USA: il Paese attende il risultato delle elezioni di medio termine. Democratici in vantaggio secondo gli ultimi sondaggi ma il Senato resta in bilico

Di Fabrizio Scarinci

WASHINGTON. Negli USA le elezioni di mid-term hanno, ormai, avuto inizio.

Sulla costa orientale e nel mid-west i seggi sono, infatti, ormai aperti, con diverse code registratesi in Stati quali New York, Pennsylvania, Michigan e Georgia.

In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera, 35 seggi del Senato, i governi di di 39 tra Stati e Territori, 164 referendum e migliaia di cariche locali.

Capitol Hill, sede del Congresso degli Stati Uniti

Attualmente, entrambi i rami del Congresso risultano controllati dai repubblicani, che dispongono di 53 senatori su 100 e di 219 deputati.

Stando alle ultime rilevazioni, il passaggio della Camera nelle meni dei democratici sarebbe praticamente certo. Più difficili sono, invece, le ipotesi riguardo ai nuovi equilibri del Senato.

In generale, un’eventuale sconfitta del Partito Repubblicano sembrerebbe essere abbastanza in linea con quanto normalmente accade durante le elezioni di medio termine, in cui il partito del Presidente in carica finisce quasi sempre col perdere il controllo del Congresso.

Quanto alle elezioni di oggi, sulla declinante popolarità di Donald Trump sembrerebbero pesare soprattutto la spaccatura della base MAGA riguardo all’azione militare nei confronti dell’Iran, che, per molti aspetti, richiama quello stesso approccio interventista di stampo neoconservatore o “centrista democratico” che egli si era impegnato a superare, e il conseguente aumento dei prezzi dei carburanti.

Il Presidente Trump

Al momento, prevedere quali ripercussioni potrebbe avere un eventuale passaggio del Congresso in mani democratiche sui maggiori dossier interni ed internazionali (conflitto ucraino incluso) si presenta come un esercizio complesso e ricco di variabili.

Dal canto suo, il tycoon ha cercato di spingere alle urne il suo elettorato, soprattutto in quegli Stati tradizionalmente repubblicani che sembrerebbero essere in bilico, facendo leva sui pericoli connessi alle politiche proposte dalle frange più estreme del Partito Democratico.

In occasione di una recente intervista rilasciata al podcast “Pod Force One” del New York Post, il Presidente ha anche specificato che, in caso di sconfitta repubblicana sia alla Camera che al Senato, egli non esiterebbe a utilizzare in maniera massiccia lo strumento del veto.

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