RIYAD. Si è conclusa la Spears of Victory 2026, la più importante esercitazione aerea dell’Arabia Saudita. L’attività si è svolta presso la King Abdulaziz Air Base dal 18 gennaio al 5 febbraio ed è stata organizzata dall’Air Warfare Center della Royal Saudy Airforce (RSAF). L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di personale e mezzi di 10 paesi. Insieme all’Italia e all’Arabia Saudita infatti, erano presenti, tra i Paesi Nato, anche Stati Uniti, Grecia, Regno Unito e Francia, oltre a Giordania, Pakistan, Bahrein e Qatar. A confermare il prestigio dell’esercitazione, la presenza di alcuni paesi osservatori quali: Turchia, Bangladesh, Oman, Malesia e Marocco.

L’ESERCITAZIONE
L’Italia ha preso parte all’esercitazione rischierando tre Eurofighter del 36° Stormo di Gioia del Colle e un E-550A CAEW (Conformal Airborne Early Warning) del 14° Stormo di Pratica di Mare. I nostri caccia hanno volato missioni aria-aria, aria suolo ma anche “swing-role” svolgendo cioè entrambe le attività nella stessa sortita.

Il CAEW invece, ha svolto le funzioni di comando, controllo e gestione della battaglia aerea, grazie alla sua capacità di avvistamento a lungo raggio, garantendo la superiorità informativa sulle operazioni in atto. Il rischieramento, inoltre, è stato supportato dal Comando Logistico con il coinvolgimento del personale degli enti dipendenti e da una squadra dei Fucilieri dell’Aria del 16° Stormo di Martina Franca a cui è stata affidata la protezione degli assetti e del personale dell’Aeronautica Militare. Per la prima volta le Forze Armate italiane hanno partecipato a un’esercitazione in Arabia Saudita e per la prima volta nella storia dell’esercitazione, che si svolge dal 2021, un velivolo straniero con capacità Airborne Early Warning, come il CAEW, viene invitato a svolgere le funzioni di comando e controllo nei cieli del regno saudita.

LA VISITA DEL CAPO DI SMA
Pochi giorni prima, il 9 e 10 febbraio, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, ha partecipato al World Defense Show 2026, una tra le principali fiere internazionali dedicate a difesa, sicurezza e tecnologie militari, svoltasi nel Arabia Saudita. Nel corso della visita, il Capo di Stato Maggiore ha inoltre svolto incontri bilaterali con i vertici di altre Forze Aeree, tra cui il Commander of the Egyptian Air Force, Major General Amr Abd Elrahman Sakr, l’AFCENT Commander Lt. Gen. Derek France e il Chief of the Air Staff della Royal Air Force, Air Chief Marshal Sir Harv Smyth. Con quest’ultimo, oltre ai temi di cooperazione operativa e addestrativa, si è parlato anche del GCAP, con uno scambio di vedute sulle prospettive del programma e sulle ricadute in termini di interoperabilità e sviluppo capacitivo futuro.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
“Con la partecipazione alla Spears of Victory, l’Aeronautica Militare ha scritto una pagina importante nel segno della cooperazione internazionale – ha dichiarato il comandante del Comando Forze per la mobilità e il supporto, generale di divisione, Alessandro De Lorenzo – per la prima volta l’Italia ha partecipato a un’esercitazione in Arabia Saudita, schierando assetti di punta come l’Eurofighter e il CAEW grazie a un contesto addestrativo di primo livello come quello dell’Air Warfare Center saudita. Esercitazioni come questa sono occasioni importanti per stimolare e supportare lo sviluppo di capacità chiave per la Forza Armata”.
Oltre 90 assetti hanno preso parte a scenari con complessità crescente, volti a sviluppare la capacità di integrare assetti e personale di paesi diversi sviluppando tattiche e procedure comuni per il contrasto alle minacce attuali ed emergenti, alla sicurezza internazionale. Per circa tre settimane gli equipaggi sono stati immersi in un ambiente operativo multi-dominio. Tutto ciò con la supervisione di un Team di istruttori dell’AWC.

“La Spears of Victory è stata un’occasione di pregio per addestrarsi in un contesto di coalizione diverso dalle esercitazioni normalmente svolte in ambito NATO – ha affermato il comandante del rischieramento, tenente colonnello Massimo S. – gli equipaggi degli EFA e del CAEW hanno avuto modo di confrontarsi con quelli di altri paesi in maniera molto proficua, ciò è stato possibile anche grazie al supporto e alle strutture della Royal Saudi Air Force, un ecosistema addestrativo all’avanguardia che ha sicuramente arricchito il bagaglio professionale di tutti i partecipanti. Il personale ha risposto con professionalità ed entusiasmo permettendo il raggiungimento di un importante traguardo per la Forza Armata”.
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