ESCLUSIVA. Mohamed Ahmed Barka, vice ministro degli Interni libico: “L’Italia è e deve restare il primo Paese con il quale abbiamo e vogliamo avere rapporti”

Napoli. La questione libica, i rapporti con l’Italia, la ricostruzione e lo sviluppo del Paese nord africano sono al centro di questa intervista che Mohamed Ahmed Barka, vice ministro degli Interni della Libia, ha rilasciato in esclusiva a Report Difesa, a margine della tre giorni, dedicata al Mediterraneo come veicolo per l’internazionalizzazione d’impresa, tenutosi a Napoli.

Il capo del Governo italiano. Conte, in una recente visita a Tripoli

Signor vice ministro, qual è oggi la situazione della sicurezza in Libia?

La stabilità migliora di giorno in giorno. L’Italia ha deciso di tenere aperta la sua Ambasciata a Tripoli e questa è stata una grande decisione che apprezziamo. Vogliamo che sia aperta anche la sede consolare a Bengasi. Il mio Paese tiene molto al vostro. Abbiamo bisogno della solidarietà e vicinanza degli italiani.

Dopo gli scontri dei messi passati è tornata la tranquillità in Libia, sostiene il vice ministro degli Interni

La collaborazione tra Italia e Libia può partire anche da più stretti rapporti economici?

L’Italia è il Paese che ha il maggiore interesse per quello che accade nel territorio libico. Abbiamo bisogno che i nostri giovani abbiano l’opportunità di poter realizzare un loro sogno, di poter vivere in un Paese stabile, dove regni la pace e dove possano svolgere attività imprenditoriali. Ripeto: il punto di riferimento della Libia è l’Italia. Ben venga anche l’intervento dell’Unione Europea. Ma l’Italia è e deve restare il primo Paese con il quale abbiamo e vogliamo avere rapporti.

Come valuta il vertice di Palermo dello scorso novembre?

Lo abbiamo apprezzato moltissimo.

Villa Igiea, sede la conferenza a Palermo del novembre scorso

L’Italia investe molto in termini di sicurezza, di sostegno alla popolazione. Penso, ad esempio, alla protezione e gestione medico-sanitaria dell’Ospedale di Misurata. Va bene così o chiedete altri aiuti in tal senso?

Abbiamo molto apprezzato l’intervento italiano per l’Ospedale di Misurata. Apprezziamo ancora di più quanto si sta facendo per curare la nostra popolazione. Ci auguriamo che, quanto fatto a Misurata, possa essere esteso in altre parti, dove c’è ancora molto bisogno di strutture mediche. I nostri ospedali sono carenti di medicinali e, quindi, ben vengano interventi analoghi in altre zone del Paese.

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