Di Gerardo Severino*
ATENE (nostro servizio particolare). Centonovanta anni orsono, nella Grecia finalmente e quasi del tutto riunita sotto un unico Stato indipendente e con un proprio Monarca, dopo la triste e dura dominazione Ottomana (a riguardo si rimanda al saggio dedicato ai rapporti diplomatici fra Italia e Grecia in www.reportdifesa.it, 17 gennaio 2023) veniva istituita ad Atene, nuova Capitale del Regno, la Gendarmeria Reale, primo vero Corpo di Polizia nazionale, ordinato militarmente.

Protagonista di primo piano della storia del bellissimo Paese balcanico, attraverso le varie e tormentate tappe di essa, la Gendarmeria Nazionale greca, al cui ammodernamento, tra il 1912 e il 1923 avrebbe contribuito anche la nostra gloriosa Benemerita, è stata sciolta nel 1984, andando così a formare il nucleo più consistente dell’attuale Polizia Nazionale Ellenica, la quale però non ha certo dimenticato né le proprie nobili origini, né tantomeno ha tralasciato le tradizioni di valore, abnegazione e spirito di sacrificio ereditate dai Gendarmi, così come dalle Guardie Doganali elleniche, sorte alla fine dell’Ottocento anche grazie al ruolo avuto dalla Regia Guardia di Finanza italiana (tra il 1899 e il 1914) e anch’esse passate alla nuova Milizia per i tradizionali compiti di vigilanza politico-militare delle frontiere, oltre che per la repressione dei reati finanziari (1).

Quella che segue è la storia di queste due importantissime Istituzioni, le quali hanno avuto grande rilevanza per il Paese dei Balcani, un tempo crocevia di culture e tradizioni millenarie, perla del turismo internazionale, ma anche baluardo per i mille pericoli riguardanti la “Sicurezza”, e non solo per la Grecia ma anche per il resto dell’Europa, volendo ricordare sia la minaccia rappresentata dal terrorismo che dalle varie forme di delinquenza, spesso provenienti da arie a rischio non molto distante dai suoi confini.
La Gendarmeria Reale e Nazionale Ellenica (1833 – 1984)
Fu proprio a seguito dell’incoronazione, sul trono di Grecia, del Principe Ottone di Baviera che sorse l’idea di istituire il Corpo della Gendarmeria Reale, modellato secondo l’esempio francese, ma posto sin dall’inizio sotto l’autorità del Ministero della Guerra, e quindi parte integrante dello stesso Esercito.
Per organizzare la nascente Milizia, Re Ottone I fece giungere direttamente dalla Baviera ufficiali di quell’Esercito, i quali conferirono al Corpo il carattere militaresco e, quindi, autoritario che gli si addiceva, anche in relazione ai delicati compiti affidati ad un’istituzione poliziesca già allora fortemente impegnata nella repressione di pericolosi fenomeni delinquenziali.
A quei tempi, infatti, la Grecia era seriamente minacciata dal brigantaggio, endemico soprattutto nelle campagne, il quale lucrava non poco sui sequestri di persona, per non parlare della secolare lotta al contrabbando, per la quale obiettivamente non erano sufficienti le poche Guardie Doganali addette ai principali valichi di frontiera, ovvero alla vigilanza costiera.
Ben presto la Gendarmeria avrebbe avuto anche un ruolo ben definito nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, spesso minacciate da rivolte e insurrezioni popolari, finalizzate sia ad ottenere la Costituzione, sia a costringere il Sovrano a diminuire, nella gestione centrale e periferica dello Stato, la presenza di un gran numero di Bavaresi, tra funzionari di vario rango e ufficiali per le Forze Armate e per la gestione della stessa Gendarmeria.

Per quest’ultima, per fortuna, le cose andarono meglio a partire dal 1854, quando al suo Comando fu posto Demetrios Deligiorgis, il celebre rivoluzionario e politico che si era particolarmente distinto ai tempi della “Guerra d’Indipendenza”.
La sua scelta non era stata del tutto casuale, essendo stato egli un abile Comandante militare durante il Risorgimento greco e, successivamente, anche Colonnello della “Falange”, un Corpo composto da veterani Risorgimentali fortemente voluto dallo stesso Re Ottone I.

