Sport e terrorismo: un nuovo problema per la sicurezza?

Di Federica Vazquez

Roma. Nell’ultimo periodo si è creata una cultura della paura nella nostra società.

I terroristi vedono gli eventi sportivi, gli atleti o gli spettatori come possibili bersagli, soprattutto durante i grandi eventi, poiché attirano un pubblico internazionale.

Un terrorista nel corso dell’attacco di Monaco nel 1972

Le Olimpiadi, per esempio, forniscono alle organizzazioni terroristiche l’opportunità di generare un’enorme pubblicità internazionale per le loro richieste.

Il terrorismo è comunicazione e questi eventi forniscono una via attraverso la quale comunicare il proprio messaggio a un pubblico più ampio.

Nonostante queste manifestazioni appaiano ben protette, rimangono comunque nel mirino, anche se è ancora troppo prematuro dire che recenti eventi siano parte di una tendenza crescente di attacchi terroristici contro eventi sportivi in generale.

I terroristi prendono di mira questi luoghi perché vogliono colpire un governo o una comunità coinvolti o associati.

La sicurezza nel corso di un evento sportivo (Foto di archivio)

Nella loro mente, gli eventi sportivi simboleggiano, ad un livello astratto, la giustificazione della loro causa, riducendo i civili innocenti a meri danni collaterali.

Questi macro-eventi sportivi sono sempre stati relativamente accessibili per gli autori, a causa dell’imprevedibilità degli attacchi, che ha permesso loro di piazzare le bombe sui siti senza essere fermati o registrati dalla Polizia o dalla sicurezza.

La prevenzione del crimine e dell’estremismo richiede la promozione dell’inclusione e della coesione sociale, e lo sport può svolgere un ruolo unico in questo aspetto.

Può inoltre, agire come uno strumento per superare i conflitti e le tensioni sociali e “promuovere la pace, la tolleranza e la comprensione riunendo le persone al di là dei confini, delle culture e delle religioni”.

Il modello Peace and Sport è importante non solo perché offre un approccio innovativo e sostenibile allo sviluppo, ma anche perché alimenta un’atmosfera politica globale di uguaglianza, inclusione, rispetto, responsabilità e progresso.

Grazie alla loro rete transnazionale, Peace and Sport ha permesso alle persone emarginate di avere un impatto diretto sul dibattito globale nella politica, lo sviluppo e le relazioni internazionali.

A partire da gennaio 2020, il programma Sport and Security dell’UNOCT (United Nations Office of Counter-Terrorism)cercherà di aumentare la consapevolezza degli Stati membri sulle minacce legate al terrorismo contro obiettivi vulnerabili nel contesto dei grandi eventi sportivi, utilizzando lo sport e i suoi valori come strumento per costruire la resilienza, soprattutto tra i giovani, e prevenendo l’estremismo.

Il logo dell’UNOCT

Una partecipazione, che riunisce individui, comunità e Paesi e, così facendo, spesso supera le divisioni culturali, etniche e nazionali.

Purtroppo, la pandemia di COVID-19 ha avuto un forte impatto sul mondo dello sport, sia nella sfera professionale che in quella ricreativa.

Le forze antiterrorismo in azione

Molti eventi sportivi sono stati rinviati o cancellati a causa del rischio che i raduni di massa amplificassero la trasmissione del virus, così come i rischi per gli atleti e i professionisti che vi partecipavano.

Nel 2020 e nel 2021, molti team nazionali delle Nazioni Unite hanno intrapreso nuovi processi di valutazione del Paese e dei quadri di cooperazione allo sviluppo sostenibile.

L’inclusione dello sport all’interno di questi potrebbe contribuire significativamente a un rapido ripristino e possono anche svolgere un ruolo importante nella sua sensibilizzazione, attraverso partnership con mass media e organismi sportivi internazionali e nazionali.

I Governi, le Nazioni Unite e la comunità sportiva, possono diffondere le indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e di altri organismi, sulle misure individuali e collettive per contrastare la pandemia.

Queste misure devono raggiungere le comunità con un accesso limitato a Internet e ai social media, raggiungere gli attori di tutti i livelli e di tutte le sfaccettature del settore sportivo, e sostenerli in modo da consentire meccanismi efficaci per assicurare che i bisogni siano identificati e che importanti feedback e informazioni su soluzioni scalabili raggiungano le orecchie di coloro che hanno bisogno di sentirli.

Il ruolo dello sport in questo contesto si estende ben oltre il gioco, ma ancorato alla vita individuale e sociale dei partecipanti.

Il COVID-19 ha portato via loro lo sport, e ha avuto un impatto non solo sulle loro abilità sportive, ma anche sul loro benessere fisico e socio-emotivo.

Pertanto, è imperativo essere sempre preparati, adattabili, creativi e incentrati sui partecipanti, trasformando le sfide in opportunità per far progredire lo sport come impatto positivo negli individui e nelle comunità di tutto il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore