Guardia di Finanza: sequestrati a Roma beni per 9 milioni di euro agli eredi di un broker artefice d’una truffa finanziaria ai danni di procuratori sportivi, calciatori e professionisti

Di Luigi Magliulo

ROMA. Beni immobili, mobili, quote societarie, preziosi e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 9 milioni di euro, è questa la portata del sequestro eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Roma – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, nei confronti degli eredi nonché di un broker finanziario (scomparso 4 anni fa) che – nel periodo compreso tra gli anni 1999 e 2022 – è stato ritenuto responsabile di gravi azioni truffaldine oltre che di esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Investigatore del GICO GDF al lavoro su uno degli applicativi in uso al Corpo

L’ingente sequestro patrimoniale (nel quale rientrano beni immobili, mobili, quote societarie, preziosi e disponibilità finanziarie presenti sul territorio nazionale ed estero) è stato disposto dal Tribunale di Roma al termine di una complessa indagine che ha smascherato l’esistenza di entità giuridiche di diritto inglese attraverso le quali l’uomo, secondo le modalità del noto “schema Ponzi”, è stato capace di realizzare una truffa multimilionaria ai danni di numerose persone fisiche, tra le quali figurano procuratori sportivi, calciatori e professionisti; una truffa molto ben organizzata e che in breve tempo gli aveva consentito d’intascare rilevanti profitti illeciti, nonché di sostenere un tenore di vita assolutamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata al Fisco.

Ad operare in prima fila nelle indagini economico-patrimoniali sono stati gli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO), i quali hanno ricostruito per ogni singola annualità gli “affari” condotti dal broker in questione.

Da rilevare come per il buon esito delle indagini fondamentale si sia rivelato il supporto dell’applicativo denominato “Molecola” che, tra le sue varie funzioni di supporto, consente agli investigatori del Corpo di aggregare ed analizzare numerosi dati e informazioni di natura finanziaria.

Informazioni che, nel caso specifico, hanno messo in luce le incoerenze patrimoniali dei due soggetti finiti nell’indagine, nonché i beni illecitamente accumulati (in parte già sottoposti a sequestro nel corso dei diversi procedimenti penali che li hanno interessati).

La mole di beni sottoposti a sequestro comprende 2 appartamenti siti a Miami ed a Londra, le quote sociali e il patrimonio aziendale di 8 società italiane e di diritto estero, ai quali si uniscono sculture e dipinti di valore presumibilmente realizzati da celebri artisti del ‘900 tra cui Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla, nonché orologi delle più rinomate case del settore e gioielli il cui esatto valore sarà quantificato attraverso specifiche perizie.

Va altresì rilevato come tale provvedimento ablatorio sia stato adottato dai giudici del Tribunale capitolino sulla scorta degli strumenti normativi previsti dal Codice Antimafia e che, fattivamente, rappresenta un’ulteriore dimostrazione della sinergia esistente tra Autorità Giudiziaria e Guardia di Finanza nella ricerca e nel contrasto delle più gravi forme di criminalità economico-finanziaria; reati che, come spesso accade, vanno a braccetto con quelli della criminalità organizzata.

Una lotta incessante che gli investigatori delle Fiamme Gialle conducono effettuando migliaia di analisi su bilanci societari e grandezze patrimoniali, nonché sulla ricostruzione di flussi finanziari che hanno possibile origine illecita; un’attività che per il Corpo rappresenta una delle sue priorità strategiche e che si pone a presidio dell’economia legale, della libera concorrenza tra le imprese sane come tra gli operatori economici onesti.

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