SMINAMENTO NEL MONDO: DAGLI ANIMALI UN PREZIOSO CONTRIBUTO

Di Assunta Romano

Ginevra. Il numero delle vittime di incidenti causati dallo scoppio di mine antiuomo, mine anticarro, residuati di origini belliche (ERW) o esplosivi costruiti in maniera artigianale(IED), ha raggiunto nel 2019 un totale pari a 5.554, di cui l’80 % costituito da civili.

Un’attività di sminamento operata dalla Marina Militare

I bambini ne rappresentano il 43% , mentre ragazzi e uomini adulti  l’85%.

E’ quanto emerge dal Land Mine Monitor 2020,il documento presentato a Ginevra lo scorso novembre in cui sono analizzate  le politiche di messa al bando delle mine antiuomo nel mondo riportandone i dati sul loro utilizzo, produzione e commercio.

Tra i 164 Paesi aderenti alla “Convenzione internazionale per la proibizione dell’uso, stoccaggio, produzione, vendita di mine antiuomo e relativa distruzione” firmata a Oslo il 18 settembre 1997, sei sono quelli in cui il numero delle vittime è particolarmente elevato: Afghanistan, Colombia, Iraq, Mali, Nigeria, Ucraina e Yemen.

Nel 2019 sono state disinnescate e distrutte oltre 123 mila mine e bonificati 156 chilometri quadrati di terreno, in particolare in Afghanistan, Cambogia, Croazia, Iraq.

Topi sminatori (Fonte: Vita di frontiera.org)

Il problema della bonifica di vaste aree minate è diventato un compito prioritario per molte organizzazioni internazionali, Nazioni Unite in primo piano, e per molti Stati firmatari della Convenzione di Oslo del 1997, tra cui l’Italia.

Il nostro Paese è uno dei pochi a disporre di una legge sullo sminamento umanitario (la numero 58 del 2001) che stanzia annualmente un fondo dedicato, gestito dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale per questo tipo di attività.

La necessità e l’urgenza di bonificare interi Paesi per consentire alle popolazioni il ritorno alla normalità, ha messo in moto nel corso degli anni una serie di attività di ricerca e  di sviluppo in svariati campi della tecnologia e della scienza.

Le tecniche tradizionalmente utilizzate per la realizzazione delle mine antiuomo hanno lasciato il posto a nuove tecnologie piu’ sofisticate  che prevedono l’utilizzo di materiale plastico.

Particolarmente vincente si è rivelato a questo riguardo l’utilizzo di sensori chimici capaci di individuare le mine, ma altrettanto efficace si dimostra per questa attività  il supporto di unità cinofile anti esplosivo a disposizione delle forze armate.

I cani infatti, per le loro elevate capacità olfattive, sono capaci di fiutare materiale esplosivo fino a 13 centimetri di profondità e perfino mine di plastica che i metal detector non potrebbero scovare.

Non solo cani, ma anche delfini, leoni marini, foche, ratti, danno il loro prezioso contributo nelle aree piu’ pericolose del mondo.

Dotato di un olfatto infallibile, il Ratto gigante del Gambia (Cricetomys gambianus)  è in grado di perlustrare 200 metri quadrati di area minata in un’ora, una superficie che agli uomini richiederebbe almeno 15 giorni di lavoro.

Estremamente intelligenti, leggeri (con un peso di circa 1,3 chili riescono a camminare sulle mine senza farle detonare) e con un fiuto infallibile, questi “Hero Rats” costituiscono le “truppe speciali” che a partire dal 1997  un’organizzazione governativa belga, Apopo, iniziò ad addestrare e a sperimentare sul campo con notevole successo.

Operativi in Cambogia,  Mozambico ed Angola questi animali eccezionali con il supporto dei loro addestratori hanno contribuito a salvare migliaia di vite umane.

Uno di questi, Magawa, nello scorso mese di settembre, è stato insignito dall’organizzazione britannica PDSA della medaglia d’oro al valore- l’equivalente per gli animali della “Croce di San Giorgio”-   per la sua valorosa attività.

Negli ultimi quattro anni ha individuato in Cambogia 39 mine terrestri e 28 ordigni inesplosi, ha inoltre contribuito a bonificare  una superficie superiore a 141 mila metri quadrati ( l’equivalente di 20 campi di calcio) permettendo alle comunità locali di vivere, lavorare e giocare senza correre il rischio di perdere la vita o un arto.

IN COPERTINA: Ratto sminatore (Fonte: Mozambico Online)

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