Siria: le tre linee rosse della Turchia nel Paese. L’ambasciatore turco a Il Cairo delinea le priorità di Ankara

Di Chiara Cavalieri ANKARA.  L’ambasciatore turco in Egitto, Salih Mutluşen, ha identificato tre “linee rosse” fondamentali che la Turchia si impegna a rispettare nel contesto della crisi siriana e nella transizione politica post-conflitto.
L’ambasciatore turco in Egitto, Salih Mutluşen
  Nel corso di una conferenza stampa il diplomatico ha detto che la prima linea rossa consiste nel “preservare la Siria come Stato unificato”. La seconda riguarda la protezione totale della sovranità siriana, mentre la terza sottolinea che il Paese  deve mantenere la sua identità come Stato arabo. Questi principi sono stati evidenziati come base per sostenere e preservare l’integrità della Siria in una fase cruciale della sua storia. L’ambasciatore ha sottolineato che Turchia ed Egitto condividono una visione comune su queste linee rosse, collaborando per garantire la stabilità e il futuro della Siria. Ha inoltre espresso fiducia nel ruolo dei Paesi arabi, in particolare dell’Egitto e della Giordania, nel supportare un nuovo Governo siriano che includa tutte le componenti della società, senza essere fonte di preoccupazioni per i Paesi vicini. L’importanza dell’assistenza ai rifugiati siriani Mutluşen ha evidenziato la necessità di un impegno collettivo per aiutare i milioni di rifugiati siriani, sia in Turchia (circa 4 milioni) sia in Egitto (circa 1 milione). Ha chiesto supporto per la fornitura di infrastrutture, elettricità e alloggi che possano facilitare il ritorno di queste persone e la ricostruzione della loro Patria. Posizioni di Ankara sul futuro della Siria L’ambasciatore turco ha chiarito che la politica di Ankara  non mira a sostituire un asse religioso con un altro, ribadendo che il futuro Governo siriano dovrà essere unificato e rappresentativo di tutte le componenti sociali. Questo approccio è stato rafforzato pochi giorni prima dalla visita del ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, a Damasco, dove ha incontrato rappresentanti locali e sottolineato l’importanza di eliminare qualsiasi influenza di gruppi militanti come il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e le Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG).
Miliziane curde di YPG
Il ministro Fidan ha inoltre descritto questa fase come un’opportunità per la Siria di ricostruire la propria economia e superare il terrorismo, aprendo la strada alla possibile revoca delle sanzioni internazionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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