Sopravvissuta alle varie mutazioni istituzionali, la Gendarmeria Reale condivise con l’Esercito ellenico le varie tappe della storia Patria, alternando il suo ruolo di Corpo di Polizia a quello di vero e proprio Contingente militare da utilizzare in occasione dei frequenti disordini socio-politici che caratterizzarono la seconda metà dell’Ottocento, motivati dall’eccessiva povertà, ma anche dalla caparbia gestione Governativa, la stessa che nel 1862 avrebbe portato al rovesciamento dello stesso Re Ottone I e alla incoronazione del Principe Giorgio di Danimarca, come avevamo già ricordato nel precedente speciale di Report Difesa.
I decenni successivi non furono certo più tranquilli, costringendo la Grecia a subire gli effetti di altre ribellioni e insurrezioni, quali ad esempio quelle scoppiate a Creta nel 1866 e nel 1896, ovvero crisi Governative, dovute a una diffusa instabilità politica, per non parlare dei frequenti attriti con la Turchia.
Accusata di essere una Milizia conservatrice, la Gendarmeria, in realtà, aveva sempre respinto al mittente ogni tentativo di essere “politicizzata”, preferendo giustamente operare per il solo bene della Patria.
Grazie al processo di ammodernamento che la Grecia varò già sul finire dell’Ottocento, anche la Gendarmeria sarebbe stata oggetto di ampie riforme ordinative, la più importante delle quali fu varata nel 1906, attraverso un primo significativo distacco dall’Esercito, con l’istituzione di propri reparti d’istruzione, sia per la formazione del quadro ufficiali che per i sottufficiali e gendarmi. In tale direzione, pur rimanendo parte integrante di tale Forza Armata, per la quale avrebbe continuato a esercitare il ruolo di Polizia Militare, la Gendarmeria inserì nei propri piani di riordino anche la collaborazione con le Polizie di altri Paesi d’Europa.
In tale ottica, nel 1911, il Governo Greco, così come aveva già fatto nel 1899 per il riordino della Guardia Doganale, chiese e ottenne da quello Italiano il distacco ad Atene di alcuni ufficiali dell’Arma dei Carabinieri Reali (l’Arma si era già distinta in precedenza, curando l’organizzazione della “Gendarmeria” a Creta), che avrebbero in buona sostanza svolto lo stesso ruolo degli ufficiali delle Fiamme Gialle, così come si ricordava in premessa.
La missione, capeggiata dal Tenente Colonnello Francesco D’Ausilio Garigliota e composta dal Maggiore Ladislao Rodra e dai Capitani Arcangelo Lauro e Arcangelo De Mandato, partì da Brindisi il 15 febbraio 1912, operando egregiamente sino al 1923, data nella quale ebbe fine. Nel 1919, nel frattempo, la direzione della stessa era stata affidata al Cap. Guido Gandini (2)
Sul fronte operativo, il Corpo mantenne ovviamente una struttura prevalentemente militare, tanto da essere impiegata in armi anche nel corso delle note “Guerre Balcaniche” e nella stessa Prima Guerra mondiale.
L’impiego bellico, tuttavia, avrebbe ben presto determinato la necessità di ricorrere ad altri Organismi di Polizia, del tipo civile, i quali dovettero giocoforza essere allestiti, almeno presso i principali centri urbani del Paese, lasciando alla Gendarmeria la responsabilità delle sole aree rurali e suburbane.

La prima “Polizia Municipale”, contemplata dalla legge numero 1370 del 1918, sorse nel 1920 a Corfù e solo nel 1929 anche ad Atene, ma con competenza operativa per tutta la regione dell’Attica.
L’esperimento fu, poi, esteso a Patrasso, nel 1921, al Pireo, nel 1923 e, quindi, in tutta la Nazione, sopravvivendo praticamente sino al 1984, come racconteremo a breve.
La Gendarmeria Reale, posta sempre agli ordini di un Generale dell’Esercito greco, operò sino all’epilogo del giugno 1941, quando la Grecia fu definitivamente occupata dai tedeschi, giunti in soccorso degli invasori italiani.
Sino alla liberazione del Paese, l’ordine pubblico e le attività di Polizia in generale sarebbero stati, quindi, esercitati dai nostri Carabinieri e dalle Fiamme Gialle, come abbondantemente ricordato dalla storiografia: gli stessi militi che avrebbero avuto, dopo l’8 settembre 1943, un ruolo non certo secondario nell’ambito della stessa organizzazione Resistenziale greca, la gloriosa ELAS.
Tralasciando l’analisi dei vari eventi registratesi nel Paese dopo la cacciata dei tedeschi, e dei quali abbiano ampiamente trattato nel già richiamato saggio storico, ricordiamo che fu solo a partire dal 1946 che la Gendarmeria Nazionale Ellenica, così come avvenne per la Guardia Doganale, fu oggetto di una nuova riorganizzazione, alla quale, questa volta, avrebbero collaborato ufficiali di Polizia inglesi.
Di conseguenza, dopo il 1946 la Gendarmeria cessò definitivamente di far parte del Ministero della Difesa, pur mantenendo un’organizzazione militare, come del resto avveniva in Italia, con riferimento al Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.
La Polizia Nazionale Ellenica (1984 – 2023)
Il riordino delle Forze di Polizia della Grecia ebbe luogo nei primi anni ’80, in un’epoca nella quale il bellissimo Paese balcanico entrò a far parte a pieno titolo dell’Unione Europea (a far data dal 1° gennaio del 1981), peraltro dopo essere entrata a far parte, nel corso del 1980, anche della NATO.
È superfluo ricordare quanto il Paese ha fatto – spesso con immensi sacrifici e con il ricorso all’emigrazione nel mondo – onde raggiungere un buon livello di crescita economica, ottenendo un notevole sviluppo soprattutto nell’ammodernamento delle infrastrutture, processo al quale, anche grazie ad investimenti, sia europei che interni, è seguita la crescita in campo industriale, soprattutto nell’ambito della Marina Mercantile e del turismo internazionale.

Nel 1984, il Parlamento di Atene varò, quindi, una legge molto coraggiosa, probabilmente la prima inaugurata in Europa negli ultimi decenni, in virtù della quale si diede vita all’attuale “Polizia Nazionale Ellenica”, che di fatto prese a funzionare dal 1° di novembre dello stesso anno.
La legge numero 1481 del 1° ottobre 1984, nel sopprimere la gloriosa “Gendarmeria Nazionale”, la “Guardia o Polizia Doganale” e i vari Corpi di Polizia Municipali, diede, quindi, vita ad un unico Corpo di Polizia a livello nazionale, al quale, tuttavia, fu riconosciuta sia la precedente struttura operativa che la gerarchia militare contemplata per la vecchia Gendarmeria. Attualmente posta agli ordini del Generale di Corpo d’Armata Konstantinos Skoumas, la Polizia Nazionale greca opera in diversi campi, che spaziano nei vari settori dell’ordine e della sicurezza pubblica, ivi compresa quella tipica della “Polizia Finanziaria”.

