Russia, Vladimir Putin e la perpetrazione del nuovo zarismo

Di Pierpaolo Piras

Mosca. Putin è stato eletto per la quarta volta. L’Europa è sorpresa di un leader che stravince in parte con il libero consenso della larga maggioranza degli elettori, dall’altra esprimendo una vasta e fantasiosa panoplia di strumenti per eliminare fisicamente i più pericolosi concorrenti.

Il Presidente russo, Putin per molti la forza politica di una Nazione

I Governi europei appaiono un po’ invidiosi di tanto consenso del quale stenta a dare una spiegazione completa. Eppure la cultura mentale russa è lì, chiarissima, a spiegarcelo.

Il Principato di Moscovia (1283- 1547) conobbe grandi sovrani come Ivan III ed il figlio Ivan IV il Terribile i quali diedero struttura statuale, estensione territoriale e potenza militare al primo nucleo di quello che oggi chiamiamo Stato della Russia, dando poi seguito alla dinastia reale e poi imperiale dei Romanov (1721-1917) . Nel corso di questi secoli mai la popolazione russa ebbe la possibilità di esprimere la propria volontà , tanto meno rendere efficaci proposte in campo politico e civile. Vigeva una condizione di assolutismo poliziesco particolarmente repressivo e spietato verso il popolo.

Il regime comunista non fu meno sanguinario con fucilazioni di massa e deportazioni di intere popolazioni senza migliorare peraltro le miserevoli condizioni fisiche della popolazione.

Nonostante ciò i russi sono sempre stati fieri patrioti , devoti allo Zar di turno, da essi definito “Piccolo Padre”. Sempre pronti a versare tante lacrime alla loro morte ed a salutare con gioia il successivo massacratore. La salma di (CZAR) Stalin ebbe l’omaggio di chilometriche file di reduci dal petto medagliato e comuni cittadini con sincere manifestazioni di dolore.

Lo “zar” Stalin

In questa “Epoca Putin” nulla è cambiato. Il popolo russo manifesta sempre e comunque gli stessi sentimenti e vota a valanga per il nuovo zar. L’anima russa esibisce la sua vocazione monarchica.

Non importa se il capo è un Romanov o un comunista rosso-fuoco come Stalin o un congedato del KGB come Putin. Se sta al potere per molti anni diventa automaticamente sacro nell’impersonare il Potere stesso, laddove il popolo è composto di “sudditi” mentre gli altri protagonisti politici diventano degni di essere cinicamente eliminati con ogni mezzo, pugnali, gas nervini o amici magistrati che rivolgono accuse fantasiose al fiero avversario Navalnyj.

Navalny è stato arrestato varie volte dalla Polizia russa

Non fa la differenza neanche la posizione geografica del nemico, il Messico per Trotsky o Londra nel recente caso Skrypal.

Insomma, il popolo russo vuole la monarchia, così per Caterina la Grande come per Putin. E poichè uno Zar è sempre uno Zar, quando si reperiscono i resti cadaverici di Nicola II, ultimo Zar, nella selva di Ekaterinburg, questi vengono trattati da Putin con un solenne funerale di Stato.

Gli europei sono radicalmente diversi: hanno la “democrazia “ nella loro genetica storico-politica . E’ deposto storicamente da alcuni emblematici avvenimenti :

  • L’affermazione della democrazia nella Grecia classica da Solone (VI sec. AC) in poi. E’ noto che ad Atene ed altre Polis la comunità dei cittadini (gli Efebi ovvero coloro che avevano completato il servizio militare) esercitava il diritto di dichiarare le guerre, di eleggere il Consiglio dei governanti, ecc.
  • L’istituzione dei Comitia Centuriata, istituiti sotto il regno di Servio Tullio, quinto Re di Roma, nel 6°sec. A.C. , ovvero un’ assemblea pubblica con il potere di eleggere le massime magistrature pubbliche ed alla quale poteva rivolgersi persino un condannato alla pena capitale per un ultimo giudizio inappellabile.
  • La “Magna Charta Libertatum” del 1215 con la quale per la prima volta venne sancito il principio che il sovrano non era tale per diritto divino ma che dovesse rendere del suo operato ad altre istituzioni civili.

Putin, come tutti i suoi predecessori, non deve rendere conto a nessuno.

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