Di Giuseppe Gagliano
ROMA. C’è un nuovo protagonista nel mondo della sicurezza informatica italiana, e il suo nome è Negg.

Questa azienda, nata poco più di un decennio fa dalla visione di un gruppo di scienziati italiani, sta rapidamente scalando le gerarchie del settore, conquistando fiducia e contratti di peso, incluso uno recente che la vede collaborare con l’ufficio del capo del Governo, Giorgia Meloni.

Ma cosa rende Negg così speciale in un panorama competitivo e complesso come quello della cyber intelligence?
Fondata nel 2013 con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche all’avanguardia, Negg ha scelto di puntare tutto sull’innovazione “made in Italy”.
A differenza di molti competitor che si affidano a software stranieri, l’azienda romana sviluppa internamente i propri prodotti, una strategia che ne aumenta l’affidabilità e la sicurezza.
Questo approccio ha pagato: negli ultimi anni, Negg ha ampliato il suo raggio d’azione, partecipando a fiere internazionali come l’ISS World in Asia e stringendo partnership prestigiose, come quella con EC-Council, per formare esperti di cybersecurity e colmare il divario di competenze nel settore.
Il vero colpo grosso, però, è arrivato di recente. Dopo che un importante fornitore straniero di cyber intelligence ha interrotto i rapporti con il governo italiano a seguito di uno scandalo,
Negg è entrata in scena, vincendo un contratto per fornire servizi di sorveglianza digitale direttamente al cuore dell’Esecutivo.
Si parla di un progetto ambizioso che include lo sviluppo di “VBiss”, un sistema definito “1-click”, che promette di semplificare e rendere più rapide le operazioni di intelligence digitale.
Sebbene i dettagli tecnici siano ancora riservati, questo strumento potrebbe rappresentare una svolta per le capacità italiane di contrasto alle minacce informatiche.
Ma Negg non si ferma qui.
L’azienda sta investendo anche nella formazione, con l’obiettivo di creare una nuova generazione di professionisti della sicurezza informatica attraverso programmi accademici e certificazioni riconosciute a livello globale. “
Vogliamo rendere l’Italia un attore chiave nella cybersecurity mondiale,” ha dichiarato Francesco Taccone, CEO di Negg, in una recente intervista.

Un sogno che sembra prendere forma, considerando la crescente attenzione che l’azienda sta ricevendo sia in patria che all’estero.
Il successo di Negg arriva in un momento cruciale per l’Italia, che cerca di rafforzare la propria autonomia digitale dopo anni di dipendenza da tecnologie straniere.
Con il Governo Meloni deciso a investire nella “cyber sovranità”, Negg potrebbe diventare il simbolo di una nuova era, in cui il Belpaese non solo si difende dalle minacce informatiche, ma detta le regole del gioco.
Tuttavia, il cammino è ancora lungo: il confine tra sicurezza nazionale e tutela della privacy resta sottile, e Negg dovrà dimostrare di poter navigare queste acque con responsabilità e trasparenza.
Per ora, una cosa è certa: il nome Negg è destinato a risuonare sempre più forte, non solo nei corridoi di Palazzo Chigi, ma anche oltre i confini nazionali.
Un’azienda italiana che guarda al futuro, con un occhio alla tecnologia e l’altro alla sicurezza del Paese.
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