SPECIALE: Viaggio di Papa Francesco in Iraq. Messaggero di Pace sotto stretta sorveglianza

Di Giusy Criscuolo

Baghdad. Alle 12 ore italiane il Papa è atterrato all’aeroporto internazionale di Baghdad. Accolto dai canti arabi dei cristiani all’ingresso si è subito incontrato con il Primo Ministro iracheno Mustafa Al Khadimi, con il quale si e intrattenuto 15 minuti.

Accompagnato all’uscita dallo stesso, è stato accolto da balli tipici iracheni, in abiti locali.

Alle ore 12:30 ha lasciato l’aeroporto.

Numerose le guardie di sicurezza. La scorta della carovana papale è stata preceduta da una cinquantina di poliziotti in moto.

L’arrivo del Papa – Credit Twitter – The National News

Il messaggio lanciato dal Papa alla vigilia della sua partenza ha creato scalpore tra le fila degli iracheni. Numerosi anche i musulmani che incuriositi attendono l’arrivo del Pontefice.

Parecchi i musulmani che condivido pensieri legati alla frase “Fratelli Tutti” e che scrivono “Io non sono cattolico, io non sono cristiano, ma sono felice di questa atmosfera”.

Anche se non mancano i molteplici messaggi di dissenso e a volte di minaccioso rinnego.

Il video lanciato dal Papa e indirizzato agli iracheni tutti, senza distinzione di credo, è stato definito dai media arabi e dagli interessati stessi “molto toccante”.

Un pensiero che ha ricordato gli anni di guerra e terrore chiedendo la riconciliazione con un pellegrinaggio di pace e penitenza.

Durante la notte, le autorità irachene hanno dispiegato migliaia di truppe aggiuntive per garantire la sicurezza di Francesco, durante tutto il periodo della sua visita.

Papa Francesco parla con il Primo Ministro Mustafa Al Khadimi – Credit Twitter – The National News

Negli ultimi due mesi sono aumentati gli attacchi contro obiettivi civili e militari.

A gennaio Baghdad ha assistito al suo primo grande attacco suicida dopo tre anni di stop, dove due aggressori si sono fatti esplodere nel mezzo di un mercato affollato, uccidendo almeno 32 persone.

Il 15 febbraio 14 razzi sono stati lanciati contro l’aeroporto internazionale di Erbil.

Mercoledì mattina, 10 missili sono caduti su una base aerea irachena che ospita forze della coalizione, a distanza di poche ore un convoglio americano diretto a Baghdad e stato fatto saltare con una mina, senza lasciare vittime e nella sera prima della partenza si è registrato qualche tumulto a Kirkuk.

A causa di questi elementi di destabilizzazione, le forze dispiegate per la protezione del Papa sembrano aumentare ora dopo ora.

Nonostante queste aggressioni, il Pontefice ha comunque deciso di salire su quel volo che lo sta portando a vivere tra i cristiani di Oriente, in Iraq.

Papa Francesco scortato all’uscita da Mustafa Al Khadimi tra canti e balli arabi

Un alto funzionario, secondo fonti locali, avrebbe dichiarato che le forze di sicurezza, che saranno impiegate nei prossimi giorni, sono state addestrate ad affrontare alcuni tra gli scenari peggiori, dagli scontri nelle strade, alla detonazione di bombe e persino a rispondere immediatamente ad attacchi missilistici.

Sempre secondo questa fonte, a preoccupare le forze di sicurezza, un avviso del Vaticano alle alte cariche istituzionali che parla di difficolta del Papa nell’affrontare lunghe camminate.

Ma le forze speciali del Ministero dell’Interno e dell’Esercito formeranno un cordone di sicurezza attorno al Papa ovunque vada, mentre l’Air Force lancerà droni 24 ore su 24 per monitorare i percorsi che prenderà il blindato del Pontefice.

Un team di esperti di bombe e forze antiterrorismo sarà costantemente allertate, in caso fossero rinvenuti pacchi sospetti o in caso di scontri nelle strade.

A latere un team tecnico sarà in grado di interrompere comunicazioni telefoniche o wireless di dubbia provenienza.

