App spaziali e robot: la risposta dell’ESA, ASI e Ministero dell’Innovazione digitale contro Covid 19

Di Assunta Romano

Roma. Sono stati presentati, nei giorni scorsi, i sei progetti vincitori del concorso  “SPACE IN  RESPONSE TO COVID -19- OUTBREAK IN ITALY”.

Il robot “Epico 19” (credit ANSA)

Il bando è stato lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Ministero della Innovazione Digitale e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) nella prima metà del 2020.

Un satellite ESA

L’obiettivo era quello di dimostrare  come le risorse spaziali (comunicazioni via satellite, osservazioni della terra, navigazione satellitare) potessero essere di supporto  nella fase cruciale dell’ emergenza sanitaria che aveva colpito l’Italia.

Il bando era rivolto a tutti gli operatori dei Paesi membri dell’ESA e partecipanti al programma “Artes GPL BASS”  (Generic Programme Line Business Applications- Space Solutions).

Per partecipare era richiesto un co-finanziamento da parte dei soggetti proponenti, pari al 50% per la grande industria e all’80% per piccole e medie imprese (PMI), Università e Centri di Ricerca.

Finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana per 10 milioni di euro, il concorso ha visto la partecipazione di circa 100 operatori nazionali con progetti che prevedevano sperimentazioni di tecnologie spaziali per il contenimento, il monitoraggio e contrasto della pandemia.

Due le aree di riferimento- salute ed educazione- dove applicare l’uso di asset spaziali integrati con altre tecnologie innovative.

I servizi dovevano essere sviluppati in Italia per le comunità locali con la possibilità di essere dimostrati in altre aree geografiche e nazioni nella stessa situazione emergenziale.

Tra i sei progetti vincitori  c’è CODE -19, piccoli robot autonomi già testati nelle corsie dei nosocomi.

Grazie a tecnologie satellitari trasportano all’interno di ospedali materiali, referti o campioni biologici.

Con il supporto di algoritmi di intelligenza artificiale, il progetto “EPICO – 19” incrocia dati epidemiologici ed immagini satellitari che consentono di monitorare la diffusione del virus.

Nell’ambito dei progetti del settore educativo, il più originale è DREAMCODER 2.0, che consente di trasferire un progetto scientifico a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Anche la NASA ha dato il suo contributo nella lotta alla pandemia con l’uso di tecnologie utilizzate nelle missioni spaziali.

NASA E-Nose,

I nano sensori del’ E-NOSE, utilizzati per monitorare la qualità dell’aria nelle navicelle spaziali, sono in grado di “fiutare” la presenza del Covid. Grazie al supporto di uno smartphone, il “naso elettronico” riesce a individuare la presenza del virus nel respiro umano.

Il progetto è stato finanziato dal Dipartimento della Salute degli Stati Uniti  con 3,8 milioni di dollari e sviluppato presso l’Ames Research Center  della Silicon Valley in California.

L’utilizzo dell’E-NOSE, al pari di altri strumenti come i rilevatori della temperatura corporea, fornisce un prezioso supporto nel  ridurre la diffusione del virus soprattutto in ampi  spazi come supermercati e ristoranti.

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