Partenariato AUKUS: nuovi dettagli sull’intesa tra Washington, Londra e Canberra

Di Fabrizio Scarinci

Canberra. Mentre la cosiddetta “crisi dei sottomarini” continua ad aggravarsi, con la Francia che, nel corso delle ultime ore, avrebbe addirittura richiamato i propri ambasciatori in Australia e Stati Uniti, vengono alla luce nuovi importanti dettagli sugli accordi collegati alla nuova partnership trilaterale tra Londra, Canberra e Washington.

In particolare, da alcuni documenti ufficiali del governo australiano sarebbe emerso come, oltre ai missili Tomahawk e al know-how per la realizzazione di sottomarini a propulsione nucleare, grazie al partenariato AUKUS Canberra potrebbe essere agevolata anche nell’acquisizione altri tipi di sistemi e tecnologie, tra cui il nuovo missile antinave a lungo raggio statunitense LRASM, che la Royal Australian Air Force vorrebbe integrare sui propri F/A 18 E “Super Hornet”, un nuovo missile di precisione per le forze terrestri caratterizzato da una gittata di 400 km e il know-how per la realizzazione di armi guidate, a cui potrebbe addirittura aggiungersi la possibilità di collaborare con gli Stati Uniti allo sviluppo di sistemi ipersonici aria-superficie.

Un missile AGM-158 C LRASM (Long Range Anti-Ship Missile) ripreso accanto ad un F 18 statunitense

L’aspetto maggiormente rilevante di questi accordi è certamente dato dal fatto che, oltre al semplice acquisto di nuovi mezzi, l’Australia starebbe anche cercando di sviluppare una base industriale capace di produrre sistemi complessi allo stato dell’arte, elemento imprescindibile al fine di sostenere autonomamente il proprio apparato militare ed aumentare agevolmente le sue capacità nel caso la situazione lo richiedesse.

Tale approccio, adottato anche con l’acquisizione delle LHD classe Canberra e dei cacciatorpediniere anti-aerei classe Hobart (sviluppati da progetti spagnoli ma prodotti su licenza dall’industria nazionale), rivela, forse più di ogni altra cosa, come la classe dirigente australiana intenda rinforzare il Paese a partire dalle “fondamenta”, permettendogli di giocare un ruolo più attivo nell’ambito del sistema di alleanze di cui fa parte e di dare, anche nel medio-lungo termine, un maggiore contributo alla sicurezza della cosiddetta regione Indo-Pacifica.

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