Sahel: ordigni improvvisati insanguinano l’area. Aumentano le vittime

Di Valeria Fraquelli

Parigi. Gli ordigni improvvisati (IED) sono un pericolo costante nella sabbia del Sahel e ogni giorno che passa mietono nuove vittime.

Uno IED

Sia che siano uomini che donne o bambini ormai il pericolo di incappare in uno di questi ordigni è sempre più alto.

Sono occultati e possono esplodere ad ogni momento, quando malauguratamente una persona li schiaccia. La loro esplosione spesso di alta potenza distrugge i corpi e portando molte volte alla morte instantanea.

E il brutto è che ogni anno che passa la potenza di questi ordigni cresce e li rende sempre più pericolosi.

“Ogni anno scopriamo e impediamo l’esplosione di una ventina di IED posti dai gruppi terroristici – dice il Colonnello Barbry, portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate francesi – e sono sempre di più e sempre più potenti e questo è il vero problema”.

!A seconda dell’esplosivo caricato – spiega ancora l’ufficiale – si ottengono danni proporzionali con i materiali inseriti all’interno”.

Dal 2013, osservano gli esperti, l’aggiunta di materiali locali e instabili sono un’esclusiva negli IED e li rendono sempre più pericolosi.

L’effetto dell’esplosivo può essere elevato: fino a 40 chili. Senza aumentare automaticamente le dosi.

La lotta contro gli ordigni improvvisati è dura e molto pericolosa, nessun luogo può essere considerato davvero sicuro in Sahel e il fatto che, questa sia molto probabilmente la zona del mondo a più alta concentrazione di IED sul terreno, complica ancora di più le cose.

Sono ordigni usati dalle organizzazioni terroristiche per spaventare la popolazione, per ricattarla e costringerla a lasciare case e terreni.

La Regione del Sahel 

I francesi sono attualmente il possesso di circa 400 apparecchi per neutralizzare questo tipo di ordigni, approntati dopo l’intervento in Afghanistan.

Più dei due terzi sono dispiegati proprio nel Sahel. Questi disturbatori elettronici creano una bolla di sicurezza e sono particolarmente efficaci sui Rcied, ovvero IED radiocomandati, attivati ad esempio da un telefono cellulare.

Ma possono esser meno efficaci contro gli ordigni esplosivi senza telecomando, in particolare contro i PP-IED, innescati dalla pressione (ad esempio il passaggio di un veicolo).

Sono questi mezzi a pressione che si trovano in maggioranza nel Mali e nel Sahel in generale.

Questo vuole dire che la strada per mettere in sicurezza la regione e garantire una vita dignitosa ai suoi abitanti è ancora molto lunga.

Gli ordigni sono sempre più sofisticati e letali. Sono in grado di colpire aree molto più grandi, rispetto al passato causando così molte più vittime.

Veicoli simbolo della lotta agli IED sono il Buffalo e lo Souvim (Sistema di Apertura di Itinerari Minati).

Questo sistema di apertura di terreni minati permette di percorrere circa 150 chilometri ra 8 e 10 ore.

Con una velocità di progressione di una decina di chilometri orari.

La velocità può sembrare lenta ma bisogna considerare che quello del Sahel è un terreno abrasivo ruvido e complicato.

Le Forze francesi e quelle dei Paesi del G5 Sahel da molto tempo sono impegnate in una lotta senza quartiere per fare cessare questa vera e propria calamità e molto spesso gli ordigni vengono piazzati per impedire il passaggio di veicoli d’emergenza e di camion che trasportano medicinali e cibo alla popolazione.

 

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