Di Gerardo Severino*
MONTEVIDEO (nostro servizio particolare) . In un precedente numero di Report Difesa ho avuto il piacere di presentare ai nostri lettori, ormai sempre più numerosi e incuriositi, in ogni parte del mondo, la figura del Generale Claudio Miguel Brilloni (https://www.reportdifesa.it/argentina-claudio-miguel-brilloni-storia-del-comandante-della-gendarmeria-dal-sangue-italiano/).

Un italo-argentino assurto ai vertici della Gendarmeria Nazionale argentina.
L’articolo è stato particolarmente apprezzato, soprattutto in Argentina e negli altri Paesi dell’America Latina, ove la nostra testata è particolarmente seguita, e non solo dagli italiani.
Il tema è davvero interessante, in quanto ci fa capire come non pochi figli, nipoti e pronipoti di nostri emigrati nel Continente americano abbiano scalato le vette di quelle Nazioni che avevano accolto i propri avi, molto spesso costretti a fuggire per bisogno dal nostro Paese, nella speranza di un avvenire migliore.
Sono, dunque, moltissimi gli italiani o oriundi italiani che in quelle che un tempo venivano definite “le lontane Americhe” hanno ottenuto incarichi di altissimo prestigio, fra quali soprattutto quello di Presidente della Repubblica (il Presidente Javier Milei ne è una prova evidentissima nella stessa Argentina), delle varie Camere Parlamentari, mentre molti sono i Ministri, i Rettori e i Professori Universitari in carica, ma anche gli apprezzati Generali e Ammiragli, che hanno ottenuto l’alto Comando delle rispettive Forze Armate.
Ebbene, tra questi ultimi, mi permetto di proporre, oggi, la storia di Mario Rafael Stevenazzi Viñas, che dal 1º febbraio del 2023 è il Comandante in capo dell’Esercito Nazionale dell’Uruguay.
Egli è il discendente di un modestissimo contadino emigrato dal Varesotto sul finire dell’Ottocento, capostipite di una straordinaria famiglia, oggi presente in varie località del Paese, e che ha dato all’Uruguay importanti personaggi, come approfondirò a breve.
Da Locate Varesino a Montevideo
Il 15 novembre del 1882, nel grandissimo porto di Buenos Aires, che s’affaccia sul Rio de la Plata, proprio dirimpetto a Montevideo, capitale dell’Uruguay, giunse, dopo quasi un mese di viaggio, il piroscafo “Umberto I”, partito da Genova con il solito “carico umano”, centinaia e centinaia di emigranti che avevano lasciato a malincuore l’Italia, nella speranza di trovare un lavoro o comunque un tozzo di pane, sia in Argentina che nello stesso Uruguay.
Tra i passeggeri sbarcati nella capitale porteña vi fu anche un giovane ventiquattrenne, tale Luigi Stevenazzi, originario di Locate Varesino, in provincia di Como. Locate era una delle località che più di altre stava offrendo “mano d’opera” per l’emigrazione, e non solo in Argentina, ove allora erano diretti i principali bastimenti provenienti dall’Europa, mentre la stessa famiglia Stevenazzi si era stabilita già da tempo nella città di Rosario di Santa Fé.
Luigi, così come avevano già fatto o avrebbero fatto, altri suoi compatrioti, s’allungò nel dirimpettaio Uruguay, andando a vivere inizialmente nella stessa Montevideo, per poi trasferirsi, di lì a qualche anno a Las Piedras, nel Dipartimento di Canelones, una località sita sulle rive del torrente Las Piedras , al confine con il Dipartimento di Montevideo, città dalla quale dista circa una trentina di chilometri.

Las Piedras, famosa per via della vittoria che il Generale José Gervasio Artigas riportò sulle truppe spagnole, il 18 maggio 1811, era già allora un ricco pueblo che aveva fraternamente accolto moltissimi emigrati italiani, molti dei quali dediti all’agricoltura e al commercio.

