II Guerra Mondiale, i Palombari del GOS rimuovono e neutralizzano oltre mille ordigni

Roma. Tre delicate operazioni rispettivamente nel lago di Garda (Verona), di fronte al lungomare
di Barletta e al largo di Montaldo di Castro (Viterbo) per rimuovere e
neutralizzare oltre mille ordigni esplosivi risalenti alla II Guerra Mondiale sono stati fatti dal 6 maggio ad oggi dai Palombari del Gruppo
Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina
Militare, distaccati presso i Nuclei Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi
Insidiosi) di Ancona, Taranto e La Spezia.

L’intervento di un Palombaro su un ordigno

In Veneto, la Prefettura di Verona ha richiesto l’intervento di un team
del GOS per continuare la bonifica delle acque del lago di Garda,
intorno all’isola del Trimelone, a seguito delle indagini condotte con
sensori ferromagnetici da una ditta specializzata nella ricerca di
ordigni esplosivi, nell’ambito di un’attività di bonifica
commissionata dal Comune di Brenzone.

Le immersioni pianificate e
condotte intorno all’isola hanno permesso di ispezionare un’area di
fondale compresa tra la superficie ed i 12 metri di profondità e di
rimuovere un totale di 1.035 ordigni esplosivi di varia tipologia e 69
proiettili di piccolo calibro, che sono stati passati in consegna agli
artificieri del 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di
Legnago, dipendente dalla Brigata Folgore dell’Esercito.

Ottocento chilometri più a sud i Palombari distaccati presso il Nucleo Sdai di Taranto sono intervenuti a soli sette metri di profondità al largo del lungomare di Barletta, per identificare un oggetto riconducibile ad un ordigno esplosivo segnalato da un
sommozzatore della Polizia di Stato.

Identificato come un proiettile italiano da 75 mm risalente alla seconda guerra mondiale, lo stesso è
stato rimosso e trasportato in una zona di sicurezza individuata dalla
locale Autorità Marittima. L’intervento si è concluso questa mattina,
quando l’ordigno esplosivo è stato distrutto attraverso le consolidate
procedure tese a preservare l’ecosistema marino.

Infine, di fronte alla costa di Montaldo di Castro è intervento il
Nucleo della Spezia all’interno di un relitto di una bettolina
risalente all’ultimo conflitto, per rimuovere e neutralizzare, a solo
1,5 metri di profondità, 57 proiettili da 75 mm, 34 da 20 mm e 72 da
12 mm molti dei quali avevano esposto l’esplosivo contenuto
all’interno, a causa della intensa corrosione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore