SPECIALE: Papa Francesco scuote gli equilibri sciiti. DEFCON alto per la visita a Sistani

Di Giusy Criscuolo

Najaf (Iraq). La visita che tiene il mondo arabo e cristiano con il fiato sospeso, sarà quella tra il Pontefice Papa Francesco e l’ autorità sciita, l’Ayatollah Sayed Ali al-Sistani. L’incontro previsto per oggi prevede un colloquio di massimo 40 minuti, organizzato in modo da far trascorrere buona parte dell’incontro solo tra le due autorità, con i rispettivi interpreti. Il tutto nella residenza del religioso sciita nella città di Najaf.

Come parte dei preparativi per questo incontro, ogni dettaglio è stato esaminato e nulla è stato lasciato al caso. Dalla sistemazione delle scarpe, alle sedute dei due Religiosi.

Secondo Iyh By Sy News, è probabile che la carovana del Pontefice viaggerà lungo la colonnata Rasul Street a Najaf, che culmina al santuario dell’Imam Ali. Da lì, a circa 30 metri da dove il religioso abita da decenni, il Papa dovrebbe raggiungere al Siatani.

Il Primo ministro mentre accompagna il Papa fuori dall’Aeroporto

L’incontro si baserà su un cerimoniale preciso. A detta di Erem News, Francesco sarà accolto all’ingresso dal figlio di Sistani, Muhammad Rida. Non distante dall’ingresso, sulla destra arriverà nella stanza dove si trova l’Ayatollah e secondo il rituale entrambi si saluteranno con un tipico gesto di rispetto. (Generalmente nel mondo arabo con la mano destra si tocca prima il torace, poi le labbra e poi la fronte, per dire ti do il mio cuore, la mia anima e il mio pensiero). Alla fine del saluto Papa Francesco si allenterà le scarpe che saranno riposte nell’apposita loggetta studiata per l’avvenimento ed entrerà nella stanza di Al- Sistani.

Da quanto raccontato ai media dagli uomini vicino al religioso, di solito l’Ayatollah Sistani rimane seduto in attesa dell’arrivo dei visitatori, ma solo per l’arrivo del Pontefice sarà alzato per salutarlo, accoglierlo e accompagnarlo alla poltrona blu per lui preparata, invitandolo a sedersi. (Usualmente ci si siede su dei cuscini appositi a terra, ma per le condizioni di salute di entrambi i Religiosi sono state create delle poltrone apposite).

Papa Francesco e l’Ayatollah Sayed Ali al-Sistani – Incontro storico tra i minareti e le campane – Credit Twitter

Un funzionario religioso a Najaf ha confermato, che questo non è mai accaduto prima d’ora. Ha aggiunto che sarebbe rimasto in piedi nonostante le sue cattive condizioni di salute, dal momento che lo scorso anno si è rotto il femore e da quella data non è più uscito di casa. Dopo il rituale del thé inizieranno la loro conversazione riservata.

Lo stesso ha poi concluso: “Al-Sistani presenterà al Papa un messaggio di pace e di amore per tutta l’umanità” e ci sarà anche uno scambio di doni. Sui doni sono state avanzate delle ipotesi. Secondo i media locali sarebbe quasi certo che Francesco consegni a Sistani alcune delle copie rilegate dei suoi scritti più importanti, in cima alle quali si troverebbe la sua ultima enciclica “Fratelli Tutti”. Sulla necessità di più fratellanza tra tutti i popoli per raggiungere l’obiettivo della pace.

Secondo l’Associated Press, funzionari religiosi sciiti di Najaf hanno affermato che la firma di Sistani e Francesco su un documento (che sancirebbe un patto di fratellanza umana) non è all’ordine del giorno. Che sia davvero l’inizio di una possibile convivenza pacifica e rispettosa?

Ayatollah Ali Khamenei

Una parte del mondo sciita non ci sta

Secondo quanto lanciato dalle TV locali e da Erem News, il Papa attraverso questa visita riconoscerebbe implicitamente che Sistani è l’asse dell’Islam Sciita a spese del suo omonimo iraniano la Guida Suprema l’Ayatollah Ali Khamenei, che non avrebbe affatto mandato giù la cosa.

