Teatro: Vacanze di guerra. A Roma una tragicommedia dissacrante sul turismo dei conflitti

Di Anna Maria De Luca

ROMA. Cosa succederebbe se la guerra diventasse un pacchetto turistico? Se un’agenzia di viaggi proponesse una visita guidata in una zona di conflitto, con pranzo al sacco tra i rifugiati e l’esperienza di posizionare una mina antiuomo?

“Vacanze di Guerra”, attraverso l’ironia e il paradosso, costringe il pubblico a guardarsi allo specchio e a riconoscere i meccanismi più morbosi e indecenti del nostro tempo: la mercificazione del dolore umano, la spettacolarizzazione della tragedia, l’indifferenza mascherata da curiosità.

In scena al Teatro India di Roma fino a domenica prossima, l’opera è firmata da uno dei più apprezzati drammaturghi spagnoli contemporanei, Ignasi García Barba, allievo di maestri del calibro di Sinisterra e Mayorga, con la regia di Ferdinando Ceriani.

Un’immagine dello spettacolo

Lo spettacolo, prodotto da P.G.A. SCARL  e documentato fotograficamente da Artemisia Moletta, rappresenta un’occasione imperdibile per confrontarsi con uno dei testi più provocatori e necessari del teatro contemporaneo europeo.

Un testo che abbatte le convenzioni teatrali

“Vacanze di Guerra” è un’opera che sfida le convenzioni teatrali sin dal primo istante.

Il testo, spiazzante nella sua capacità di mescolare ilarità e tragedia, demolisce la quarta parete trasformando la platea in qualcosa di inedito: i comuni spettatori diventano parte integrante dell’azione scenica, metamorfizzati in turisti macabri in attesa del loro “programma giornaliero”.

A guidarli c’è Berta, interpretata con intensità da Valentina Martino Ghiglia (che firma anche la traduzione del testo), dipendente della “War Zone Travel£, un’agenzia specializzata in destinazioni dove l’umanità mostra il suo volto più feroce.

Il suo è un personaggio sfaccettato e dolorosamente reale: una madre di famiglia costretta ad accettare questo lavoro grottesco per garantire un futuro ai propri figli, mentre il marito rimane un nullafacente. Attraverso il suo sguardo disincantato, gli spettatori-turisti sono costretti a confrontarsi con l’abisso della crudeltà umana.

Un’altra immagine di scena dello spettacolo “Vacanze di Guerra”

La regia di Ferdinando Ceriani si avvale di un team creativo di alto livello: la drammaturgia sonora di Diana Tejera contribuisce a creare un’atmosfera che oscilla tra il grottesco e il drammatico, mentre le scene e i costumi di Carlo Sala definiscono uno spazio che è al tempo stesso agenzia di viaggi e campo di battaglia, sala d’attesa e teatro dell’orrore.

Il surreale che diventa reale

Man mano che la vicenda si dipana, l’atmosfera si carica di una tensione surreale che sfocia nell’orrore: Berta e il suo gruppo non sono lì per caso. Stanno aspettando un cecchino, ingaggiato dall’agenzia stessa, che dovrà uccidere il primo civile che attraverserà il suo mirino.

La guerra, dunque, non è più solo uno sfondo tragico, ma diventa entertainment, spettacolo da consumare, merce da vendere al miglior offerente disposto a pagare per provare il brivido dell’orrore altrui.

Come sottolinea il regista Ferdinando Ceriani, il fenomeno del turismo bellico non è affatto un’invenzione teatrale. “Mark Twain nel 1856 guidava i più coraggiosi tra le rovine di Sebastopoli, simbolo della guerra di Crimea, mentre la statunitense War Zone Tour per quarantamila dollari organizzava viaggi a Baghdad durante la seconda Guerra del Golfo”.

Soldati americani nella Guerra del Golfo

La finzione scenica affonda le radici in una realtà inquietante che esiste da secoli e continua a prosperare.

Lo specchio della società contemporanea

La risata, in questo spettacolo, non è mai liberatoria ma amara, strozzata in gola dalla consapevolezza di ciò che si sta davvero osservando.

È un richiamo potente alla responsabilità individuale e collettiva di fronte all’orrore che continuiamo a perpetrare o, nel migliore dei casi, a consumare passivamente.

INFO SPETTACOLO
Teatro India
4-9 novembre 2025
Vacanze di Guerra
di Ignasi García Barba
traduzione di Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
con Valentina Martino Ghiglia
drammaturgia sonora Diana Tejera
scena e costumi Carlo Sala
foto Artemisia Moletta
produzione P.G.A. SCARL
Orari spettacoli: tutte le sere ore 21.15 – domenica ore 18

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