SPECIALE CONFERENZA PER LA LIBIA. Un accordo tra i partiti politici libici per arrivare presto alle elezioni. Stretta di mano tra Al Sarraj ed Haftar

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Quello trovato a Palermo, nella conferenza sulla Libia, conclusasi poco fa nel capoluogo siciliano, è un sottile (fragile?) accordo tra i partiti politici libici con una Turchia che ha abbandonato il summit.

Per la stampa libica la Turchia si è ritirata dalla conferenza per l’incapacità della comunità internazionale di unirsi.

Villa Igiea, sede la conferenza a Palermo

Il vicepresidente turco Fouad Aktay, annunciando il ritiro del suo Paese dal vertice, non ha mancato di esprimere la sua grande delusione. “Annunciamo il ritiro della Turchia dalla conferenza – ha detto -. Sono profondamente deluso. Sfortunatamente, la comunità internazionale non è stata in grado di unirsi nell’incontro di questa mattina”. Per il rappresentante di Ankara “la crisi libica non può essere risolta finché alcuni Paesi continuano a dirottare il processo politico per i propri interessi. Coloro che hanno causato l’attuale crisi nel suo insieme non possono contribuire a risolverla”.

È importante ricordare, che la Turchia sostiene le forze dell’Islam politico ed abbraccia i loro leader. Questo si scontra con ciò che sta accadendo attualmente in Libia sul fronte sicurezza guidato dal Feldmaresciallo Khalifa Haftar. La Turchia, non nasconde di aver preso una posizione ostile all’Esercito libico ed accusa i partiti libici di sostenere il terrorismo nella regione.

Nella bozza finale è stata inclusa necessità di adottare una costituzione per la sovranità. Sempre secondo la stampa libica, le parti della regione, coinvolte nella conferenza, pare abbiano trovato un accordo, che li vedrebbe su una stessa linea comune rispetto alle future elezioni e su una presa di posizione che li affiancherebbe nel punire coloro che cercheranno di interrompere il processo elettorale.

Pare che ci sia anche un incontro sulla possibilità, di tutte le parti interessate, di assumersi le proprie responsabilità riguardo alle istituzioni giuridiche, con il fine comune di condurre elezioni libere ed eque nel più breve tempo possibile.

Questa predisposizione garantirebbe la disponibilità di tutte le condizioni tecniche, legislative, politiche e di sicurezza e il sostegno della comunità internazionale.

Le parti libiche hanno espresso il loro sostegno al dialogo, sotto gli auspici dell’Egitto, per costruire una nuova istituzione militare che passerebbe la cessione della questione sicurezza sotto il controllo civile.

Considerazione, questa, che sarebbe l’unico percorso praticabile per raggiungere una soluzione politica, con il pieno appoggio al piano delle Nazioni Unite e agli sforzi dell’inviato speciale Ghassan Salameh.

L’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salameh

Ed a Palermo c’è stata una stretta di mano tra Haftar ed il capo del Governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj davanti al presidente del Consiglio dei ministri italiano Giuseppe Conte. Subito immortalata dai fotografi e dai video operatori presenti.

La stretta di mano tra Sarraj ed Haftar

Haftar ha però disertato la plenaria ed è subito ripartito dall’Italia. Secondo fonti diplomatiche, durante l’incontro avrebbe assicurato che Sarraj potrà restare al suo posto fino alle elezioni. “Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”, avrebbe detto Haftar ad al Sarraj.

Le stesse fonti ritengono ci sia una ‘buona possibilità che la Conferenza Nazionale della Libia, primo passo nella road map ONU per le elezioni, si possa svolgere a gennaio.

E da parte sua il capo del Governo del nostro Paese twitta: “L’Italia riunisce i protagonisti del dialogo”.

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