SPECIALE 2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA, IL PERSONALE SANITARIO SFILA PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA ACCANTO ALLE FORZE ARMATE

Di Flavia De Michetti

Roma (nostro servizio particolare). Dopo gli ultimi anni di stop dovuti alla situazione pandemica, si è svolta la tradizionale parata ai Fori Imperiali, in occasione della Festa della Repubblica, alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Oggi, si sono festeggiati 76 anni dal referendum (2 giugno 1946) relativo alla forma istituzionale dello Stato, con il quale gli italiani e, per la prima volta, le italiane, hanno scelto la Repubblica. Con l’Alzabandiera e la celebrazione del Milite Ignoto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato inizio ai festeggiamenti.

Un momento della Parata

La Festa della Repubblica è un momento di solenne importanza per il nostro Paese, a ricordo dello storico passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Quest’anno lo è ancora di più, dal momento che è cresciuto il numero che prende parte alla parata. Per la prima volta nella storia, infatti, accanto alle Forze Armate, hanno sfilato i rappresentanti delle professioni sociosanitarie, che nel mondo rappresentano un’indispensabile difesa alla salute e, in particolare negli ultimi anni, si sono distinte per il loro valore nella difesa dell’Italia e la tutela della sicurezza nazionale. Medici, medici veterinari, infermieri, farmacisti, ostetriche, tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione, chimici, fisici, biologi, psicologi, assistenti sociali hanno sfilato con orgoglio davanti alla Tribuna Presidenziale per testimoniare il loro valoroso impegno nel contenimento del virus, di fronte al quale non si sono mai tirati indietro. Grazie all’insostituibile contributo dei sanitari, infatti, le celebrazioni tornano ad essere in presenza come gli anni scorsi.

Mezzi rappresentativi delle principali attività della Polizia di Stato

Come è da tradizione, tutti gli italiani, le istituzioni civili e militari si sono stretti intorno al 76° anniversario di fondazione della Repubblica, mossi da un sentimento di tutela dei valori costituzionali che, tutt’oggi, è parte dei valori del patrimonio militare.

Oggi è la festa dell’italiano per antonomasia e rimarca l’osmosi tra l’Istituzione e il territorio, oltre che le generazioni di ieri e di oggi. Quello che si è voluto trasmettere è stato un messaggio di vicinanza e, dopo anni di emergenza, di desiderio di ripartenza senza precedenti. Questo ritorno in presenza ha rappresentato l’impegno e il sacrificio profusi insieme come Sistema Paese.

Fiat Fullback della Polizia Scientifica, vero e proprio laboratorio mobile per la scena del crimine

Il tema scelto per questa edizione è stato ‘insieme a difesa della pace’, che sottolinea la coralità del ruolo delle Istituzioni, del Sistema Paese e l’importanza di fare squadra. Inoltre, la difesa della pace è il valore portante nella nostra Repubblica, da proteggere sempre con responsabilità e dedizione, come hanno fatto i reparti che hanno sfilato e che, tutti uniti per il Paese, con abnegazione non esitano mai a offrire il loro apporto. Il tema racchiude perfettamente il senso di questa giornata. Il 2 giugno, infatti, è la festa di tutto il popolo italiano, alla quale hanno partecipato le componenti militari e civili della società, che sanno lavorare insieme e danno una quotidiana testimonianza del solido legame che li unisce, grazie al quale contribuiscono alla difesa del valore universale della pace. Tutti gli italiani si ritrovano insieme per vivere un momento di coesione, consapevoli della determinazione e della tenacia con le quali fronteggiare le sfide che si presentano, certi di saper affrontare insieme quelle del futuro.

Lamborghini Huracan della Polizia Stradale

Lo stesso sentimento anima l’operato dei diversi contingenti presenti all’estero (circa 5800 militari impegnati nell’Africa Subsahariana, nei Balcani, nel Medio Oriente, fino alle acque del Mediterraneo dell’Oceano Indiano, nei Paesi Baltici e in Europa Orientale) e che vedono le Forze Armate e le altre componenti del Sistema paese operare con il tricolore a fianco delle bandiere dell’Alleanza Atlantica, delle nazioni Unite e dell’Unione Europea, al fine di garantire pace, sicurezza e stabilità.

Atleti paraolimpici dei gruppi sportivi di Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria

Come da tradizione il Capo dello Stato ha fatto il suo ingresso a bordo della storica Lancia Flaminia, il cui primo impiego ufficiale risale al 1961. L’auto è stata accompagnata da una scorta di Corazzieri a cavallo, in uniforme di Gran Gala, gli stendardi del Reggimento, che renderanno gli onori al Presidente della Repubblica, accompagnato in vettura dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, dal Consigliere del Capo dello Stato per gli Affari Militari, il Generale di Squadra Aerea Gianni Candotti.

