ROMA. Sogin è pronta a condurre i nuovi impianti nucleari italiani.
E’ emerso, ieri, a Milano, durante il convegno “Transizione Energetica e l’Industria del Nucleare 2025”, organizzato da Il Sole 24 Ore, al quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali, esperti e leader del settore energetico, tra cui Sogin, rappresentata dall’amministratore delegato, Gian Luca Artizzu, che è intervenuto nella tavola rotonda: “La filiera italiana sul nucleare, nuovi modelli di business per la produzione di energia dall’atomo”.

Nel suo intervento, Artizzu ha ricordato che “ci troviamo in uno scenario energetico nel quale il nucleare potrà giocare un ruolo chiave accanto alle altre fonti e Sogin detiene nel settore un know-how consolidato”. L’Ad ha proseguito: “Noi siamo l’unica azienda in Italia ‘Collaborating Centre’ della IAEA e siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione del Paese le nostre competenze nella conduzione di impianti, che saranno subito fruibili nel momento in cui si tornerà al nucleare”.

Un impegno che “esercitiamo anche con la nostra Scuola di formazione, – ha affermato l’amministratore delegato di Sogin – centro di eccellenza nella trasmissione della cultura nucleare con cui entro il prossimo anno formeremo 40 persone, italiane e straniere, sul decommissioning e sulle nuove tecnologie in campo nucleare. Sogin intende contribuire a rafforzare la filiera italiana del nucleare – ha aggiunto – essenziale per un sistema maturo che ha la capacità di prendere decisioni a lungo termine, con un quadro normativo stabile e coerente per favorire gli investimenti. Il nucleare non è solo una questione energetica, ma un pilastro per il futuro economico e competitivo del Paese”.

Insieme ad Artizzu, alla tavola rotonda, hanno partecipato alcuni tra i principali attori dell’industria energetica italiana, fra cui, oltre Sogin, Ansaldo Energia, Edison, Eni, Fincantieri, Maire, Newcleo, Rina.
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