Spazio, a Roma il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) partecipa a New Space Economy

Roma. Dal 10 al 12 dicembre alla Fiera di Roma il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) sarà al New Space Economy (NSE ExpoForum).

Si tratta del I Forum internazionale dedicato alla space economy e alle nuove frontiere dell’industria dello spazio, con un’area espositiva, laboratori ed eventi scientifici.

La sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Organizzato da Fondazione Amaldi e dalla Fiera Roma, in collaborazione con Space Foundation e con il supporto della rete della Commissione europea EEN (Enterprise Europe Network), NSE ExpoForum si propone come obiettivo la valorizzazione dell’intera filiera produttiva spaziale e di tutte le applicazioni e servizi che possono essere resi disponibili dai sistemi spaziali alla cittadinanza, all’economia, alla società.

Il Consiglio partecipa con un suo spazio espositivo, numerosi interventi e poster sessions, per offrire ai ricercatori l’opportunità di incontrare stakeholder industriali, piccole e medie imprese innovative (PMI), investitori, venture capitalist, startupper, Università ed Enti di ricerca, agenzie spaziali e istituzioni a livello nazionale e internazionale.

Il settore spaziale è una delle aree strategiche di alta tecnologia che vede l’Italia in posizione di leadership mondiale, disponendo di una filiera completa di prodotti, competenze e servizi a elevato contenuto tecnologico e un’ampia gamma di applicazioni di valenza duale (civile e militare).

Lo spazio al centro del dibattito a Roma

Il CNR, in questo contesto, si posiziona con una consolidata presenza e sviluppa queste attività in stretta collaborazione con le amministrazioni centrali dello Stato e sistema industriale, al quale fornisce supporto scientifico e tecnologico per la competitività delle aziende nazionali.

In particolare con il programma Mirror Copernicus (Coast and marine monitoring, Air quality, Ground motion, monitoring of land cover and use, hydro-meteorology climate service, Water resources) e un consolidato sistema di collaborazioni istituzionali, tra i quali i Ministeri delle Sviluppo economico, della Difesa, dell’Istruzione, università e ricerca, delle Infrastrutture e trasporti, e il Dipartimento della protezione civile.

Nell’ambito di una intensa attività di collaborazione con l’Ufficio Generale per lo Spazio dello Stato Maggiore Aeronautica Militare, il CNR sta delineando una strategia per consentire al sistema Paese di acquisire una capacità di accesso allo spazio in termini di volo suborbitale, aviolancio e piattaforme stratosferiche.

Sono tre le linee interessate.

  • Volo suborbitale

In sintonia con gli indirizzi di Governo in materia spaziale e aerospaziale, l’Aeronautica Militare, in collaborazione con il CNR, ha delineato una roadmap per l’acquisizione di una capacità di volo suborbitale.

La Forza Armata ha preso contatti con la Virgin Galactic per l’acquisto di un servizio di volo suborbitale dedicato da effettuarsi presso lo Spaceport America di Las Cruces, NM (Stati Uniti), nel secondo semestre del 2020.

Tale attività è stata definita nell’ambito di un accordo commerciale siglato il 2 ottobre scorso presso l’Ambasciata d’Italia a Washington.

Ciò permetterà l’effettuazione di esperimenti di medicina aerospaziale a cura di personale medico dell’Aeronautica e di esperimenti di combustione e capillarità in condizioni di microgravità, di controllo della qualità ambientale a bordo e di test di tecnologia aerospaziale curati dal CNR con la collaborazione dell’Università di Padova.

Il volo consentirà, inoltre, l’acquisizione d’informazioni tecniche essenziali per validare i modelli di simulazione alla base dello studio di fattibilità per i voli suborbitali dall’Italia, anche al fine di supportare l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) nel progresso della regolamentazione degli spazioporti e degli spazi aerei suborbitali. Ciò garantirà sviluppi, in un ottica di “sistema paese”, anche del settore dei trasporti a livello nazionale e contribuirà a promuovere Grottaglie, come spazioporto commerciale europeo.

