Fiandre, la lunga lotta dei fiamminghi per l’indipendenza dai valloni

Di Valeria Fraquelli

Bruxelles. La capitale belga e di quell’Europa che, fino al giorno prima del referendum in Catalogna si credeva unita e che adesso sta miseramente cadendo a pezzi sotto i colpi dei movimenti indipendentisti ed euro scettici, è anch’essa al centro di un vecchio scontro politico tra fiamminghi e valloni.

Una manifestazione di fiamminghi per l’indipendenza

Il Belgio sotto le apparenze di uno Stato unitario è in realtà diviso al suo interno in Stati federati, mentre l’area i Bruxelles capitale ha uno statuto a sé. Attualmente è uno Stato federale, retto da una monarchia costituzionale. Il motto del Paese è “L’unione fa la forza”, ma sembra proprio che dal 1830, anno dell’indipendenza, ad oggi sia sempre stato disatteso.

In particolare la comunità fiamminga, di lingua olandese, molto ricca economicamente, non si è mai davvero sentita parte del Belgio perché l’imposizione della lingua francese e le discriminazioni di cui erano vittime i fiamminghi, nei primi anni dopo l’indipendenza, hanno instillato nelle Fiandre la sensazione di essere ospiti sgraditi di un Paese che in realtà non li ha mai sopportati.

Nelle Fiandre la voglia di indipendenza è sempre stata tanta perché i fiamminghi si sono sempre sentiti come cittadini di serie B, rispetto ai valloni francofoni; anche la lingua olandese parlata nelle Fiandre è ufficialmente equiparata al francese ma nella realtà viene sempre considerata una seconda scelta rispetto al francese nella stesura degli atti ufficiali di Stato.

Nel tempo l’insofferenza dei fiamminghi per la forma di Stato unitario è aumentata a dismisura e si sono registrati parecchi scontri tra fiamminghi e valloni; i fiamminghi rimproverano ai valloni di avere imposto al Paese la loro cultura a scapito delle altre e di non avere mai avuto il minimo rispetto per tutto il lavoro che i fiamminghi hanno fatto per il Belgio.

Il più antico movimento indipendentista è il Movimento fiammingo che già nel 1870 vedeva scrittori, poeti ed intellettuali come Conscience, Rodenbach e Gezelle protestare contro la francesizzazione delle Fiandre. Tutte le opere di questi autori vennero scritte in olandese e raccontavano le grandi doti guerriere e commerciali dei fiamminghi, contro l’ozio e l’inadeguatezza dei valloni.

Nelle due guerre mondiali molti fiamminghi si arruolarono nell’Esercito belga per combattere gli invasori tedeschi ma alcuni appartenenti al Movimento fiammingo scelsero di combattere a fianco dei tedeschi che avevano promesso loro di separare le Fiandre dal resto del Paese. In particolare durante la Seconda Guerra mondiale alcuni fiamminghi costituirono un reparto speciale delle SS naziste che aveva il compito di boicottare e destabilizzare l’Esercito belga. Sulle lapidi dei caduti si può leggere ancora oggi la scritta AVV-VVK (Solo per le Fiandre – Fiandre per Cristo, in lingua olandese: Allen voor Vlaanderen-Vlaanderen voor Kristus)

Alla fine della guerra ci fu una durissima repressione contro i dissidenti fiamminghi che avevano collaborato con i tedeschi, tanto che vennero aperti 400 mila dossier che portarono a 240 condanne a morte. I fiamminghi vissero il periodo della repressione come una feroce limitazione alla libertà di espressione del fiero popolo delle Fiandre e la voglia di indipendenza aumentò a dismisura.

Con il tempo nacquero altri due pariti dichiaratamente a favore dell’indipendenza della Fiandre, Alleanza neo fiamminga (Nieuw-Vlaamse Alliantie) e Interesse fiammingo (Vlaams Belang) che esistono ancora oggi ed occupano seggi nel Parlamento federale belga. Tutti questi partiti fanno parte dell’area di centro destra, anche se le posizioni di Interesse fiammingo sono a tutti gli effetti di estrema destra ed hanno ripreso vigore dopo i recenti attentati che hanno colpito il Belgio.

I parti fiamminghi, infatti, chiedono un immediato blocco all’immigrazione e lo smantellamento di quei quartieri ghetto da cui sono partiti gli attentatori che hanno insanguinato non solo il Belgio ma anche la vicina Francia ed altri Paesi europei.

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