ROMA. La navigazione, nei suoi caratteri materiali e immateriali, è una infrastruttura vitale della globalizzazione. L’80% degli scambi avviene via mare.
Costituisce quindi un termometro prezioso dello stato di salute del mondo.
Ma le crisi incidono sui traffici commerciali.r

“Uno sguardo non fugace ci può condurre a paragonare le difficoltà affrontate nel secolo scorso – con due guerre mondiali – con le difficoltà di oggi – ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo oggi a Roma alle celebrazioni per i 125 anni della Confitarma -. Nella Seconda Guerra mondiale, al momento dell’ingresso nel conflitto, la Marina Mercantile italiana rappresentava la sesta flotta al mondo. Nel 1945 risultava quasi azzerata rappresentando lo 0,7% del tonnellaggio mondiale. 1.324 le navi affondate, oltre 7 mila marinai caduti. L’opera degli equipaggi durante la guerra è testimoniata dalle parole che accompagnano la Medaglia d’oro al Valor militare conferita dal Presidente Einaudi alla Bandiera della Marina Mercantile per l’eroico valore, la capacità e l’abnegazione dimostrate sui mari dai suoi equipaggi e per il sacrificio dei suoi uomini migliori e delle sue Navi, nel corso di un lungo aspro conflitto contro agguerriti avversari”.
Il Trattato di pace del 1947 non fu clemente, ha ricordato il capo dello Stato, “quanto a riparazioni di guerra dovute alle nazioni invase dal fascismo e sono stilate le scelte del Governo De Gasperi a consentire la ripresa, a partire dall’accordo con gli Stati Uniti che condusse all’acquisizione di oltre 120 navi della classe Liberty. Partì così la ricostituzione della flotta, con provvedimenti di incentivo come la legge Cappa del 1952. A 80 anni di distanza, la Repubblica può guardare con orgoglio al lavoro compiuto dalla cantieristica e dall’armamento italiano”.
L’infrastruttura navale – che sostenne il decollo economico del Paese – realizza “oggi e gestisce navi che25 rappresentano piattaforme di alto contenuto tecnologico, i cui effetti positivi si riverberano su altri settori”, ha ancora evidenziato Mattarella.
Un passaggio fondamentale del discorso del Presidente è stato sui riflessi delle crisi geo-economiche e geo-politiche in atto che condizionano “pesantemente la libertà di navigazione, mentre questa, per il suo carattere universale, ha bisogno di regole e vive di regole. Se pensiamo che ben prima dell’Organizzazione Marittima Internazionale del 1948, la disciplina di libera navigazione del Canale di Suez trova origine nella Convenzione di Costantinopoli del 1888, potremmo dedurne che, nell’attuale vita internazionale, c’è chi disapplica regole condivise per imporne di proprie, con atteggiamenti proprietari, proponendosi di far tornare masoolto indietro la storia della civiltà e che quindi siamo chiamati al dovere di impegnarci per vanificare questi impulsi”.
Le crisi si moltiplicano: il Mar Nero, il Mar Rosso, Hormuz, la pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea, per citarne alcune.

“Nel citare alcuni di questi snodi, appare la diversità di approccio con cui vengono affrontati – ha detto ancora Mattarella – un’ampia cooperazione internazionale affronta il tema della pirateria, a partire dall’efficace missione Eunavfor Aspides dell’Unione Europea. La missione Aspides è in pieno svolgimento. La nostra Marina Militare prosegue con impegno per operare in prima fila su questo fronte”.
Il capo dello Stato ha infine ricordato le benemerenze della flotta mercantile, parlando delle operazioni di soccorso – specie nel Mediterraneo – in relazione con la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto a cui spesso le navi si trovano di fronte, e in cui emergono valori fondanti della marineria nazionale: responsabilità, sicurezza, tutela della vita umana in mare.
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