I peacekeepers, al servizio delle Nazioni Unite in tutto il mondo

Di Valeria Fraquelli 

New York. Li vediamo sempre con i loro caschi blu impegnati ad aiutare le popolazioni di Paesi colpiti da guerre, carestie e catastrofi naturali, mentre costruiscono scuole ed allestiscono ospedali, mentre si prendono cura di donne e bambini. I peacekeepers delle Nazioni Unite dal 1948, anno della loro nascita, difendono i più deboli dimostrando grande coraggio e spirito di sacrificio, sempre vicini alle popolazioni più povere e bisognose di aiuto. Le Nazioni Unite hanno deciso di istituire il corpo dei peacekeepers perché nel mondo uscito da poco dalla seconda guerra mondiale c’era un forte bisogno di una forza multinazionale di protezione che fosse in grado di rispondere alle nuove minacce che si presentavano all’orizzonte e che fosse allo stesso tempo in grado di dialogare con le comunità locali. Nel tempo i peacekeeepers sono aumentati di numero ed anche di competenze e ancora oggi svolgono un ruolo fondamentale nel soccorso e nel mantenimento della pace e della stabilità internazionale.

Sono militari, poliziotti e civili, che garantiscono la sicurezza e mantengono la pace, servono con passione perché credono nella causa delle Nazioni Unite e negli alti ideali che questa organizzazione rappresenta. Sono uomini e donne che provengono da Paesi diversi ma sanno fare squadra ed impegnarsi per migliorare il mondo in cui viviamo. Sono sempre di più le donne impiegate nell’attività di peacekeeping perché sanno parlare con le altre donne, sanno comprendere i bisogni di altre donne ed ascoltarle. In molti Paesi in guerra le donne subiscono abusi e violenze ed è normale che queste donne traumatizzate riescano a parlare ed a raccontare le loro storie solo ad altre donne come loro, in grado di capire davvero il loro dolore. Ecco che in questi casi, anche quando si opera in Paesi in cui le donne sono spesso relegate ai margini della società, le soldatesse, le poliziotte e le civili che operano sotto l’insegna blu delle Nazioni Unite diventano anche amiche e confidenti di altre donne che si trovano in situazioni di estrema difficoltà.

Le Nazioni Unite incoraggiano le donne ad intraprendere la carriera da peacekeepers, perché sanno che molto spesso in condizioni difficili sono proprio le donne che stabiliscono per prime contatti con la popolazione locale e riescono a capire i bisogni e le necessità dei più deboli.I compiti dei peacekeepers sono i più disparati: mantenimento della pace, aiuto alle popolazioni locali, costruzione di case, scuole, ospedali, soccorso alle vittime di guerra e di catastrofi naturali, monitoraggio del disarmo e garantiscono la sicurezza dei locali e degli stessi agenti delle Nazioni Unite che operano in loco. Nel corso degli anni i loro compiti sono aumentati ed anche il personale impiegato è diventato sempre più qualificato, tanto che i peacekeepers sono impegnati nelle missioni più disparate nelle varie zone di crisi del pianeta. Si va dall’Africa all’Asia, dal centro e sud America fino ai Balcani, ovunque c’è bisogno di aiuto, ovunque ci sono civili in difficoltà; basta pensare alle missioni MINUSCA, UNIFIL, MONUSCO e tante altre e a tutte le operazioni di polizia militare e di mantenimento della pace in un territorio segnato da una guerra come la KFOR in Kosovo.

Giubbotti antiproiettile ed elmetti blu, tipici dei peacekeepers.

Sono tanti i Paesi che contribuiscono alle missioni di peacekeeping in tutto il mondo mandando militari, poliziotti, medici ed altre figure professionali molto richieste per contribuire alla causa delle Nazioni Unite; in prima linea ci sono i Paesi africani che sono toccati loro stessi dalle missioni ma anche l’Italia con una forza di 1077 tra poliziotti, militari e civili dà il suo contributo ed ottiene ottimi risultati.

I peacekeepers saranno sempre più importanti per garantire la pace e la sicurezza globali ed il loro ruolo nella lotta al terrorismo internazionale sta già diventando di primo piano in tutte le operazioni contro i jihadsiti; di certo se in questi primi 70 anni abbiamo imparato a conoscerli ed a fidarci di loro, negli anni a venire la loro presenza sarà fondamentale nella vita quotidiana di tutti.

 

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