Secessione Catalogna, Barcellona e Madrid di nuovo ai ferri corti

Madrid. Scoppia di nuovo, in Spagna, la lotta politica sulla volontà della Catalogna di staccarsi dal resto del Paese iberico. A settembre si svolgerà il referendum sull’indipendenza voluto e sostenuto dal presidente catalano, Carles Puigdemont.

E’ ancora scontro tra Barcellona e Madrid per l’indipendenza della Catalogna.

Ma già qualcuno parla di anticipare il passaggio, tra maggio e giugno come risposta politica ai processi per disobbedienza messi in atto dalla giustizia spagnola contro l’ex-presidente Artur Mas e l’attuale presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell.

Puigdemont ha detto, senza mezzi termini, che il referendum si svolgerà, malgrado le minacce di Madrid.

Da parte sua il  premier spagnolo Mariano Rajoy (PP) lo ha dichiarato incostituzionale, aggiungendo che invece la consultazione non si terrà, tanto da minacciare anche misure coercitive.

Si pensa ad un piano B per far uscire dall’impasse il Governo di Madrid. In particolare, verrà usato l’articolo 155 della Costituzione che farebbe passare il controllo alla polizia regionale catalana, i Mossos d’Esquadra, ed impedire l’accesso ai seggi elettorali, recintandoli. O perfino, nel caso più estremo, con un voto a maggioranza assoluta del senato di Madrid – controllato dal partito di Rajoy – sospendere l’autonomia della Catalogna e prenderne il controllo al posto delle istituzioni regionali.

Ora bisognerà vedere cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore.

 

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