Alcuni di loro, in particolare, provenivano da Locate Varesino, il borgo dal quale, negli anni a venire, ne sarebbero giunti altri ancora, alcuni dei quali destinati a fare fortuna, come capitò a Luigi Frontini (Locate Varesino, 8 settembre 1850), il quale divenne proprietario di un’avviata azienda vinicola, oltre che uomo di punta della stessa Colonia italiana, tanto da far parte del “Sodalizio di Mutuo Soccorso fra gli operai italiani di Las Piedras”, fondata nel 1881.
A Montevideo, a Las Piedras, così come a Tacuarembó e a Rosario Orientale s’insediarono anche altri esponenti della famiglia Stevenazzi, quali Andrea, ventitreenne, il quale giunse a Buenos Aires il 19 giugno del 1890, di mestiere fabbro, ma soprattutto Constante Stevenazzi, nato a Locate Varesino il 1° marzo del 1863.
Questi, sposatosi il 16 giugno del 1895 con Francisca Montani, avrebbe messo al mondo vari figli, tra i quali Victor José, Enrique Lucas, Rosa, Emilia, America e Alba. Constante si sarebbe spento nel 1925.
Non conosciamo, purtroppo, nel dettaglio lo sviluppo dei vari rami della famiglia, ma di certo possiamo affermare che, a partire dal 1882 in avanti, riscontriamo i ricorrenti nomi di Luis, Cesar, Agustin, Constante, Victor (celebre geologo uruguayano), ecc., mentre alcuni di loro avrebbero avuto ed hanno tuttora anche una certa popolarità, come nel caso del celebre scultore Fernando Stevenazzi, nato a Tacuarembó il 21 luglio del 1947, ovvero del chitarrista Victor.
Il Generale Stevenazzi, vanto della comunità italiana in Uruguay
È stato proprio a Las Piedras, ove, come abbiamo prima ricordato, si era insediato sul finire dell’Ottocento un ramo della famiglia Stevenazzi, che il 20 marzo del 1965, quindi sessant’anni orsono, è nato Mario Rafael Stevenazzi Viñas. Quella che segue è la sua storia professionale.
Vissuta tutta l’infanzia e giovinezza nella città di Progreso, sempre nel Dipartimento di Canelones, a sette chilometri a Sud di Las Piedras (la famiglia abitava al km 28 della vecchia Strada Statale n. 5.), ove il padre possedeva un negozio nel quartiere di Urta, ha frequentato la Scuola Sperimentale 204, e poi il Liceo di Progreso fino al 4° anno compreso.
Nel 1981 fu ammesso al Liceo Militare di Minas e in seguito (1983) alla Scuola Militare.
Mario Rafael Stevenazzi Viñas fu promosso Sottotenente dell’Arma di Artiglieria il 21 dicembre del 1986.
Numerose e importanti sono state le tappe della sua carriera militare. Egli ha, infatti, prestato servizio come capo Sezione nel Gruppo di Artiglieria da 105 mm n. 3 “Las Piedras” e nel Gruppo di Artiglieria di difesa antiaerea n. 1.
Come Comandante di Batteria ha fatto, poi, parte del Gruppo di Artiglieria da 105 mm n. 4 “Cruzada Libertadora de 1825“, di stanza nel Dipartimento di Lavalleja.
Comandante in 2^ del Gruppo di artiglieria da 122 mm (AP) n. 2 “Éxodo del Pueblo Oriental”, operante a Trinidad, ha poi preso il Comando del Gruppo di Artiglieria n. 5 a Montevideo .
Ha, quindi, frequentato il Corso di Ufficiale di Stato Maggiore, ottenendo la Laurea in Scienze Militari presso l’Istituto Militare di Studi Superiori (IMES).
Da Tenente Colonnello ha avuto il comando della Sezione Logistica del Battaglione “Uruguay IV“, in missione nella Repubblica Democratica del Congo.
Il 1° febbraio 2008 è stato, quindi, promosso al grado di Colonnello, rimanendo ancora in Congo, quale osservatore militare presso la Missione delle Nazioni Unite operante in quella Repubblica. Nel 2010 viene, invece, nominato ufficiale istruttore presso l’Istituto militare di Studi Superiori (IMES).
In seguito, ha ricoperto l’incarico di capo del Dipartimento Comunicazioni Istituzionali dell’Esercito, nonché “Portavoce”.
Contemporaneamente è stato anche Direttore del Servizio pensionistico delle Forze Armate.
Grazie alla sua competenza, maturata in occasione di missioni internazionali, il 1° marzo 2018 il Colonnello Mario Rafael Stevenazzi Viñas fu nominato Addetto Militare presso l’Ambasciata della Repubblica Orientale dell’Uruguay a Pechino (Repubblica Popolare Cinese), incarico prestigioso che l’oriundo italiano ha ricoperto per un periodo di due anni e che gli valse, il 1° febbraio 2019, la promozione al grado di Generale.
Tornato in Patria, ha ricoperto l’incarico di capo di Stato Maggiore presso il Comando in capo dell’Esercito, nonché quello di Direttore del Sistema Nazionale per il mantenimento delle operazioni di mantenimento della pace.
Il 3 febbraio 2020, il Generale Mario Rafael Stevenazzi Viñas assunse il comando della 1^ Divisione, dalla quale dipendono i Dipartimenti di Montevideo e Canelones. È stato anche Presidente dell’Alta Corte delle Promozioni e degli Appelli dell’Esercito. Nel febbraio 2022 ebbe, poi, il comando della 3^ Divisione, competente per i Dipartimenti di Artigas , Paysandú , Río Negro, Rivera, Salto e Tacuarembó.
Il Generale Mario Rafael Stevenazzi Viñas ha raggiunto la vetta massima della carriera militare il 1° febbraio del 2023, data in cui, nel corso di una solenne cerimonia al cospetto dell’allora Presidente della Repubblica, Luis Lacalle Pou, assunse il Comando in Capo della Forza Armata che aveva servito molti anni, con onore e dedizione: qualità, queste, che hanno indotto, nel gennaio scorso, l’attuale Presidente della Repubblica, Yamandú Orsi a confermarlo ulteriormente sino al raggiungimento dei limiti d’età.
Il Generale Mario Rafael Stevenazzi Viñas è coniugato ed ha un figlio, Lucas, al quale compete l’onore e l’onere di perpetuare nel tempo la progenie di quel Luis Stevenazzi, di Constante Stevenazzi ed altri ancora, i quali, varcarono l’Oceano in cerca di fortuna, anche se con il cuore in gola per essere stati costretti ad abbandonare per sempre la loro amatissima Patria.
*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa
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