Di Paola Ducci*
TEL AVIV (nostro servizio particolare). I Musei militari israeliani possono essere interpretati attraverso concetti quali identità, memoria nazionale e commemorazione, dove quest’ultima viene considerata essenziale per preservare la memoria.
Lo Stato di Israele è caratterizzato dal fatto di dedicare gran parte della sua identità nazionale alla memoria collettiva, compresa la sfera del lutto e della rievocazione, che ha acquisito lo status di sacralità.
Questa si intreccia con la vita dei cittadini fin dalla più tenera età, attraverso l’esposizione a una varietà di contenuti nelle istituzioni ufficiali del sistema educativo e delle Forze Armate di Difesa del Paese (IDF): lezioni di storia e patrimonio culturale comune, giornate commemorative, cerimonie di Stato, presenza di monumenti e Musei in tutto il Paese.

Tutto questo serve per educare intere generazioni ai valori del ricordo e dell’identità e per assimilare l’imperativo nazionale della necessità di un esercito.
Inoltre nella società israeliana la commemorazione dei Caduti è praticata come principio ed è imposta all’individuo dalla collettività.
In altre parole lo Stato è responsabile della commemorazione dei Caduti, sia nei cimiteri militari dove tutte le lapidi sono uniformi, sia nelle cerimonie statali sotto l’egida dell’IDF o del sistema educativo.
Le famiglie dei Caduti partecipano a questi eventi, ma non impongono la loro cerimonia privata di lutto.
In Israele ci sono decine di Musei di storia militare che fanno parte di questa iniziativa e raccontano l’approccio alla loro storia.
In questi Musei viene attribuito un notevole significato ai Caduti: il culmine della visita al Museo avviene nello spazio dedicato a loro – una sala o un angolo di commemorazione.
Qui i Caduti sono celebrati come eroi, una sorta di glorificazione che conferisce loro uno status quasi sacro, un po’ come in un mausoleo.

Inoltre in ogni Museo vengono onorati solo gli eroi dell’organizzazione a cui è dedicato ed è anche per questo che in Israele sono molti gli spazi commemorativi.
Possiedono tre caratteristiche principali: si confrontano con l’idea del conflitto o del trauma; in molti casi si rivolgono a un pubblico locale definito; sono situati in un edificio significativo o collegato alla natura del Museo.
I Musei militari in Israele rispondono tutti a queste caratteristiche: in primo luogo sono generalmente destinati al pubblico locale israeliano, in particolare a gruppi di soldati e studenti noti come “pubblico guidato” o “pubblico vincolato”, ossia un pubblico che visita il museo non per scelta personale.
In secondo luogo la maggior parte dei Musei si trova in un edificio di importanza storica per la natura dello stesso.
Ad esempio, il Museo dell’Haganah sul Rothschild Boulevard di Tel Aviv era un tempo la casa della famiglia Shertok, i cui membri erano tra i leader dell’Yishuv (la comunità ebraica nell’Israele pre-statale) e fondatori della città.
All’epoca in cui l’organizzazione Haganah era attiva, dopo la morte del paterfamilias, Yaakov Shertok, vi abitarono sua figlia Ada e suo marito, Eliahu Golomb, uno dei comandanti dell’Haganah.
La casa fungeva anche da Quartier generale dell’Haganah, dove venivano prese importanti decisioni sulle attività dell’organizzazione.
Anche il Museo Lehi, che si trova nel Quartiere Florentin di Tel Aviv, ha un legame storico con l’edificio che lo ospita.
Era la casa dei membri del Lehi Moshe e Tova Svorai, e il Comandante del Lehi Avraham Stern (Yair), ricercato dal CID britannico, si nascose nell’attico.
Lì, il 12 febbraio 1942, fu intrappolato e colpito a morte.

In altri Musei il legame storico con il sito o l’edificio museale è ancora più diretto.
Ad esempio il campo di detenzione di Atlit, dove tra il 1940 e il 1948 furono rinchiusi gli immigrati detenuti dagli inglesi, o il Museo Etzel – 1948, che si occupa principalmente della battaglia per Jaffa e della sua conquista da parte degli Etzel durante la Guerra d’Indipendenza e che si trova sul luogo della battaglia.
In molti casi il significato del luogo storico del Museo esprime gran parte del suo concetto e ne modella il carattere (un appartamento, luoghi di battaglia e commemorativi, e così via).
In terzo luogo i musei militari in Israele si confrontano direttamente con l’idea del conflitto ma raramente con il tema del trauma.
In alcuni casi la storia si concentra sul periodo antecedente allo Stato – il periodo delle organizzazioni clandestine in cui le organizzazioni combattevano contro gli inglesi e gli arabi, quando c’erano anche attriti tra le organizzazioni stesse.
In altri casi i musei si occupano del periodo successivo alla creazione dello Stato e sono dedicati all’IDF, a una particolare unità o a una specifica guerra o battaglia, come ad esempio illeader dell’Yishu o il Museo Etzel – 1948.
*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa
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