Libano del Sud, il contributo italiano alla missione UNIFIL per le attività CIMIC. Il grande desiderio della popolazione per la pace e lo sviluppo

Tura (Libano del Sud) – dal nostro inviato. La ricostruzione di un Paese passa anche dal welfare inteso nella sua piu’ ampia accezione: salute, lavoro, istruzione.

Da 12 anni, qui in Libano, non ci sono piu’ guerre con gli antichi nemici di Israele e si pensa al futuro. Un futuro che grazie al grande contributo della missione dei peacekeepers italiani della missione UNIFIL dell’ONU sarà sicuramente migliore.

In UNIFIL, l’Italia svolge, infatti, un ruolo fondamentale in termini non solo di mantenimento della pace, nel rispetto delle varie risoluzioni delle Nazioni Unite, attraverso il controllo della Blue Line con i nostri militari impegnati nel pattugliamento dell’area, ma anche in attività CIMIC (Cooperazione civile e militare).

Un’ambulanza in dotazione al presidio

Un’attività che è stato evidenziato, nei giorni scorsi dal Generale di Brigata, Paolo Fabbri, comandante del settore Ovest di UNIFIL su base Brigata Alpina Julia- Multinational Land Force (MLF) – Operazione Leonte XXIV – nella cerimonia di consegna di un macchinario sanitario al villaggio di Tura. “Il Libano – ha detto il Generale – sta dando molti risultati non solo in termini economici ma anche sociali”.

 

Il Generale di Brigata riceve dal sindaco una targa ricordo

Il Generale è stato informato dalla sua cellula CIMIC che il sindaco del villaggio, Muhammad Haidar aveva espresso la necessità di dotare l’ambulanza del presidio sanitario comunale di un particolare macchinario salvavita, affinchè gli abitanti del villaggio, qualora ne avessero bisogno, potessero essere trasportati all’ospedale di Tiro, percorrendo una ventina di chilometri in piena sicurezza.

E così, grazie al contributo dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) della sezione di Vicenza è stato possibile avere la strumentazione.

La strumentazione sanitaria donata dall’ANA sezione di Vicenza

“Veniamo dalle montagne – ha detto il Generale Fabbri, intervenendo alla cerimonia di consegna della strumentazione sanitaria – e da contingente militare sappiamo come dare assistenza”.

L’Italia, sempre grazie all’attività CIMIC, sta lavorando per il completamento della costruzione dell’ambulatorio medico che lo stesso comandante della Julia ha avuto modo di visitare.

“Nel giro di due mesi – ha detto a Report Difesa, il sindaco di Tura – potremo iniziare a ricevere i primi pazienti (da una trentina in su’) non solo di questo villaggio ma anche di quelli vicini. Saranno curate sia patologie piu’ gravi che quelle meno gravi”.

Sarà un ambulatorio prettamente municipale. Ma il primo cittadino sta lavorando per avere un sostegno economico dal Governo nazionale.

In un Paese dove la sanità è privatizzata, non tutti riescono ad avere uguale accesso alle cure. Per questo, ha aggiunto il sindaco “noi aiutiamo chi ne ha bisogno, fornendo loro farmaci gratuiti”.

In questo processo di welfare interviene anche la comunità religiosa. Qui ci troviamo in una zona sciita. E gli imam che hanno partecipato alla cerimonia, al termine, parlando con il nostro giornale, hanno evidenziato il ruolo che ha il Consiglio Supremo Musulmano. Il quale fornisce assistenza sociale a supporto della popolazione, finanziando anche economicamente gli orfani.

I libanesi, ribadiscono i rappresentanti della comunità religiosa locale, hanno ormai estremamente bisogno di tornare ad una vita normale. Di restare attaccati alla propria terra.

Sono un popolo che nella storia ha vissuto troppe guerre. Ed oggi intende tornare agli antichi fasti, propri di una cultura che risale al XXI secolo a.C.

E se la politica riuscirà a mettere da parte le divisioni ed il libanesi potranno tenersi lontani dalle pressioni di Paesi territorialmente e religiosamente vicini (leggi Iran) forse la strada verso la stabilizzazione sarà stata tracciata e lo sviluppo sarà possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore