Yemen: poderosa avanzata delle milizie Houthi. Gli USA respingono le richieste di aiuto saudite

Di Fabrizio Scarinci

RIYAD. Nell’ambito dell’ormai riaccesosi conflitto yemenita le milizie filo-iraniane Houthi continuano a guadagnare terreno e a conseguire importanti obiettivi di natura strategica.

Come noto, infatti, oltre a danneggiare alcune importanti infrastrutture petrolifere saudite, tra cui il gasdotto est-ovest adibito al trasporto di greggio da Abqaiq alla costa occidentale del Paese, esse sono anche riuscite, nel corso delle ultime ore, a conquistare lo scalo di Mokha e i porti di Dhubab e Murad.

Immagine satellitare dell’area

Tale avanzata, che li ha, di fatto, resi padroni dell’intera costa yemenita del Mar Rosso, ha anche permesso loro di prendere il controllo di varie isole dell’area di Bab-el Mandeb, ossia Zuqar, Piccola Hanesh, Grande Hanesh e, secondo alcune fonti, anche Perim.

In ragione delle mosse appena descritte, il loro storico nemico saudita, già impossibilitato ad utilizzare lo Stretto di Hormuz, vede ora bloccarsi anche il suo versante sud-occidentale.

Una vignetta araba che sembrerebbe descrivere in modo particolarmente efficace l’attuale strategia degli Houthi (e di Teheran) nei confronti di Ryiad – Credit – Lion Udler

Questa nuova, gravissima, situazione sembrerebbe aver spinto i vertici di Riyad a rivolgersi a quelli statunitensi al fine di sollecitare la pianificazione un’azione aerea volta a frenare i piani dei miliziani.

La Casa Bianca sembrerebbe, però, essersi rifiutata di venire incontro alle loro richieste, preferendo evitare, almeno per il momento, la ripresa di operazioni dirette.

Una scelta, quella di Washington, verosimilmente dovuta non solo al già gravoso impegno nel Golfo contro l’Iran, ma anche al fatto di non volersi coinvolgere più di tanto nell’ennesima questione impossibile da risolvere senza i cosiddetti “boots on the ground”.

Il Principe ereditario saudita Mohammed bin Salman

Sempre con riferimento ad eventuali aiuti nei confronti di Riyad, non si può non sottolineare come questa vicenda potrebbe costituire un primo importante banco di prova anche per la neonata alleanza tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.

A tal proposito, ricordiamo come, martedì scorso, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif abbia avvertito gli Houthi riguardo alla possibilità che le loro azioni facciano scattare il meccanismo previsto nel patto trilaterale.

Per il momento, l’intenzione dei miliziani sciiti sembrerebbe quella di limitare le misure di interdizione di Bab-el Mandeb al solo naviglio saudita. Cionondimeno, i fatti delle ultime hanno inevitabilmente provocato più di un malumore in diversi Paesi europei, tra cui, ovviamente, l’Italia, per la cui economia un’eventuale allargamento delle misure di interdizione dello Stretto costituirebbe una vera e propria catastrofe.

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