VICENZA. Diciannove anni dopo la firma del suo trattato fondativo da parte di cinque Nazioni europee, EUROGENDFOR ha schierato 3.074 gendarmi in 25 missioni internazionali di gestione delle crisi in Europa, Africa, Asia e nelle Americhe.
Nove di queste missioni sono ancora oggi in corso, dalla Bosnia ed Erzegovina alla Somalia, fino all’Ucraina e al valico di frontiera di Rafah tra Gaza ed Egitto.

I dati, pubblicati oggi per la prima volta, coprono ogni impegno dal primo schieramento nel novembre 2007 al 1° ottobre 2026.
Mostrano una forza che ha lavorato per l’Unione Europea, le Nazioni Unite e la NATO, spesso in luoghi in cui la polizia ordinaria non può ancora operare e gli eserciti non rappresentano lo strumento adatto.
Il ponte dell’Europa tra soldati e polizia
EUROGENDFOR è una forza di polizia operativa, pre-organizzata, robusta e a rapido schieramento, composta esclusivamente da Forze di Polizia a statuto militare: le gendarmerie d’Europa. Può svolgere l’intera gamma di compiti di polizia nelle operazioni di gestione delle crisi, sotto comando civile o militare.

Questo status è ciò che la rende diversa. I suoi gendarmi possono ripristinare l’ordine pubblico, proteggere persone e beni, pattugliare i confini, indagare sui reati e addestrare la polizia locale secondo gli standard internazionali.
Possono farlo nella fase di una crisi in cui la situazione di sicurezza è troppo difficile per la polizia civile, ma il compito da svolgere riguarda le funzioni di polizia e non il combattimento. Questa stessa versatilità rende EUROGENDFOR uno strumento sempre più prezioso per le nuove sfide di sicurezza dell’Europa, comprese le minacce ibride che sfumano il confine tra pace e conflitto.
L’idea ha preso forma il 17 settembre 2004 a Noordwijk (Paesi Bassi), quando Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna hanno firmato una Dichiarazione di Intenti.
Il Trattato fondativo è stato firmato a Velsen (Paesi Bassi) il 18 ottobre 2007. Tale data viene ora celebrata ogni anno come l’EUROGENDFOR Day.
EUROGENDFOR può essere messa a disposizione dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite, dell’OSCE, della NATO, di altre organizzazioni internazionali o di una coalizione creata “ad hoc”.
La Romania e la Polonia si sono unite successivamente alle cinque nazioni fondatrici. Il 2 settembre 2026, la Lituania ha depositato il suo strumento di adesione a Roma, portando EUROGENDFOR a otto Stati membri.
Oggi, EUROGENDFOR riunisce le forze di Gendarmeria e di Polizia a statuto militare di 8 Stati membri, un Partner e quattro Osservatori:
Stati membri: Francia (Gendarmerie Nationale), Italia (Arma dei Carabinieri), Lituania (Viešojo saugumo tarnyba – Servizio di Sicurezza Pubblica), Paesi Bassi (Koninklijke Marechaussee), Polonia (Żandarmeria Wojskowa – Gendarmeria Militare), Portogallo (Guarda Nacional Republicana), Romania (Jandarmeria Română – Gendarmeria Rumena) e Spagna (Guardia Civil).
Partner: Finlandia (Rajavartiolaitos – Guardia di Frontiera Finlandese), dal 2026.
Osservatori: Turchia (Jandarma – Comando Generale della Gendarmeria), dal 2009; Repubblica di Moldavia (Ispettorato Generale dei Carabinieri), dal 2023; Ucraina (Guardia Nazionale dell’Ucraina), dal 2024; e Bulgaria (Gendarmeria), dal 2026.
La forza è comandata dal suo Quartier Generale Permanente situato in Italia, a Vicenza, ed è governata dal CIMIN, un comitato interdipartimentale di alto livello composto da rappresentanti dei ministeri di ciascuno Stato membro. Il suo motto, Lex Paciferat, significa “La legge porterà la pace”.
I 19 anni in numeri
Sono stati 3.074 gendarmi schierati in 25 missioni dal novembre 2007; 9 missioni sono tuttora in corso.
Tre organizzazioni internazionali servite: l’Unione Europea (1.206 gendarmi in 20 missioni), operazioni a guida NATO in Afghanistan (1.490) e le Nazioni Unite (378 in 3 missioni).
L’Afghanistan è stato l’impegno più grande: 1.362 gendarmi hanno addestrato e affiancato la polizia afghana nell’ambito della missione di addestramento ISAF della NATO (2009–2014), seguiti da 128 in Resolute Support (2015-2021).
Haiti, 2010: meno di quattro settimane dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, EUROGENDFOR si è schierata per sostenere la missione ONU MINUSTAH. 359 gendarmi vi hanno prestato servizio in dieci mesi.
Prima missione a un mese dal Trattato: EUROGENDFOR si è schierata nella missione EUFOR Althea in Bosnia ed Erzegovina il 22 novembre 2007. È ancora presente lì: 232 gendarmi fino ad oggi.
Kosovo: 430 gendarmi in sette rotazioni con EULEX dal 2022 – il maggiore impegno di EUROGENDFOR in Europa.
Repubblica Centrafricana: cinque diverse missioni dell’UE e dell’ONU dal 2014, con 227 gendarmi – 182 dei quali in EUFOR RCA.
Somalia: presente con EUCAP Somalia da luglio 2012 – oltre 14 anni di impegno continuo.
Le linee del fronte di oggi: i gendarmi prestano attualmente servizio in Ucraina (EUAM Ukraine, 28 gendarmi dal 2016), Georgia, Moldavia, Mozambico, Territori Palestinesi (EUPOL COPPS) e al valico di Rafah (EUBAM Rafah, 84 gendarmi fino ad ora).

I numerici degli schieramenti attuali: Francia (1.494), Spagna (578), Italia (327), Paesi Bassi (188), Polonia (181), Portogallo (153), Lituania (71), Romania (40) e Turchia (39), oltre a 3 ufficiali del Quartier Generale Permanente.
“Dove la legge deve tornare per prima”
“Ciascuno di questi 3.074 gendarmi ha lasciato la propria casa per contribuire a ripristinare lo stato di diritto laddove era più fragile – ha affermato il Colonnello Paweł Grajek, Comandante di EUROGENDFOR-. Da Kabul a Port-au-Prince, da Pristina a Rafah, la nostra forza risiede nel colmare il divario tra le operazioni militari e l’attività di polizia civile. Nella Giornata di EUROGENDFOR, rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno prestato servizio e raccontiamo ai cittadini europei ciò che le loro gendarmerie realizzano insieme. Lex Paciferat – la legge porterà la pace.”
Con l’adesione della Lituania come ottavo Stato membro e della Finlandia come partner nel 2026,
EUROGENDFOR entra nel suo ventesimo anno con una base più ampia e un ruolo crescente nella gestione delle crisi dell’UE. In un mondo segnato da una crescente instabilità e da conflitti, i suoi gendarmi sono pronti a schierarsi con breve preavviso ovunque sia necessario ripristinare la sicurezza e laddove lo stato di diritto debba ritornare per primo.
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