Di Chiara Cavalieri
YEREVAN. Il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha rilasciato dichiarazioni storiche durante un incontro con un gruppo di giornalisti turchi a Yerevan.
Queste dichiarazioni segnano un punto di svolta nei rapporti tra i due Paesi.

Pashinyan ha affermato che il riconoscimento internazionale del genocidio armeno non è più una priorità della politica estera del suo Paese, ribadendo al contempo che la normalizzazione con la Turchia è ormai solo una questione di tempo.
“La nostra posizione ufficiale è che il riconoscimento internazionale del genocidio armeno non rientra oggi tra le nostre priorità di politica estera”, ha dichiarato il capo del Governo armeno, sottolineando la necessità di guardare avanti.

“La Storia è Storia, oggi è oggi”, ha aggiunto.
Un processo di normalizzazione inevitabile
Pashinyan ha respinto le critiche secondo cui il processo di normalizzazione tra Armenia e Turchia non avrebbe prodotto risultati concreti. Ha evidenziato che, rispetto al passato, il dialogo tra i due Paesi ha fatto progressi significativi:
“Vedo una volontà politica da entrambe le parti, ma è essenziale che questa volontà continui a svilupparsi reciprocamente”, ha commentato.
Il primo ministro ha sottolineato che molte barriere psicologiche sono già state superate e che, salvo interferenze dannose, il ripristino delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Turchia è ormai solo questione di tempo.
La pace deve essere regionale
Pashinyan ha ribadito l’importanza di un accordo di pace che coinvolga l’intera regione del Caucaso meridionale. Ha detto che la stabilità e la cooperazione economica sono obiettivi fondamentali per l’Armenia, e che questa opportunità storica non deve essere sprecata: “Come primo ministro dell’Armenia, voglio sfruttare questa opportunità storica”.
Il premier ha sottolineato che la normalizzazione delle relazioni non deve essere vista come una concessione, ma come una necessità strategica per garantire sicurezza e sviluppo all’Armenia e alla regione circostante.
La questione del genocidio: un nuovo approccio
Interpellato dai giornalisti sulla politica dell’Armenia riguardo al genocidio armeno, Pashinyan ha spiegato che il Paese sta rivedendo le sue priorità diplomatiche. Ha ammesso che il riconoscimento internazionale del genocidio è sempre stato una questione di grande importanza per gli armeni, ma ha anche sollevato un interrogativo fondamentale:
“Quando un Parlamento o un Governo di un Paese lontano riconosce il genocidio, ci sentiamo ispirati – ha spiegato .-. Ma subito dopo sorge la domanda: cosa cambia concretamente per l’Armenia? Quali benefici porta alla stabilità e alla pace nella nostra regione?”.
Pashinyan ha sottolineato che la pace e la sicurezza dell’Armenia dipendono dalle relazioni con i Paesi vicini, più che dal riconoscimento simbolico da parte di Nazioni lontane. ù
Ha quindi invitato a un approccio più pragmatico e orientato al futuro.
Il ruolo della Turchia e la prospettiva regionale
Il primo ministro ha anche riconosciuto il ruolo della Turchia nella stabilità del Caucaso meridionale.
Ha evidenziato che Ankara ha espresso più volte il proprio sostegno a un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, un elemento che potrebbe contribuire a un equilibrio regionale più stabile. “Se percepiamo correttamente questi segnali, significa che la Turchia sta cercando un certo equilibrio nelle sue relazioni nel Caucaso meridionale”, ha concluso.
Le dichiarazioni di Pashinyan segnano un momento chiave per la politica estera armena e per le relazioni con la Turchia.
Con un approccio più pragmatico e orientato alla cooperazione, Yerevan sembra intenzionata a superare le divisioni storiche per costruire un futuro di stabilità e crescita regionale. Resta ora da vedere se questi segnali porteranno a sviluppi concreti nel breve termine.
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