Il 15 ° Reggimento Commando è arrivato in supporto alle forze di sicurezza nella città di Dhi Qar per l’arrivo del Pontefice – Credit Web

La fonte, che ha richiesto l’anonimato per affrontare i problemi di sicurezza, ha aggiunto che agenti segreti delle forze di sicurezza e dell’intelligence nazionale saranno dispiegati anche durante gli incontri a cui il Papa prenderà parte.

Funzionari vaticani e leader della chiesa locale si sono detti rassicurati sul fatto che le forze irachene stiano fornendo una protezione adeguata al Papa e al suo entourage.

Alcuni dei pochi gruppi ad accogliere Papa Francesco – Credit Twitter – The National News

Una forza di sicurezza di 10 mila unità sarà schierata per proteggere Papa Francesco, che si muoverà con veicoli blindati.

Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha dichiarato: “E’ chiaro che ora stiamo parlando di una visita che ha requisiti di sicurezza diversi rispetto ad altre visite…”.

Ricordiamo che il Papa (84 anni) visiterà quattro città, tra cui Mosul, che era una roccaforte dello Stato Islamico e le cui chiese ed edifici portano ancora gli effetti del conflitto, l’antica città di Ur, e incontrerà l’autorità suprema degli sciiti dell’Iraq, l’Ayatollah Ali Al-Sistani (90 anni).

Un fotomontaggio fatto girare sui media dai seguaci di Al Sistani sul quale c’è scritto: “Najaf la città della pace e della fratellanza”

Per la visita del Papa sono state asfaltate alcune strade che fino a poco prima erano disastrate.

Si tratta di arterie dove transiterà la carovana pontificia.

Decine di operai hanno dipinto muri e collocato fiori intorno alle chiese che visiterà.

Striscioni e manifesti con immagini del Papa sono stati affissi e le bandiere dell’Iraq e del Vaticano sventolano sui tetti dei palazzi.

Forze di sicurezza e veicoli blindati sono dispiegati nelle strade normalmente vuote intorno alle chiese che il Papa visiterà nel centro della capitale irachena.

“I nostri preparativi in ​​termini di forze di sicurezza sono adeguati, sotto la supervisione della delegazione vaticana”, ha detto il portavoce del Joint Operations Command, Tahsin al-Khafaji.

Circa due settimane fa, il governo iracheno ha vietato i viaggi, principalmente tra province, e ha imposto un coprifuoco dalle 20 alle 5 del mattino nei giorni lavorativi, con un divieto totale durante i fine settimana, anche dopo l’aumento significativo dei casi di Covid- 19.

Saranno pochi coloro che potranno partecipare alla visita, molti saranno costretti a seguirlo da casa.

L’accoglienza del Presidente Barham Salih a Papa Francesco – Iraqi News

A tal proposito, un funzionario di Polizia ha affermato che le precauzioni per limitare la diffusione del Coronavirus hanno facilitato la disposizione dei rinforzi di protezione per la visita in programma.

Ma la macchina della sicurezza non si ferma e anche se la visita è ancora concentrata tra Baghdad ed il Sud dell’Iraq, continua la mobilitazione dell’Esercito per proteggere il Pontefice.

Ieri sera, militari dell’Esercito iracheno sono arrivati nella provincia di Dhi Qar, provenienti dal Governatorato di Ninive, per assicurare la visita di Francesco.

Ha detta di una  fonte interna ad “Alsumaria News”,  il 15 ° Reggimento Commando è giunto in assetto da difesa nella provincia, pronto ad affrontare qualsiasi evenienza.

L’arrivo del Papa al Palazzo della Repubblica

La fonte ha sottolineato che questa unità era di stanza nella Base “Imam Ali Al-Jawiya” e che è stata preceduta dai componenti del Reggimento presidenziale, arrivato mercoledì nel Governatorato.

Alle ore 13:08 (ora italiana) il Papa è arrivato a Baghdad al Palazzo della Repubblica, scortato dai un drappello di cavalieri.

Ad accoglierlo calorosamente il Presidente  Barham Salih che dopo uno scambio di saluti lo ha introdotto nella sala del Congresso, dove entrambi hanno tenuto dei discorsi ricchi di significato.

Dove il fil rouge è stato l’elemento della fratellanza e dell’accoglienza dell’altro, nonostante la differenza religiosa.

La lotta all’estremismo, alla violenza e all’intolleranza.

L’incontro è terminato alle 14:30 ore italiane.

 

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