Aeronautica Militare: Maggiore Debora Corbi, la storia di una donna che ha combattuto per indossare la divisa dell’Arma azzurra

Di Benedetta La Corte

ROMA (nostro servizio particolare). La storia del Maggiore Debora Corbi è una storia di coraggio e di tenacia.

Il Maggiore Debora Corbi

Una strada non certo facile, quella di entrare a fare parte delle Forze Armate prima degli anni 2000, ma che il Maggiore ha saputo affrontare con forza e determinazione.

Protagonista delle lotte degli anni ’90 che vedono alcune donne, animate dalla stessa passione, battersi per il loro sogno: quello di indossare la divisa di una Forza Armata.

Debora Corbi scrive allo Stato Maggiore della Difesa e al Ministero per sapere la procedura da seguire per diventare militare, ricevendo risposte cordiali ma negative, in quanto non esisteva ancora una legge che permetteva alle donne l’accesso nelle Forze Armate e “che sarebbe stata informata non appena fosse stato possibile”.

Fu dopo l’“Esperimento donna soldato”, avviato nel 1992, e la fondazione dell’Associazione Nazionale Aspiranti Donne Soldato (ANADS) nel 1995, che finalmente Debora Corbi diviene la prima donna a portare le stellette nelle Forze Armate in Italia.

La ANADS nasce dall’iniziativa del Maggiore Corbi e si pone come obiettivo quello di sollecitare le forze politiche dell’epoca e dare voce a tutte le donne che come lei volevano intraprendere questa carriera.
Il suo sogno si concretizza nel 2000 con la legge numero 380 del 1999 promulgata proprio grazie alle istanze della società civile di cui è stata promotrice.

Maggiore Corbi, quale significato riveste, per lei, il centenario dell’Aeronautica Militare?

Significa ricordare che di questi 100 anni di vita e di storia dell’Aeronautica Militare, gli ultimi 23 sono stati scritti anche grazie al contributo delle donne che, come sappiamo, sono entrate in servizio nelle Forze Armate italiane a partire dall’anno 2000.

Sono stati anni in cui si sono fatti passi da gigante. Siamo cresciute, sia come numero che come capacità ed esperienze.

Siamo appassionate, come i nostri colleghi uomini. Amiamo le tradizioni, la storia, siamo animate da solidi valori, proprio come chi ci ha preceduti.

Per uomini e donne in uniforme, dal punto di vista professionale, il genere non fa la differenza.

Una pilota

Siamo ben consapevoli che, con la divisa dell’Aeronautica Militare, rappresentiamo il nostro Paese svolgendo ogni giorno, con passione e coesione, assieme ai colleghi uomini, le attività affidate alla Forza Armata.

Dal primo arruolamento delle donne nelle Forze Armate, oggi cosa è cambiato?

Per le nuove generazioni le donne nelle Forze Armate sono una realtà ormai consolidata.

È normale oggi vederne una in uniforme. E’ però giusto ricordare quante battaglie e quante forze sono state messe in campo per realizzare questo progetto, quante energie e quanta costanza è stata necessaria.

Poco più di 20 anni fa (il 29 settembre 1999), il Parlamento approvava la legge che consentiva l’ingresso delle donne nelle Forze Armate.

Il provvedimento legislativo (legge numero 380 del 1999) consentiva al nostro Paese di recuperare un divario anacronistico con il resto dei Paesi della NATO che da tempo avevano introdotto la possibilità alle donne di arruolarsi.

Questo nuovo scenario, non fu però aperto grazie alla spinta politico-governativa per il progresso civile del Paese.

Diversamente a quanto si può oggi pensare infatti il cambiamento, definito epocale dai mass media all’epoca, è avvenuto grazie alle istanze collettive delle donne italiane.

Oggi possiamo affermare che il processo d’inserimento e d’integrazione di quella che era stata definita una svolta epocale, è ormai del tutto concluso. Nessuna limitazione di reclutamento né di impiego o di carriera.

Per guardare più a fondo nella nostra amata realtà Aeronautica, emergono gli stessi identici dati complessivi che riguardano sia i rendimenti registrati nelle scuole di formazione, gli incarichi, anche quelli di natura operativa in Patria e fuori dai confini nazionali.

Donne con l’uniforme azzurra sono inserite in ogni Reparto, negli Stormi, nelle missioni fuori dei confini nazionali e anche allo Stato Maggiore.

Svolgono attività diverse. Sono piloti, controllori del traffico aereo o della Difesa aerea, si occupano di quella terrestre, di meteorologia, di logistica, di operazioni, d’intelligence, sono istruttori di volo,

Il controllo di un aereo

Sono Comandanti di Gruppi Volo, Crew Chief, manutentori, operatori dell’antincendio.

Sono anche commissari, ingegneri, fucilieri, comunicatori e molto, molto altro.

Oggi, il nostro Paese può impiegare a 360 gradi le proprie risorse umane, maschili e femminili senza alcuna distinzione di genere.

Le donne arruolate nelle Forze Armate hanno dimostrato grande impegno, capacità e motivazione.

Donne militari di ogni ordine e grado si sono affermate nei diversi ambiti professionali dell’Aeronautica Militare.

La Forza Armata è vicina alle donne specialmente per quanto riguarda la conciliazione famiglia- lavoro?

Sì, certamente. Per noi si applica il Testo Unico sulla maternità e paternità, il Decreto legislativo, testo coordinato del 26 marzo 2001 numero 151.

Inoltre, sono previste delle direttive a sostegno delle madri militari o delle coppie di militari (ad esempio sull’orario di servizio per consentire di conciliare il lavoro con la gestione di figli, scuola, asili ed altro ancora).

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