Ucraina: la spia che sogna il potere. Kyrylo Budanov prepara il suo partito politico

Di Giuseppe Gagliano*

KIEV. Un Generale con l’istinto del condottiero politico.

Kyrylo Oleksijovyč Budanov il giovane e carismatico capo del GUR, l’intelligence militare ucraina, sta muovendo le sue pedine per scendere nell’arena politica.

Kyrylo Oleksijovyč Budanov il giovane e carismatico capo del GUR, l’intelligence militare ucraina

Non più solo maestro delle ombre, ma potenziale protagonista della scena pubblica.

Secondo indiscrezioni, Budanov starebbe orchestrando la nascita di un partito politico, con il suo portavoce Andriy Yusov come frontman, appoggiandosi a una rete di ONG di veterani per costruire una base solida.

Un piano che potrebbe scuotere gli equilibri di Kiev, già tesi tra guerra, crisi e ambizioni personali.

A 39 anni, Budanov è una figura leggendaria in Ucraina.

Nominato capo del GUR nel 2020 da Volodymyr Zelensky, si è guadagnato la fama di stratega audace, con operazioni dietro le linee nemiche che hanno fatto tremare

Mosca. Dal raid in Crimea del 2016, quando guidò un’unità speciale per piazzare esplosivi in un aeroporto russo, agli attacchi con droni su suolo russo, Budanov ha dimostrato di non temere il rischio.

La questione della Crimea è sempre di attualità

Sopravvissuto a oltre dieci attentati, incluso un’autobomba nel 2019, e con la moglie Marianna avvelenata nel 2023, il generale è un simbolo di resistenza. La sua popolarità, secondo i sondaggi, supera persino quella di Zelensky, alimentando voci di una possibile corsa alla presidenza.

Il progetto politico, ancora in fase embrionale, si avvale di Yusov, il volto pubblico del GUR, per tessere una rete di consenso.

Le ONG di veterani, pilastro della società ucraina post-2014, sono il trampolino ideale: offrono legittimità, contatti e un elettorato fedele.

Ma il cammino è irto di ostacoli.

La guerra contro la Russia, che Budanov ha previsto con precisione nel 2022, continua a drenare risorse e uomini.

Le sue dichiarazioni recenti, come quella di gennaio scorso in cui ha avvertito di “gravi pericoli” per l’Ucraina senza negoziati entro l’estate, hanno suscitato polemiche, smentite dal GUR ma amplificate dalla propaganda russa.

C’è chi vede in queste mosse un tentativo di preparare il terreno per un’alternativa politica a Zelensky, accusato da alcuni di ostacolare accordi di pace.

Il Presidente ucraino Zelensky

Le tensioni con il Presidente non sono un segreto. Voci di dissidi con l’entourage di Zelensky, in particolare con Andriy Yermak, circolano da mesi.

Un post su X del 7 luglio scorso riporta un presunto piano per sostituire Budanov con figure più fedeli a Yermak, segno di una lotta di potere intestina.

Eppure, Budanov ha smentito le voci di dimissioni, definendole “disinformazione” per destabilizzare il Paese.

La sua vicinanza a figure come Roman Mashovets, ex vice capo di Gabinetto di Zelensky, e i legami con l’élite politico-militare, come Maria Levchenko, assistente del Presidente, gli garantiscono una rete influente.

Ma il suo passato, segnato da scandali come l’uso di un’auto blindata del GUR da parte di un ex vice ministro, potrebbe pesare.

Roman Mashovets

 

Budanov non è il primo spione a sognare il potere.

Ma in un’Ucraina stremata dalla guerra, dove la fiducia nei militari supera quella nei politici, il Generale potrebbe avere una carta vincente.

La sua abilità nel gestire operazioni segrete e la sua presenza mediatica, insolita per un capo dell’intelligence, lo rendono un candidato temibile.

Riuscirà a trasformare la sua aura di eroe di guerra in leadership politica?

O sarà schiacciato dal peso delle rivalità interne e delle aspettative di un popolo esausto?

Per ora, il Generale trama nell’ombra, pronto a uscire alla luce.

* Presidente Centro Studi Cestudec

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