare del Ciad, Mahamat Idriss Déby ha incontrato a Niamey i militari golpisti e il Presidente deposto Bazoum, per un tentativo di mediazione.

Idriss Deby, Presidente del Ciad

Déby ha visto l’ex capo della Guardia presidenziale, Abdourahmane Tchiani, oggi a capo della giunta militare costituitasi dopo il golpe (denomitasi Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria – CNSP) Bazoum e il predecessore, l’ex Presidente Mahamadou Issoufou.

L’ex Presidente del Niger Mahamadou Issoufou

Il Presidente del Ciad ha reso noto sui social che ci sono state “profonde discussioni”. Le quali si sono svolte in “un approccio fraterno”.

Un approccio che punta ad  esplorare tutte le strade per trovare una soluzione pacifica alla crisi che sta scuotendo il Paese (che confina tra l’altro proprio con il Ciad).

Intanto, Bazoum è “detenuto” da mercoledì scorso. Il colpo di Stato, secondo quanto hanno riferito gli autori, è stato motivato dall’aggravarsi della crisi economica e di sicurezza nel Paese che sta affrontando un aumento delle attività dei gruppi terroristici dello Stato Islamico e Al Qaeda.

E per far vedere che sta bene il capo dello Stato deposto è stato fotografato accanto a Mahamat Idriss Déby.

Bazoum è stato fotografato accanto a Mahamat Idriss Déby

Secondo quanto denunciato dal Partito nigerino per la democrazia e il socialismo (PNDS) di Bazoum, a Niamey sono stati arrestati dai militari al potere 4 ministri, un ex ministro e il leader delo stesso Partito.

“I golpisti sono tornati all’attacco e hanno effettuato altri arresti – sostengono esponenti di questo gruppo politico – In particolare, sono stati arrestati il ministro del Petrolio Mahamane Sani Mahamadou, figlio dell’influente ex presidente Mahamadou Issoufou e quello delle Miniere Ousseini Hadizatou oltre al capo del comitato esecutivo nazionale del PNDS, Fourmakoye Gado”.

La giunta aveva precedentemente arrestato il titolare dell’Interno, Hama Amadou Souley, dei Trasporti Oumarou Malam Alma e Kalla Moutari, deputato ed ex ministro della Difesa.

Gli arresti sono coincisi con una dichiarazione della giunta che ha imposto a “tutti gli ex ministri e capi delle istituzioni” di riconsegnare entro mezzogiorno le auto degli uffici.

L’INTERVENTO DI MOSCA E DELLA WAGNER

Da parte sua Mosca, attraverso le dichiarazioni del portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha reso noto di essere “favorevole al  rapido ripristino dello stato di diritto” in Niger.

Dmitry Peskov, portavoce di Putin

La Russia fa appello “alla moderazione di tutte le parti in modo che non ci siano vittime” e ha espresso  “grave preoccupazione” per la situazione nel Paese africano.

Ma a soffiare sul fuoco ci pensa il fondatore dei Wagner, Yevgeny Prigozhin. Il quale in una lunga dichiarazione, rilanciata dai canali Telegram, afferma che i suoi mercenari “continuano le operazioni in Africa e nei centri di preparazione in Bielorussia”.

Il fondatore e leader della Wagner Yevgeny Prigozin

“In pochi – aggiunge – hanno accettato di lasciare l’Esercito privato per unirsi a quello russo: né io né il consiglio dei Comandanti abbiamo posto alcuna restrizione al trasferimento dei nostri ex e attuali compagni di lotta ad altre Forze di Sicurezza della Federazione Russa”.

Ma “lunghi anni di duro lavoro – sostiene Prigozhin – lunghi anni di guerra spalla a spalla con i nostri compagni di lotta, ci hanno reso un unico collettivo. Ed è per questo che i nostri compagni d’armi sono desiderosi di tornare al Gruppo Wagner”.

E prosegue che “finché non ci sarà carenza di personale, non c’è intenzione di reclutare di nuovo: tuttavia non appena la madrepatria avrà bisogno di creare un nuovo (ulteriore) gruppo che sia in grado di difendere gli interessi del nostro Paese, sicuramente procederemo al reclutamento”.

“Oggi stiamo definendo – conclude – i nostri prossimi compiti, i cui contorni stanno diventando sempre più chiari: senza dubbio, si tratta di compiti che verranno svolti per la grandezza della Russia. Gran parte dei nostri combattenti sono in vacanza, perché prima c’è stato un lungo periodo di lavoro molto duro”.

I RIBELLI RESPINGONO APPELLO ECOWAS. LA FRANCIA NON EVACUA I SUOI CONNAZIONALI

Da parte loro, i golpisti respingono l’appello di ieri di ECOWAS.

“Vogliamo ricordare ancora una volta  all’ECOWAS – sostengono – a a qualsiasi altro avventuriero la nostra ferma determinazione a difendere la nostra patria”.

E aggiungono quasi a mo’ di minaccia che, in caso di scontro, questo “non finirà altro che con il massacro della popolazione nigerina e il caos”.

Poi in un messaggio alla TV accusano la Francia di voler “intervenire militarmente” per rimettere in carica il Presidente deposto..

“In linea con la sua politica di ricerca di modi e mezzi per intervenire militarmente nel Paese – dicono nel messaggio – la Francia, con la complicità di alcuni nigerini, ha tenuto una riunione presso la sede della Guardia nazionale del Niger per ottenere le necessarie autorizzazioni politiche e militari. Parigi sta cercando molteplici strade per condurre un attacco aereo sul Niger”.

Dalla capitale francese, nel frattempo, il Governo sta ancora valutando l’opzione di far evacuare i 500-600 cittadini francesi che si trovano in Niger.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Catherine Colonna nel corso di una intervista a RTL dopo l’assalto di migliaia di manifestanti all’ambasciata di Parigi a Niamey, ieri.

Il ministro degli Esteri francesi, Catherine Colonna

“Sono stati tutti contattati – spiega il ministro -. A monte vengono prese misure precauzionali come sempre in questo tipo di situazione. Queste misure saranno rafforzate se necessario, ma non c’è alcuna decisione di evacuazione al momento. La Francia, come sempre, tutela i propri connazionali. Siamo estremamente vigili. Preciso che  la situazione, oggi, è più tranquilla”.

I golpisti hanno anche vietato l’esportazione di oro e di uranio verso il Paese transalpino.

L’ITALIA SEGUE LA SITUAZIONE NEL PAESE

Anche l’Italia segue minuto per minuto l’evoluzione in Niger. “Al momento – spiega a Rai News 24, il ministro degli Esteri e della Cooperazione, Antonio Tajani – sono poco meno di 100 gli italiani civili presenti nel Paese africano e poi altri 400 militari che fanno parte di un contingente ma non si trovano nella capitale. Sono tutti in sicurezza”.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani

“La nostra Ambasciata – prosegue  – li ha contattati uno per uno: sono stati tutti invitati a rimanere nelle loro abitazioni. Adesso bisogna vedere cosa accadrà. Noi privilegiamo una soluzione diplomatica”.

“Dipende però da come si muoveranno i Paesi dell’Africa occidentale – sostiene Tajani – che potrebbero decidere per un intervento militare. Mercoledì si riuniranno i capi di Stato Maggiore e intanto c’è un ultimatum di 7 giorni ai golpisti. Noi ci auguriamo che si possa ristabilire un ordine democratico senza interventi militari”.

“E’ molto pericoloso quello che può accadere in Niger, era un Paese amico dell’Italia – prosegue il ministro – Un regime democratico che noi sostenevamo e che sosteniamo ancora. Speriamo che si riesca a far prevalere la linea democratica e che la situazione si possa risolvere con un accordo generale. E’ quello a cui sta lavorando l’Italia”.

GLI INTERVENTI IN EUROPA

La Germania con il Ministero per la Cooperazione e lo Sviluppo economico comunica di avere sospeso, la scorsa settiman,a tutti i pagamenti al governo nigerino.

Ed oggi è stato inoltre deciso di interrompere il lavoro bilaterale per lo sviluppo.

L’Unione europea con il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen sostiene che la UE e il Niger “sono partecipi dei legami profondi sviluppati durante i decenni. L’attacco inaccettabile contro il governo democraticamente eletto mette questi legami in pericolo. Sostenere le decisioni dell’ECOWAS e il suo ruolo attivo per un rapido ritorno al suo posto del Presidente Bazoum”.

Il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen

E l’Alto rappresentante per la Politica estera e la sicurezza della UE, Josep Borrell ribadisce il Presidente Bazoum, democraticamente eletto, resta l’unico capo di Stato in Niger.

L’Alto Rappresentante Josep Borrell

L’Unione Europea dichiarato di ritenere i leader golpisti colpevoli “di qualsiasi attacco a civili, personale diplomatico o installazioni”, dopo l’assalto all’ambasciata francese.

L’UE “sosterrà rapidamente e con determinazione” le decisioni di ECOWAS che ha ordinato un blocco economico del Niger.

“E’ importante che la volontà popolare espressa attraverso le elezioni – conclude Borrell – venga rispettata”

Malgrado i proclami delle istituzioni internazionali, le proteste di piazza non si placano. Incendiate le auto di lusso, comprese quelle dei politici.

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