Guardia di Finanza: sequestro di un carico di ortaggi

Di Mariateresa Levi

Bari. Quegli ortaggi (un carico da circa 20 tonnellate) erano anche di buona qualità, soltanto che qualcuno, probabilmente anche per lucrarci sul prezzo, aveva pensato bene di etichettarli come prodotti della rinomata agricoltura italiana, mentre quei vegetali (pomodori, melanzane e peperoni) in realtà provenivano dall’Albania.

È stato così bloccato in tempo dai finanzieri del Comando Provinciale di Bari – Tenenza di Molfetta, un ennesimo tentativo di frode commesso nei confronti dei consumatori italiani, prima che l’ingente carico raggiungesse i mercati ortofrutticoli del Veneto dov’era destinato.

 

Fase di controllo

La merce irregolare viaggiava a bordo di un autoarticolato condotto da un cittadino albanese e, come normalmente avviene in questi casi, era stata stoccata all’interno di scatole di cartone sulle quali, però, era riportata in bella vista la dicitura “prodotto di origine italiana”.

Non trovando rispondenza nelle circostanze, i militari della GDF hanno proceduto all’esame della documentazione che scortava la merce, scoprendo così l’inganno che avrebbe facilmente indotto in errore consumatori convinti di acquistare e mangiare prodotti nazionali.

I responsabili della frode sono dunque stati segnalati alla Procura della Repubblica di Trani, mentre la merce finita sotto sequestro, che comunque si presentava come di buona qualità, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stata devoluta in beneficenza ad enti religiosi caritatevoli della zona che si occuperanno ora di conservarli, prepararli e donarli in favore di persone bisognose.

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