Di Fabrizio Scarinci
WASHINGTON D.C. Stando alle parole pronunciate dal Direttore dell’Air Warfare Division dell’US Navy, Contrammiraglio Andrew “Bucket” Loiselle, alla conferenza annuale “Sea-Air-Space” della Navy League, la Marina statunitense sarebbe in procinto di firmare con l’USAF un accordo di cooperazione finalizzato allo sviluppo degli strumenti tecnologico-organizzativi necessari a far sì che ognuna delle due Forze Armate possa prendere il controllo dei CCA (Collaborative Combat Aircraft) in possesso dell’altra.

Compiuta allo scopo di sfruttare al massimo i considerevoli vantaggi derivanti da una maggiore interoperabilità, tale scelta potrebbe portare l’Aeronautica e la Marina di Washington, che hanno notoriamente scelto di intraprendere due programmi distinti per la realizzazione dei loro caccia pilotati di sesta generazione, ad una maggiore convergenza per ciò che concerne lo sviluppo dei loro droni gregari, che, almeno in parte, potrebbero anche essere gestiti in modo comune.

Tra i più avanzati UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) attualmente in fase di sviluppo per conto del Pentagono (o comunque designati come possibili CCA da parte dei vertici militari statunitensi) figurano l’XQ-58A “Valkyrie” della Kratos (che avrebbe moltissime chances soprattutto con l’Air Force), l’MQ-20 “Avenger” della General Atomics e l’MQ-28 di Boeing Australia, ai quali, nel prossimo futuro, potrebbero verosimilmente affiancarsene molti altri.
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