Turchia: iniziato l’assemblaggio del primo prototipo del nuovo caccia TFX

Di Fabrizio Scarinci

ANKARA. Stando a quanto si è avuto modo di apprendere nel corso degli ultimi giorni, Turkish Aerospace Industries avrebbe appena iniziato i lavori di assemblaggio del primo prototipo del TFX, caccia di quinta generazione con cui la THK mira rinnovare buona parte della sua linea di volo.

Secondo quanto dichiarato dai vertici dell’azienda e dalle autorità politico-militari di Ankara, tali lavori dovrebbero essere completati in circa quattro mesi, con il roll-out dall’hangar previsto per il 18 marzo 2023.

Mock-up del TFX esposto nel 2019 al Salone aeronautico di Le Bourget

Subito dopo inizieranno le prove a terra, che serviranno a preparare il primo volo della nuova piattaforma, previsto per il 2025.

La sua sperimentazione dovrebbe, poi, proseguire fino al 2028, allorquando dovrebbe iniziare la produzione dei velivoli di preserie, mentre le tappe finali del programma sarebbero fissate nel 2030, con la produzione dei primi velivoli di serie e il conseguimento della Initial Operational Capability (IOC) da parte dei primi esemplari, e nel 2032, quando i primi gruppi di volo della THK dovrebbero finalmente conseguire la Full Operational Capability (FOC).

Un’altra immagine del futuro velivolo

Il nuovo velivolo, di cui esisteranno sia una versione monoposto che una biposto, dovrebbe essere caratterizzato da una velocità di oltre Mach 2, da un raggio d’azione di oltre 1.100 km (ampliabile grazie alla capacità di rifornirsi in volo), da una tangenza operativa di circa 17.000 metri, da una bassa tracciabilità e dalla presenza di un radar AESA.

Inoltre, secondo alcune fonti, esso dovrebbe avere anche la capacità di operare in tandem con alcuni sistemi di tipo UCAV, come il nuovo Bayraktar Kizilelma di produzione nazionale, che dovrebbe essere sperimentato in volo a partire dal prossimo anno.

Quanto al sistema propulsivo, invece, non è ancora chiaro quale motore sarà selezionato. I primi prototipi dovrebbero essere dotati di propulsori General Electric F110, ma per i velivoli di serie sarebbe previsto un sistema (che, malgrado l’ambiguità strategica degli ultimi anni, i turchi mirerebbero a sviluppare con l’assistenza dei loro partner occidentali) caratterizzato da una bassa firma IR e dalla possibilità di volare in “supercrociera” (ovvero mantenendo velocità supersoniche per lunghi intervalli di tempo senza la necessità di utilizzare la postcombustione).

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