CLIVIO (VARESE). Ci sono fatti e persone che possono restare tra le pieghe della storia, nascosti tra le carte polverose e gli archivi mai aperti.
Episodi di cronaca mai approdate sui giornali del tempo, ma raccontate da chi li ha vissuti, dai testimoni, da coloro che erano perseguitati e che sono stati salvati, da donne, bambini e anziani grati agli “angeli del bene”.

Fatti, persone ed episodi che sono realmente accaduti: a Clivio (Varese), al confine con la Svizzera, più di 80 anni fa, dopo l’8 settembre 1943.
Un racconto che sembra un film. Invece è vero .
E, dall’8 gennaio di quest’anno è ancor più riconosciuto perché il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a don Gilberto Pozzi, parroco di Clivio, e alla signora Nella Marazzi Molinari la Medaglia d’Oro al Merito Civile che si aggiunge a quella conferita al Maresciallo della Guardia di Finanza e “Giusto tra le Nazioni”, Luigi Cortile.

Non è solo un’onorificenza, ma l’attestazione del coraggio di chi ha scelto di fare la cosa giusta a rischio della propria vita.
Basta leggere la motivazione del Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno per comprendere: “All’indomani dell’8 settembre 1943, con indomito coraggio, incurante dei sospetti degli occupanti tedeschi e dei rischi a cui si esponeva, svolse un’encomiabile opera di supporto logistico, assistenza e soccorso in favore di perseguitati per motivi razziali e politici, aiutandoli anche ad espatriare in Svizzera e contribuì, in particolar modo, a salvare dalla deportazione numerosi ebrei”.
Don Gilberto e la signora Nellina, insieme al Maresciallo Cortile hanno scritto pagine memorabili, ma sarebbero potute rimanere, come tante altre, nell’ombra senza un lavoro di ricerca documentale e storica, l’interesse della stampa a far emergere le date, i nomi e gli avvenimenti accaduti negli anni confusi della Guerra di Liberazione in Italia, tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945.

Infine, la passione, la voglia di raccontare e il valore dato alla memoria affinché le nuove generazioni, i giovani, fossero messe a conoscenza di quanto era successo in provincia di Varese.
E’ così che attraverso le ricerche del Colonnello Gerardo Severino, storico militare e già direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, i servizi televisivi e gli articoli su Tv 2000 e Avvenire di quell’archeologo delle notizie che è il giornalista Vincenzo Grienti, all’impegno del sindaco di Clivio Giuseppe Galli e del Prefetto di Varese Salvatore Rosario Pasquariello si è arrivati, dopo un lungo iter istituzionale, al riconoscimento che testimonia, a pochi giorni dalla Giornata della Memoria delle Vittime della Shoah l’opera umanitaria compiuta nel varesotto.
La storia di don Gilberto Pozzi, “Il partigiano di Dio”, per citare il titolo del libro di Severino e Grienti pubblicato dalla Edizioni San Paolo nel 2022, non è solo quella di un sacerdote che insieme alla comunità cliviese si prodiga a salvare persone con l’aiuto del Maresciallo Cortile e di Nella Marazzi Molinari.

E’ la storia di un uomo di fede capace di incarnare il Vangelo nella storia e per questo dopo la firma e l’annuncio dell’armistizio dell’Italia con gli Alleati fa nascere la cellula OSCAR a Clivio, un acronimo che stava per “Opera scoutistica cattolica aiuto ai rifugiati” poi sostituita con “Organizzazione soccorso collocamento assistenza ricercati”.
Un gruppo legato agli scout delle Aquile Randagie che ebbe il sostegno e la copertura del Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano e del Vescovo di Lugano Angelo Giuseppe Jelmini, anche quando per delazione “gli angeli del bene” vennero arrestati dopo mesi e mesi di attività clandestina volta a favorire il “passaggio” in territorio elvetico di centinaia di persone.
Don Gilberto, Nella Molinari e il Maresciallo Cortile sapevano il pericolo che correvano e non è un caso che don Pozzi, sempre nel mirino, fini nel carcere milanese di San Vittore, dopo essere stato catturato dalla Guardia nazionale repubblicana e la sua casa perquisita dalla famigerata legione armata “Ettore Muti”.
In carcere finirono anche la signora Nellina e il finanziere Cortile.
“Ho sempre creduto intimamente che fosse giusto e, soprattutto, doveroso riconoscere il merito del fondatore della cellula OSCAR di Clivio – riflette il Colonnello Severino -. Senza don Gilberto, persone come Nella Molinari e il Maresciallo Cortile, poi barbaramente trucidato a Melk-Mauthausen, non avrebbero potuto compiere le gesta eroiche che gli valsero la Medaglia di Giusto tra le Nazioni. “Finalmente, dopo anni di fatiche, soprattutto nella necessità di mantenerne viva la memoria ai posteri, anche don Gilberto e la signora Nellina, sono stati onorato dalla nostra Repubblica” riflette il sindaco di Clivio Giuseppe Galli, “nonostante la bellissima notizia giunge a pochi giorni dalla scomparsa della signora Mariagrazia Molinari, figlia dell’eroica Nellina. Quest’anno, però, per la nostra comunità la Giornata della Memoria delle vittime della Shoah del 27 gennaio assumerà un significato diverso”.
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