Polizia di Stato: le Forze dell’Ordine di 26 Paesi europei hanno effettuato quasi 290 mila controlli per combattere il traffico di droga e di armi da fuoco, il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e la tratta di esseri umani

ROMA. Nei giorni scorsi, nell’ambito delle attività della Piattaforma EMPACT (“European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats”), si sono tenute le “Giornate di azione congiunta per l’Europa sudorientale” (“Joint Action Days – South East Europe” o JAD-SEE).

Le Autorità di Polizia dei ventisei Paesi europei interessati dall’operazione (sedici Stati membri dell’UE e dieci Paesi terzi), supportate da Eurojust, Frontex e Interpol, hanno messo in campo complessivamente oltre ventidue mila operatori che hanno concentrato le attività, in particolare, sul contrasto dell’immigrazione irregolare e del traffico di esseri umani, di armi e di stupefacenti.

In Italia, le operazioni sul territorio nazionale sono state coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale attraverso il Coordinatore Nazionale Empact e la Sala Operativa Internazionale (SOI) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, hub informativo interforze per tutte le attività di cooperazione di Polizia da e per l’estero.

Presso i punti di frontiera (i cosiddetti “Border Crossing Points”) ritenuti più “sensibili” a quei fenomeni criminali sono intervenute la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza che, all’interno degli spazi doganali, ha svolto le attività anche con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

A livello internazionale l’operazione è stata coordinata dalla Spagna – che conduce la specifica azione operativa EMPACT – e da Europol, attraverso una Centrale operativa attivata a Skopje (Macedonia del Nord) grazie anche ai progetti europei “Countering Serious Crime in The Western Balkans – IPA 2019” e “EU Support to Strengthen the Fight against Migrant Smuggling and Trafficking in Human Beings” (entrambi condotti dalla Direzione centrale della Polizia criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in consorzio con altri partner internazionali e finalizzati ad elevare gli standard operativi delle istituzioni giudiziarie e di Polizia degli Stati dei Balcani occidentali che hanno intrapreso il percorso di accesso all’U.E.).

I molteplici controlli effettuati a livello europeo hanno complessivamente portato, inter alia, a 566 arresti, la maggior parte dei quali relativi a favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (in totale, sono state individuate oltre due mila e duecento persone irregolari sul territorio U.E.), traffico di droga e traffico di armi.

Inoltre, sono state sequestrate oltre trecento armi da fuoco, venti mila munizioni e quasi una tonnellata di stupefacenti (tra i quali oltre seicento chili di cocaina e trecento chili di cannabis).

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