Automezzi Militari durante la sfilata

HA SFILATO ANCHE IL PERSONALE CIVILE DELLA DIFESA

Ha sfilato alla parata del 2 giugno una rappresentanza della componente civile della Difesa. Il personale civile costituisce una realtà importante della Difesa e un supporto valido e insostituibile a sostegno della missione delle Forze Armate.

Sono circa 20 mila le unità che operano su tutto il territorio nazionale, negli Uffici centrali, Direzioni generali, Direzioni tecniche, Arsenali militari e Stabilimenti militari.

Nell’ambito del Ministero della Difesa opera una consistente componente di personale civile, che si caratterizza per le diversificate professionalità – da quelle amministrative a quelle tecniche, oltre a quelle della giustizia militare – che riflettono la peculiare organizzazione del Dicastero.

Rappresentanza del personale civile della Difesa

Il personale civile del Ministero della Difesa è un bacino di preziose capacità tecniche, amministrative e dirigenziali.

La Direzione Generale per il Personale Civile, inserita nell’ambito del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (Segredifesa) è l’ente che cura il  reclutamento,  lo  stato  giuridico,  l’impiego, la mobilità, la formazione, le variazioni delle posizioni di stato, la disciplina, le relazioni sindacali, la documentazione  caratteristica  e  matricolare,  le  provvidenze, le  pari  opportunità,  il  trattamento  economico e previdenziale del personale civile della Difesa, dei professori delle accademie   e  istituti  militari  di  formazione  e  dei  magistrati militari, nonché il contenzioso del lavoro dei dipendenti civili della Difesa.

Di seguito il discorso integrale del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

 

” Donne e uomini della Difesa, buona Festa della Repubblica.

 

Comincio con questo augurio, perché la celebrazione della Repubblica italiana, nata nel ’46 dalle ceneri di un Paese ferito ma ricco di energie e desiderio di rilancio, è certamente questo: una festa di tutti e di ciascuno, un grande appuntamento collettivo con la propria memoria e con la propria identità. Ed è anche, cosa non meno importante, una lezione sempre valida sulla possibilità di ricominciare, anche partendo da condizioni difficili o perfino drammatiche come quelle di allora.

 

Quest’anno la Festa ha per le Forze Armate un sottotitolo che recita “insieme a difesa della pace”. Vorrei soffermarmi su tre parole chiave che caratterizzano questo giorno e questo motto.

 

La prima è precisamente “repubblica”: res publica, ossia di cosa che riguarda, appartiene ed è nella responsabilità di ognuno di noi, nessuno escluso. È un termine carico di fascino, che descrive più di ogni altro l’essenza del nostro sistema di valori, incardinato nella Costituzione e improntato alla democrazia partecipativa. Un sistema che le Forze Armate della Repubblica hanno contribuito a tutelare fin dagli albori, e che proteggono a tutt’oggi. A quanti lo hanno fatto al prezzo della vita, o di forti patimenti, va oggi – come sempre, forse più di sempre – un pensiero di particolare gratitudine.

Ministro della Difesa Lorenzo Guerini

 La seconda è “insieme”: perché non vi può essere repubblica senza un sentimento profondo e diffuso di comunanza, di familiarità, di collaborazione; senza un obiettivo condiviso, che non annulla e anzi moltiplica la forza di quelli individuali. Anche in questo caso, fa piacere constatare che le Forze Armate italiane e il Personale civile della Difesa siano consapevoli portatori di questo modello, di questa visione, incarnati nel servizio quotidiano a favore dei cittadini e delle Istituzioni che li rappresentano.

 

Infine, ma non certo da ultimo per importanza, “pace”: una condizione da salvaguardare con intelligenza, con impegno e con coraggio, un orizzonte a cui la Difesa italiana lavora, in maniera costante e attiva, attraverso le molte missioni di pace e di stabilizzazione di cui si è resa protagonista negli anni, e non di meno rivestendo un ruolo di disincentivo nei confronti delle potenziali minacce che è, di per sé, strumento di pace.

 

Donne e uomini della Difesa, è una Festa della Repubblica contraddistinta da non poche preoccupazioni, ma è anche un giorno in cui, facendo un bilancio, come avviene in queste circostanze, possiamo dirci orgogliosi del nostro Paese.

 

Grande merito, per questo, va anche a Voi. ”   

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore