Guardia di Finanza e Polizia di Stato: a Napoli operazione congiunta porta a un maxi sequestro di droga e a 8 arresti

Di Pierluca Cassano                        

NAPOLI.  Un consorzio tra imprese criminali attivo tra Napoli e i comuni dell’hinterland, in grado di movimentare ingenti carichi di sostanze stupefacenti, nell’ordine di migliaia di chilogrammi, è stato smantellato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma e dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli, nell’ambito di una lunga indagine diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo e co-delegata alle due Forze di Polizia.

Operazione antidroga congiunta GDF e Polizia di Stato

L’attività investigativa, protrattasi per oltre un anno, ha consentito di far emergere l’esistenza di un vero e proprio accordo “commerciale” tra due distinte compagini criminali operative a Napoli e a Marano di Napoli, entrambe con un lungo expertise nel traffico illecito con Marocco e Spagna.

L’intesa era finalizzata all’importazione, allo stoccaggio e alla successiva distribuzione di hashish e marijuana nelle piazze di spaccio esistenti in Campania e nel basso Lazio.

Il patto criminale consentiva al neo costituito cartello di poter disporre di cospicue somme di denaro, utili per l’acquisto di altrettanti ingenti quantità di stupefacente ad un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato. Così facendo, le due compagnie si sono potute imporre senza difficoltà nel mercato illecito e sulle consorterie concorrenti.

Un arresto operato dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza

Le due associazioni a delinquere, inoltre, una volta accordatesi, riuscivano ad ottimizzare anche i costi “del personale”, ovvero quelli relativi ai corrieri, ai distributori e agli spacciatori.

Una dinamica commerciale del tutto analoga ai cosiddetti. “consorzi di servizio”, solitamente realizzati per svolgere attività di servizio nell’interesse comune delle imprese consorziate: acquisti collettivi e organizzazione di servizi necessari.

Sono cinque le tonnellate di hashish e marijuana sequestrate in diverse occasioni: l’aeroporto di Fiumicino è sempre stato uno dei primi teatri dove sono stati rinvenuti diversi carichi provenienti dal territorio estero.

In particolare, in alcune occasioni la droga era stata occultata all’interno di spedizioni commerciali di generi agroalimentari.

Un fiume di droga che, venduto al dettaglio, avrebbe fruttato un profitto stimato in oltre otto milioni di euro.

Al termine dell’operazione, sono dodici i soggetti destinatari della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli su richiesta dell’Autorità Giudiziaria inquirente alla sede; di questi otto sono stati tradotti in carcere e quattro agli arresti domiciliari.

Il risultato delle indagini testimonia l’importanza della sinergia istituzionale tra le Forze dell’Ordine che, attraverso la condivisione del proprio bagaglio empirico professionale, raggiungono lusinghieri risultati di servizio a favore della collettività.

Il connubio tra l’attività di indagine tradizionale eseguita con particolari competenze e specifici skills, completata da tecniche e servizi di osservazione, quali controlli e pedinamenti, e la specifica competenza in materia di polizia doganale ed economico finanziaria, ha permesso di comprendere, disvelare e reprimere i sofisticati sistemi di occultamento della droga all’interno di spedizioni corredate da documentazione che apparentemente sembrava regolare.  

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