A peggiorare la situazione, il fatto che il capo della magistratura iraniana Ibrahim Raisi, considerato il potenziale successore di Khamenei, durante una sua recente visita in Iraq non sia riuscito ad incontrare l’Ayatollah Sistani.

L’idea che il religioso abbia accettato di incontrare Papa Francesco, definito dagli estremisti, un uomo fuori dalla “Legge” non è stata digerita.

Ed è qui che si apre il timore sulla sicurezza. Poiché nella città di Najaf c’è un copioso numero di sciiti ostili all’Ayatollah, costruttore di moderazione e pace a Najaf. Gli stessi risultano essere fedeli all’Iran e abiterebbero proprio in una struttura non distante dalla casa di Al Sistani. Papa Francesco scuote gli equilibri sciiti dividendo coloro che cercano la fratellanza e la pacifica convivenza, da chi ancora inneggia dell’odio per fomentare le guerre e tenere il controllo su chi ha bisogno di sentirsi parte di un qualcosa.

Attacco al Papa e ad Al Sistani

Uno dei messaggi che si scaglia contro questo desiderio di pace, arriva da uno degli esponenti più importanti del movimento sciita iraniano in Iraq che cita testuali parole: “Non dobbiamo interagire troppo visitando il Papa del Vaticano, che renderà le nostre case fresche e pacifiche. Dovrebbe riformare il suo paese – la cui area non supera l’area di un settore di Sadr City a Baghdad (in riferimento al Vaticano) – prima di poter riparare le case degli altri.  In un momento in cui affermiamo che non c’è dialogo con gli usurpatori della terra e gli assassini, soprattutto dopo i processi di normalizzazione portati avanti dai traditori della nazione, mettiamo in guardia da quanto si sta covando nella città di Ur in faccia al dialogo interreligioso, e dubitiamo del significato di scegliere questo luogo e il momento.  Dobbiamo parlare di alcune cose: Primo, ci congratuliamo con la resistenza irachena per l’eroica operazione sulla base del male ad Ain al-Assad, e raccomandiamo ai nostri figli di continuare questo approccio per espellere gli assassini e i bastardi dalla nostra terra santa.  Secondo: si dice in alcuni ambienti che le Brigate Hezbollah abbiano aperto un dialogo con i kazim del tradimento per risolvere le controversie, e questo non è stato e non sarà, e la pace sia sui giusti servi di Dio”.

Uno sceicco sciita utilizza toni minacciosi per l’incontro tra l’Ayatollah Al Sistani e Papa Francesco

Lo scritto di uno sceicco sciita dice: “I nostri nemici, i corrotti, gli ignoranti e gli haters hanno la determinazione di abbattere i credenti e riverire gli oppressori, quindi fai attenzione nel crearti un modo dove credere a tutto ciò che senti o nel cercare aiuto in loro.  Si sta combattendo uno dei flagelli della guerra morbida, della cattiva Sunnah e dei capi di sedizione diretti contro persone di fede, credo e jihad”. Potrà l’estremismo di alcune frange porre fine ad un sogno di cooperazione e convivenza, ancor prima di nascere?

Un giorno da ricordare scrivono su Twitter e a scriverlo sono sciiti

Ricordiamo che la visita del Papa arriva in un momento in cui l’Iraq soffre di un deterioramento della situazione della sicurezza, e dove alcune minoranze, per il ritorno dell’IS e l’aumento delle milizie filo Iraniane stanno tornando ad abbandonare i propri villaggi ed i propri paesi. Possa il messaggio lanciato da questi Religiosi e voluto dal nostro “Pellegrino penitente” ammorbidire le “menti” dei più estremisti o far rinsavire coloro che vivono nella confusione e nell’instabilità.

Ben venuto in Iraq Papa

Di certo la strada da percorrere non sarà in discesa e la maggior parte degli iracheni, che stanno dimostrando di voler accogliere l’idea di convivenza e fratellanza, dovranno mantenere questo desiderio. Desiderio che dovrà essere più forte delle difficoltà e degli ostacoli che di certo non mancheranno. Bisognerà prepararsi ad ogni eventualità, perché coloro che vogliono soggiogare non amano l’idea di una vita fatta di convivenza pacifica e “fratellanza”. Al popolo iracheno spetterà il compito più arduo, portare a compimento questo sogno. Per aspera ad astra.

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