Di Massimo Giardinieri
Como. Proprio in questi giorni le cronache giornalistiche hanno dato un certo risalto alle molte truffe che sono purtroppo legate al settore dei contributi pubblici previsti per i cittadini e le imprese che si trovano in difficoltà economiche, ma i controlli al riguardo non mancano di certo come dimostrano quelli condotti dalla Guardia di Finanza di Como che – solo negli ultimissimi mesi – hanno portato a termine numerosi interventi ispettivi, grazie ai quali è stato così possibile scoprire e denunciare 27 soggetti accusati di truffa ai danni dello Stato.

Si tratta di oltre 2 miliardi di euro di contributi controllati, per i quali i militari delle Fiamme Gialle ne hanno rilevato una indebita indebita percezione per circa il 75% dei casi (ovvero per oltre 1.500.000 di euro) dei quali 869 mila euro sono in finanziamenti assistiti da garanzia, il che – fatta salva la presunzione di innocenza dei soggetti coinvolti – ha intanto portato alla denuncia per violazioni di natura penale nei confronti di 27 persone.
Come anticipato sopra, si è trattato di controlli di polizia economico-finanziaria che le Fiamme Gialle lariane avevano programmato per tempo e proprio al mirato scopo di reprimere la concreta possibilità di frodi violazioni varie in materia di frodi sugli incentivi nazionali introdotti per l’emergenza sanitaria, soprattutto per preservare – oltre alle casse dello Stato – la cittadinanza nonché il tessuto economico del territorio fortemente provato dal perdurare dell’emergenza pandemica.
Proprio per questo i finanzieri comaschi, al termine dei suddetti interventi, hanno intanto avanzato conseguenti proposte di sequestro per un ammontare superiore al milione e 200 mila euro che la competente Autorità Giudiziaria sta valutando, ed alle quali darà molto probabilmente corso già nei prossimi giorni.
Com’è facilmente intuibile, tali particolari attività di polizia economico-finanziaria rientrano nella fondamentale linea d’azione affidata al Corpo, non solo per i profili strettamente connessi al recupero delle somme indebitamente percepite ma anche per il tempestivo blocco di quelle che stanno per essere eventualmente erogate da parte dello Stato o degli Enti locali a soggetti che non ne hanno titolo, ciò a detrimento delle imprese e dei professionisti onesti che operano nel rispetto delle leggi e che hanno perciò pieno titolo ad essere tutelati nei loro interessi.
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