Russia: alcuni dettagli sul nuovo caccia leggero presentato al MAKS 2021

Di Fabrizio Scarinci

Mosca. Nei giorni scorsi, al Salone aerospaziale MAKS 2021, la ditta Sukhoi e il Ministero della Difesa russo hanno presentato un mock-up del nuovo “Light Tactical Aircraft”, un caccia leggero di quinta generazione con cui l’azienda, e con essa tutto il conglomerato militare-industriale del Paese, mirerebbe a rafforzare la propria posizione sul mercato internazionale dei mezzi di tale categoria.

Sulla base di quanto osservato finora, il velivolo in questione, noto anche come “Checkmate” (che letteralmente significa “scacco matto”) si configurerebbe come un jet da combattimento monoposto caratterizzato da dimensioni relativamente contenute (si parla di 14/15 metri di lunghezza) e dalla presenza di un unico propulsore.

Un immagine del mock-up esposto al MAKS 2021.

Il design della cellula, per certi versi simile a quello del Sukhoi Su-57, sembrerebbe pensato al fine ridurre il più possibile tanto sua “Radar Cross Section” , cosa che si evince anche dalla presenza di ben tre baie “interne” per armamenti (una ventrale e due laterali di tipo “conformal”), quanto la sua traccia IR, il tutto nell’ottica di mettere in difficoltà anche i sensori nemici più avanzati ed aumentare il più possibile il livello di furtività del velivolo.

Per quanto riguarda le sue dotazioni avioniche, invece, l’unica cosa che si evince dalle immagini diffuse fino a questo momento e che, non diversamente dagli altri modelli recentemente sviluppati da Sukhoi (tra cui i vari Flankers e l’Su 57), l’IRST è stato posizionato davanti all’abitacolo, mentre riguardo al radar non si ha praticamente nessuna informazione, anche se quasi certamente dovrebbe essere di tipo AESA.

Quanto al suo armamento, poi, diversi fonti asseriscono che le tre baie del Checkmate sarebbero in grado di trasportare fino a cinque missili aria-aria di varia portata, tra cui gli R74 M a corto raggio e gli R 77 a medio-lungo raggio, ai quali dovrebbe affiancarsi anche un cannone interno da 30 mm (probabilmente lo stesso del Sukhoi Su 57).

Immagine di un R 77, prodotto dall’azienda russa Vympel e da più parti considerato uno dei più efficaci missili a guida radar attiva attualmente presenti sul mercato

Particolarmente degne di nota anche le sue capacità d’attacco al suolo, incentrate sulla possibilità di impiegare, presumibilmente a scapito di qualche missile aria-aria (ma questo dipenderà, poi, dal profilo delle missioni), svariati tipi di bombe, sia intelligenti che a caduta, e diverse tipologie di missili aria-superficie, tra cui i Kh 38, i Grom E1 e gli antiradar Kh 58 UShKE.

Stando a quanto affermano i vertici dell’azienda, il primo volo di questo caccia sarebbe previsto per il 2023, mentre la produzione su larga scala dovrebbe essere avviata nel 2026. Per il futuro è inoltre previsto che a partire da questo modello base vengano sviluppate altre versioni, tra cui un modello biposto (presumibilmente per ragioni legate all’addestramento), uno a pilotaggio remoto e perfino una variante imbarcata.

Al fine di consolidare la posizione di Sukhoi e dell’industria aeronautica russa sul mercato internazionale (che la classe dirigente del Paese vede da sempre sia come una grande fonte di guadagno che come un validissimo strumento di influenza politico-strategica) potrebbe certamente essere d’aiuto anche il bassissimo costo unitario del velivolo, stimato in soli 25/30 milioni di dollari, che anche per uno stealth di tipo “semplificato” come questo sembrerebbero davvero molto pochi.

Un tale prezzo potrebbe infatti allettare numerosi potenziali clienti di aree quali Medio-Oriente, Asia, Africa settentrionale e perfino America Latina, ma anche gli stessi militari russi, che, dopo ad aver supportato lo sviluppo del velivolo, negli ultimi giorni avrebbero anche manifestato un certo interesse per il suo acquisto.

Nelle forze aeree di Mosca, infatti, il Checkmate potrebbe rappresentare un ottimo sostituto per il Mig 29, o almeno per le sue varianti più datate (già da tempo sottoutilizzate a causa di problemi tecnici), andando a configurare insieme ai più complessi Sukhoi Su 57 (verosimilmente indicati per la sostituzione dei Flankers più anziani) una sorta di hi-lo mix stealth di qualche centinaio di aeroplani, che certamente conferirebbero al Cremlino un potenziale bellico di tutto rispetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

Autore