Venezuela. Trump: Maduro presto a New York. Gestiremo il Paese in attesa di una transizione sicura

Di Fabrizio Scarinci

PALM BEACH (FLORIDA). Nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Mar-a-Lago, il Presidente statunitense Donald Trump ha sottolineato come l’assalto della scorsa notte in Venezuela sia stato uno dei più “spettacolari” dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Il Presidente statunitense Donald Trump

Un assalto via cielo, via mare e via terra per nulla facile da realizzare, ma che le forze USA, ha precisato il tycoon, sono riuscite a condurre con successo e senza subire perdite (stando a quanto reso noto vi sarebbero, infatti, solo due uomini rimasti feriti) fino alla cattura del Presidente Maduro.

Riguardo a quest’ultimo punto, il Capo della Casa Bianca, che ha seguito tutta l’operazione in tempo reale, ha anche reso noto qualche particolare, specificando come la cattura  sia stata notevolmente agevolata da un black out provocato dalle stesse Forze Armate statunitensi e come Maduro abbia, ad un certo punto, cercato di negoziare la propria fuoriuscita dal Paese.

Donald Trump e il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth mentre seguono l’operazione

Sempre stando alle dichiarazioni di Trump, il leader venezuelano si troverebbe ora sulla LHD Iwo Jima, da dove verrà presto traferito a New York.

Inutile dire come, per il Venezuela si apra, ora, una fase piuttosto delicata.

Una fase che, stando alle dichiarazioni di oggi, gli USA sembrerebbero intenzionati a gestire in prima prima persona, anche se non è ancora chiaro con chi.

Pur parlando della concreta possibilità che a guidare il Paese possa essere il Premio Nobel Maria Corina Machado, nota leader dell’opposizione, il capo della Casa Bianca ha, infatti, anche lasciato intendere come un suo eventuale governo potrebbe non essere così imminente, ricordando come, al momento, sebbene il regime sembri effettivamente venuto meno nella forma conosciuta finora, la vice Presidente Delcy Rodriguez sia ancora al suo posto, così come l’intera leadership cresciuta con Maduro (incluso, tra l’altro, il ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez, dato per disperso durante la notte).

Certo, nel complesso il tycoon appare piuttosto ottimista, specie con riferimento al fatto che, in virtù della minaccia di nuovi interventi da parte di Washington, i quadri del regime abbiano già, di fatto, abbandonato Maduro.

D’altro canto, però, è anche piuttosto facile intuire come, in una simile situazione, ogni singola scintilla potrebbe dar luogo ad un incendio di proporzioni molto vaste.

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