Di Giuseppe Gagliano
PORTO-NOVO (BENIN). Il nuovo accordo di cooperazione militare tra Benin e Stati Uniti rappresenta un aggiornamento significativo delle relazioni bilaterali in ambito di Difesa.
Firmato dal ministro della Difesa del Benin, Fortunet Alain Nouatin e dal rappresentante del Dipartimento della Difesa statunitense, George Dietrich, l’accordo sostituisce quello del 2009 e riflette il crescente interesse di Washington per l’Africa Occidentale e il Golfo di Guinea.

Questo accordo prevede supporto logistico reciproco per manovre congiunte, addestramento delle truppe e operazioni critiche, evidenziando il Benin come attore chiave nella lotta contro il terrorismo jihadista che destabilizza il Sahel e contro la pirateria nel Golfo di Guinea, un’area strategica per il commercio globale e il trasporto di risorse energetiche.
Per gli Stati Uniti, l’intesa si inserisce in una più ampia strategia di presenza in Africa, volta a contrastare l’influenza crescente di Cina e Russia.
Mentre la Cina utilizza investimenti economici per consolidare il proprio ruolo, la Russia si concentra sul supporto militare. Rafforzare i legami con il Benin permette a Washington di consolidare la sua rete di alleanze e prevenire ulteriori destabilizzazioni regionali.
Nonostante i vantaggi strategici, l’accordo pone anche alcune sfide.
La capacità del Benin di sfruttare appieno il supporto americano dipenderà dalla stabilità delle sue istituzioni e dalla gestione efficace delle risorse. Inoltre, la presenza di forze straniere potrebbe alimentare scetticismo tra alcune frange della popolazione locale.
Se gestito correttamente, questo accordo rappresenta un’opportunità per migliorare le capacità militari del Benin, promuovere la stabilità regionale e rafforzare la cooperazione tra Stati Uniti e Africa Occidentale. In un contesto di crescente competizione geopolitica, la firma di questo accordo è un chiaro segnale dell’impegno di Washington per mantenere la sua influenza in una regione sempre più strategica.
Intanto, si registra una recente conversazione tra Vladimir Putin e il Presidente della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló.

Il colloquio evidenzia la crescente attenzione della Russia per l’Africa, in particolare per gli Stati strategicamente posizionati come la Guinea-Bissau.
Pur essendo un piccolo Paese dell’Africa occidentale, la Guinea-Bissau riveste un ruolo significativo per le ambizioni geopolitiche e strategiche di Mosca, offrendo un accesso diretto all’Atlantico e potenziali vantaggi economici e militari.
Per la Russia, rafforzare i legami con la Guinea-Bissau significa non solo consolidare la propria influenza in Africa ma anche aprirsi nuove opportunità per accedere a porti strategici, utili sia per scopi commerciali che per operazioni marittime. In un contesto globale in cui la competizione per il controllo delle rotte commerciali e delle risorse naturali è sempre più accesa, un alleato come la Guinea-Bissau offre a Mosca un punto d’appoggio nell’Atlantico occidentale e una maggiore proiezione globale.
Sul piano economico, la Guinea-Bissau, pur con un’economia fragile, possiede risorse naturali come bauxite e fosfati, oltre a un’importante produzione agricola, principalmente anacardi. Investimenti russi mirati alla modernizzazione delle infrastrutture e del settore produttivo possono rafforzare l’interdipendenza economica tra i due Paesi, consolidando l’influenza di Mosca nello Stato africano..
Dal punto di vista militare, la Russia può sfruttare la cooperazione con la Guinea-Bissau per vendite di armamenti, addestramento delle forze locali e accesso strategico ai porti. Questi accordi rappresentano un elemento chiave della strategia russa di mantenere una presenza globale, anche attraverso collaborazioni militari con partner africani.
In un contesto di competizione globale per l’influenza sull’Africa, la Russia adotta un approccio pragmatico, offrendo ai Paesi africani partnership che non includono vincoli politici legati alla governance democratica, in contrapposizione agli approcci occidentali. Questo le consente di posizionarsi come un attore alternativo e affidabile in molti Stati africani.
La Guinea-Bissau, nonostante le sue dimensioni e sfide, diventa così un tassello fondamentale nella strategia russa di espansione globale.
La Russia utilizza queste relazioni per sfidare l’isolamento occidentale e affermarsi come attore cruciale nelle dinamiche geopolitiche internazionali, dimostrando la capacità di sfruttare il multipolarismo globale per rafforzare la propria posizione strategica.
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