Somalia: il 2 luglio 1993 la battaglia del Check Point “Pasta”. Il ricordo del Tenente Colonnello Medaglia d’Oro al Valor Militare, Gianfranco Paglia

ROMA. Il Tenente Colonnello Medaglia d’Oro al Valor Militare, Gianfranco Paglia ricorda, oggi, in un post su Facebook i terribili, sconvolgenti momewnti dell’attacco al Check Point Pasta nella Somalia del 2 luglio 1993.

Un’immagine della battaglia del 2 luglio 1993

Quel giorno ci fu un intenso scontro a fuoco a Mogadiscio tra le truppe italiane e le milizie Mooryaan somale del generale Aidid.

Alcuni mezzi blindati italiani VCC-1 Camillino, con la XV Compagnia “Diavoli Neri” del 186º reggimento paracadutisti, fermatisi di fronte a delle barricate erette dai somali, vennero immobilizzati con razzi anticarro mentre le strade circostanti venivano bloccate con altre barricate da parte dei miliziani.

In uno di questi, morì il paracadutista Pasquale Baccaro, colpito alla gamba da un razzo, mentre rimasero feriti gravemente il Sergente Maggiore Giampiero Monti all’addome e il paracadutista Massimiliano Zaniolo alla mano.

I militari Caduti nel corso dello scontro a fuoco con i miliziani somali

Venne deciso quindi l’intervento di soccorso della Colonna Alfa, quasi arrivata alla base, dotata di 8 carri M60 Patton, autoblindo FIAT 6614 e 7 Centauro con cannoni da 105 mm, non impiegabili per il rischio di colpire i civili; ulteriore appoggio giunse da elicotteri A129 Mangusta e Bell AB-205.

Gli equipaggi dei Centauro cercarono di proteggere gli altri veicoli ed i compagni feriti con le mitragliatrici, mentre si tentava di rimettere in moto uno dei veicoli danneggiati e gli uomini rastrellavano le vicinanze.

Fu in questa fase che venne colpito a morte il Sergente incursore Stefano Paolicchi.

Un numero non precisato di M60 della Compagnia del 32º Reggimento carri aprì il fuoco contro dei container che servivano da scudo ai miliziani, provocando grandi perdite, e un elicottero da attacco Mangusta colpì con un missile TOW un Iveco VM 90 italiano catturato dai somali, distruggendo il mezzo e uccidendo tutti i miliziani  a bordo del veicolo.

Tra gli uomini della colonna di soccorso, il Sottotenente Andrea Millevoi, Comandante di un Plotone di autoblindo Centauro dell’8º Reggimento “Lancieri di Montebello”, venne colpito da un proiettile mentre si sporgeva dal suo mezzo per controllare l’area degli scontri.

Nella zona erano arrivati moltissimi civili che furorno utilizzati come scudi umani dai miliziani somali.

L’intervento degli elicotteri americani Cobra e l’arrivo dei nuovi mezzi corazzati permise ai soldati sotto il fuoco di ritirarsi, con i miliziani che sparavano dai tetti delle abitazioni e le vie di fuga inaccessibili a causa delle barricate.

il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia

“Non smetterò mai di ricordare ciò che accadde il 2 luglio 1993 a Mogadiscio durante la Battaglia del Pastificio e non smetterò mai di dire che Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro, Stefano Paolicchi saranno per sempre presenti finchè vivranno nel cuore di chi resta – commenta il Tenente Colonnello Paglia che all’epoca dei fatti era Sottotenente di complemento e che colpito da tre proiettili, rimanendo gravemente ferito alla colonna vertebrale, perdendo così l’uso delle gambe -. -. Da quel 2 luglio ad oggi il ricordo e l’attenzione non è mai venuto a mancare dalle Istituzioni ai cittadini e ciò rafforza in me la consapevolezza di cosa significhi indossare l’Uniforme e quanto credo c’è nel testo del giuramento”.

“Sono in molti, negli anni – aggiunge – a chiedermi se fossi disposto, tornando indietro, a ripetere quanto fatto, ora più che mai, senza alcun dubbio dico che ne è valsa la pena e con forza ribadisco che c’è necessità di lavorare perché vi sia pace costi quel che costi. Il sacrificio dei nostri Caduti non dovrà spegnere la speranza che tutto ciò possa accadere e spetta a noi continuare quella missione che ci rende fieri ed orgogliosi di essere soldati italiani”.

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