Dalla stessa Legge di Ordinamento del Corpo apprendiamo che i suoi compiti principali sono quelli di:
a) Garantire la pace e l’ordine, così come senza ostacoli lo sviluppo sociale dei cittadini, una missione che comprende funzioni di polizia generale e la sicurezza del traffico.
b) Assicurare la prevenzione e la repressione dei reati, nonché la tutela dello Stato e la sua forma di Governo democratica, nel quadro dell’ordinamento Costituzionale, una missione che prevede l’attuazione di politiche pubbliche e di sicurezza dello Stato.
Grazie ad alcuni appunti forniti dal Maresciallo Capo della Guardia di Finanza Silvio Cabiddu, in servizio presso l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza della nostra Ambasciata ad Atene, apprendiamo che la Polizia Ellenica è oggi articolata su varie specializzazioni, con le quali opera sia a terra, in mare che in aria. Essa si compone di numerose unità, composte da uomini e donne, distribuite nelle varie categorie di ufficiali, sottufficiali, graduati e gendarmi ed operanti in tutta la Nazione attraverso vari reparti periferici, di forza e composizione diversa a seconda dei luoghi (leggasi Prefetture).
Dotata di mezzi modernissimi (sui quali campeggia il numero di pronto intervento 112), la Polizia presidia anche i più sperduti posti di frontiera, così come i porti e gli aeroporti della Repubblica. Eccezionale il ruolo che essa svolge nell’ambito Europeo, lottando anche contro l’emigrazione clandestina, ovvero fornendo ausilio, anche grazie ad accordi con gli omologhi Corpi di Polizia, in occasione di importanti operazioni contro le varie forme di delinquenza, ma soprattutto nella lotta al terrorismo internazionale che tantissimi lutti ha, anche recentemente, causato in vari Paesi dell’Unione.
Incardinata nell’ambito del Ministero della Protezione del Cittadino, la Polizia Nazionale Ellenica è articolata su un organo vertice, rappresentato dal Capo della Polizia, il quale è coadiuvato da un Vice Capo, con specifiche funzioni di supervisore delle Risorse umane e delle strutture di Formazione.
L’Amministrazione si articola su due Dipartimenti, diretti da Ispettori Generali con il grado di Generale di Corpo d’Armata, con competenze territoriali per la Grecia Settentrionale (Prefetture di Salonicco, Macedonia orientale, centrale e occidentale, Tracia, Tessaglia, Epiro, Nord Egeo) e per la Grecia Meridionale (Prefetture centrali ed occidentali, del Peloponneso, Isole Ionie, Egeo e Creta).
Konstantinos Skoumas, da Gendarme a Capo della Polizia Ellenica
Il Capo della Polizia Ellenica (Elliniki Astynomia), Generale di Corpo d’Armata Konstantinos Skoumas è nato nel 1962 a Tetrakomo, nella Prefettura di Arta (Grecia nord occidentale).
Dal 1980 al 1981 ha frequentato la Scuola di formazione per Ufficiali della Marina ellenica.
Nel 1982 si arruola, quindi, nel Corpo della Gendarmeria Nazionale, mentre nel 1990 si diploma presso la Scuola Ufficiali della neo costituita Polizia Nazionale Ellenica, ricoprendo successivamente prestigiosi incarichi presso il Dipartimento di Riqualificazione Professionale del Personale dell’Accademia di Polizia (2002) ed in seno alla Direzione Generale della Polizia Regionale dell’Epiro.

Nel 2014 viene promosso Generale di Brigata ed ottiene la nomina a Direttore della Direzione della Polizia della Prefettura di Arta, incarico che ricopre sino al febbraio 2016 quando assume il comando della sopra menzionata Polizia Regionale dell’Epiro.
Nel gennaio 2017 viene promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata permanendo ancora nell’incarico, mentre nel 2019 viene nominato Ispettore Generale della Polizia per la Grecia del Nord.
Il 31 marzo 2022, il Generale Skoumas viene nominato Capo della Polizia Ellenica.
Uno sguardo sugli altri Corpi di Polizia e di Intelligence della Grecia
Oltre alla Polizia Nazionale, la Grecia dispone anche di altri organismi, quali la Guardia Costiera Ellenica (HCG), la quale fu istituita con la legge numero 1753 del 1919, assumendo l’attuale denominazione ai sensi dell’articolo 1 della legge 3922 del 2011.
Incardinata nel Ministero della Marina Mercantile e della Politica Insulare, essa ha compiti specifici in materia di sicurezza della navigazione, di operazioni di ricerca e salvataggio in mare, nonché di contrasto delle attività illegali ecriminali (fra tutte l’immigrazione irregolare ed i reati ad essa collegati ed il traffico di stupefacenti).
Vi è, poi, la Polizia per i crimini Finanziari ed Economici (SDOE), reparto con competenze specifiche che dipende dal Ministero delle Finanze ellenico e che collabora con la Direzione della Polizia Finanziaria della stessa Polizia Nazionale ellenica e con l’Unità Ellenica d’Intelligence Finanziaria (FIU).
Per quanto attiene, infine, il comparto di Intelligence citiamo il Servizio Nazionale per l’informazione (EYP – Ethniki Ypiresia Pliroforion) che ha sede ad Atene, un’Agenzia istituita con la legge numero 1645 del 1986 e che risponde anch’essa al Ministro dell’Ordine Pubblico e della Protezione dei Cittadini.
NOTE
1) Sull’argomento Gerardo Severino: Fiamme Gialle ad Atene, ovvero l’incredibile avventura del Colonnello Ettore Gemmi (Piacenza, 1865 – Verona, 1919), Catania, Akkuaria Editrice, 2023.
2) Cfr. “1912 – 1923. In Grecia: Assistenza a uno Stato Sovrano”, in https://www.carabinieri.it/arma/arma-all’estero/proiezione-internazionale/vol-i-1855—1935/1912—1923-(grecia)/in-grecia
*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare
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