Lo sviluppo dei voli suborbitali, inoltre, funzionerà da catalizzatore per lo sviluppo di tecnologie legate alla propulsione ipersonica, al volo ad alta quota e, potenzialmente, anche al lancio di mini/micro satelliti da piattaforma aerea;

  • Aviolancio

Parallelamente, nel contesto della acquisizione di una capacità nazionale autonoma di accesso allo spazio, l’Aeronautica Militare ha avviato a dicembre 2018 – unitamente con il CNR e con una rappresentanza del comparto accademico e delle aziende nazionali del settore aerospaziale – uno studio di fattibilità per valutare la sostenibilità economica di un lanciatore per piccoli satelliti da piattaforma aerea.

Lo studio è supportato dallo sviluppo tecnologico dei cosiddetto mini/micro e nanosatelliti che hanno avuto grosso impulso negli ultimi anni.

L’accordo, firmato a settembre scorso ed orientato allo sviluppo di un lanciatore adattabile alla piattaforma Eurofighter, darà l’avvio al successivo sviluppo di un dimostratore tecnologico (entro il 2024) finanziato mediante il Piano Nazionale della Ricerca Militare (PNRM) e nel quadro dell’European Defence Fund (EDF).

In questa ottica, l’Arma Azzurra ed il CNR sono alla ricerca di una sintesi tra lo sviluppo della capacità di volo suborbitale e lo sviluppo di un lanciatore satellitare da piattaforma aerea, in grado di esprimere una capacità nazionale di accesso allo spazio realmente autonoma.

Tale possibilità potrebbe essere dischiusa, ipoteticamente, da uno sviluppo nazionale di una piattaforma – sul modello del White Knight II della Virgin Galactic – in grado di operare a quote stratosferiche che permetta l’innesto, a seconda delle esigenze, di un veicolo suborbitale, piuttosto che di un lanciatore satellitare o di una gondola/pod strumentata per la ricerca scientifica.

Ciò si prospetta come una novità assoluta a livello europeo, in grado di attrarre investitori e partner commerciali italiane ed esteri che vogliano garantire la presenza alle quote stratosferiche;

  • Piattaforme stratosferiche

Nel settore stratosferico, l’Ufficio Generale per lo Spazio dell’Aeronautica insieme al CNR ha effettuato una completa ricognizione delle tecnologie chiave ed un censimento di tutti gli attori (università, centri ricerca specializzati, aziende, reti d’impresa) che, a vario titolo, in Italia, si sono interessati alle “piattaforme stratosferiche”.

I risultati di tale ricognizione, sono stati presentati nel corso del 1° Workshop nazionale, il 5 aprile scorso, durante il quale è stata avviata la definizione del requisito per una piattaforma stratosferica d’interesse nazionale.

È emerso il pieno sostegno da parte delle autorità politiche e si è riconfermato il vivo interesse e la piena partecipazione degli Enti di Ricerca specializzati (in primis il CNR ed il Centro Italiano Ricerca Aerospaziale).

Sono state analizzate le molteplici potenziali applicazioni delle Piattaforme e gli specifici scenari e ne è scaturito un progetto unitario nazionale per una piattaforma in configurazione “ibrida” (a metà tra un pallone aerostatico ed un profilo alare) che ben s’inquadra per un impiego flessibile e logisticamente proiettabile e che è stato proposto nell’ambito dei Progetti di Cooperazione Strutturata Europea nel settore della Difesa (PESCO) e il cui finanziamento verrà garantito con i Fondi dell’European Defence Industrial Development Programme (EDIDP).

Forte anche la presenza del Consiglio nei programmi infrastrutturali nazionali ed europei, come l’ACTRIS (osservazione su aerosol, nubi e gas in traccia) e l’EPOS (controllo della tettonica e delle dinamiche di superficie della Terra).

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