Egitto. riprende la produzione del giacimento di Zohr, dopo il ritardo dovuto al pagamento delle quote all’Eni

Di Chiara Cavalieri 

IL CAIRO. Il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly, nel corso di una conferenza stampa, ha fornito importanti aggiornamenti sulla produzione del giacimento di Zohr, situato nel Mar Mediterraneo.

Dopo un periodo di calo significativo, Madbouly ha rassicurato i suo connazionali sulla ripresa della capacità produttiva, riportando il giacimento ai livelli precedenti.

Il primo ministro ha attribuito il calo della produzione a un ritardo governativo nel pagamento delle quote alla compagnia italiana Eni  che gestisce il giacimento.

Il sito di produzione Eni in Egitto

A causa di queste incertezze burocratiche, l’Eni aveva diminuito gli investimenti necessari per mantenere i livelli di produzione.

Un incontro tra l’Amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi.e il Presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi, lo scorso ottobre, ha portato a un accordo per ripristinare l’impianto principale, con l’obiettivo di incrementare la produttività del giacimento.

Erano presenti anche il ministro del Petrolio egiziano Karim Badawi e il Chief Operating Officer Global Natural Resources di Eni, Guido Brusco.

Durante l’incontro si è discusso delle attività svolte da Eni nel Paese con un focus sulle iniziative, sia a terra sia a mare, volte a sostenere la produzione di gas naturale ed esplorare l’ampio portafoglio di asset. Si è altresì evidenziato il ruolo centrale dell’Egitto per lo sviluppo
di un hub del gas nel Mediterraneo orientale grazie alla presenza nel Paese di importanti infrastrutture per il trattamento del gas e l’esportazione di LNG.

Inoltre, con riferimento al percorso di transizione energetica, l’AD di Eni, sempre nel corso dell’incontro con El-Sisi, aveva  illustrato l’impegno della società ad accelerare le iniziative sul tema della decarbonizzazione incluse la riduzione delle emissioni di metano, le soluzioni di efficienza energetica ed energie rinnovabili.

La visita era stata anche l’occasione per ricordare il 70° anniversario della presenza di Eni in Egitto che è stato, nel 1954, il primo Paese al di fuori dell’Italia con cui l’azienda ha iniziato a collaborare.

Nel corso del suo incontro con la stampa, Madbouly ha inoltre previsto che Zohr tornerà alla sua piena capacità produttiva prima della metà del 2025.

Di questa ripresa beneficerà l’economia egiziana e si contribuirà a soddisfare la crescente domanda interna.

Negli ultimi mesi, la produzione del giacimento di Zohr era stata oggetto di preoccupazione, soprattutto dopo che l’Egitto era passato da esportatore a importatore di gas per la prima volta dal 2018.

In risposta a voci inquietanti riguardo a danni o esaurimenti, il primo ministro ha chiarito che la diminuzione della produttività era imputabile ai ritardi nei pagamenti e non a problemi strutturali del giacimento.

In un’ulteriore dichiarazione, il ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Karim Badawi, aveva annunciato che l’Eni avvierà a breve lavori di perforazione per sviluppare ulteriormente le riserve di gas del giacimento, una manovra fondamentale per aumentare i tassi di produzione e garantire la sicurezza energetica dell’Egitto.

Il giacimento di Zohr, gestito dalla joint venture Petrobel (collaborazione tra l’italiana Eni e il Chief Operating Officer Global Natural Resources di Eni, Guido Brusco)  rappresenta una delle più grandi scoperte di gas degli ultimi anni.

Eni opera attraverso la controllata IEOC ed è attualmente il principale produttore del Paese con una produzione di idrocarburi di circa 318 mila barili di olio equivalente al giorno in quota Eni nel 2023.

La sua riattivazione e il potenziamento della produzione sono, quindi, cruciali non solo per l’economia egiziana ma anche per la stabilità della regione nel suo complesso.

Francesco Gattei, direttore finanziario di Eni, ha confermato che i lavori al giacimento di Zohr sono pianificati per l’inizio del 2025, con l’obiettivo di riportare la produzione di gas naturale ai livelli massimi precedenti.

Con queste azioni concertate, l’Egitto si prepara a riconquistare un ruolo chiave nel mercato energetico regionale, affrontando le sfide del futuro con rinnovata determinazione.

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