GOMA, (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO). Proseguono, anche oggi, i combattimenti a Goma (Repubblica Democratica del Congo).

Ii ribelli hanno preso possesso dell’aeroporto della città , la più grande del Congo orientale, potenzialmente bloccando la via principale per gli aiuti destinati a centinaia di migliaia di sfollati, dopo aver conquistato la città in un’offensiva che ha lasciato cadaveri per le strade.
I combattenti dell’M23 hanno marciato su Goma, ieri, Â facendo registrare la peggiore escalation dal 2012 di un conflitto durato tre decenni, radicato nelle lunghe ricadute del genocidio ruandese e nella lotta per il controllo delle abbondanti risorse minerarie del Congo.
Nella capitale congolese Kinshasa, che si trova a 1.600 chilometri ad Ovest di Goma, alcuni i manifestanti hanno attaccato un complesso delle Nazioni Unite e le Ambasciate, tra cui quelle di Ruanda, Francia e Stati Uniti, esprimendo rabbia per quella che hanno definito un’interferenza straniera.
I saccheggiatori hanno saccheggiato l’Ambasciata del Kenya.
Goma è considerata un importante snodo per le persone sfollate a causa dei combattimenti in altre zone del Congo orientale e per i gruppi umanitari che cercano di assisterle.
I combattimenti hanno spinto migliaia di persone a lasciare la città , tra cui alcune che avevano cercato rifugio lì di recente dall’offensiva dell’M23 dall’inizio dell’anno.
Il Governo della Repubblica Democratica del Congo e il capo delle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite hanno affermato che le truppe ruandesi erano presenti a Goma, a sostegno dei loro alleati M23.

Il Ruanda ha detto che si sta difendendo dalla minaccia delle milizie congolesi, senza commentare direttamente se le sue truppe abbiano attraversato il confine.

I residenti di Goma e fonti delle Nazioni Unite hanno affermato che decine di militari si sono arresi, ma alcuni soldati e miliziani filo-governativi hanno resistito.
La gente di diversi quartieri ha segnalato, oggi, colpi di armi leggere e pesanti e alcune forti esplosioni.
L’M23 è l’ultima di una serie di insurrezioni guidate dai Tutsi e sostenute dal Ruanda che hanno portato tumulti in Congo sin dalle conseguenze del genocidio in Ruanda 30 anni fa, quando estremisti Hutu uccisero Tutsi e Hutu moderati, e poi furono rovesciati dalle forze guidate dai Tutsi che ancora governano il Ruanda.
Questo Paese afferma che alcuni degli autori estromessi si sono rifugiati in Congo sin dal genocidio, formando milizie che ha alleanze con il Governo congolese e rappresentano una minaccia per i Tutsi congolesi e per il Ruanda stesso.
Il Congo respinge le esternazioni del Ruanda e afferma che questo stesso Paese ha utilizzato le sue milizie per procura in modo da controllare e saccheggiare minerali redditizi come il coltan, che viene utilizzato negli smartphone.
Le Nazioni Unite e le potenze internazionali  temono che il conflitto possa degenerare in una guerra regionale, simile a quelle del 1996-1997 e del 1998-2003.
Conflitti che uccisero milioni di persone, principalmente per fame e malattie.
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