Guardia di Finanza: cinque denunce per reati ambientali, sequestrate vaste aree con rifiuti pericolosi

Di Valentina Giambastiani             

ALESSANDRIA. Una grossa quantità di rifiuti speciali e pericolosi – anche interrati – abbandonati su due distinte aree di complessivi 6mila mq (una delle quali peraltro adiacente al torrente Scrivia), questo è quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Alessandria – Compagnia di Tortona, al termine di una nuova attività condotta a tutela del territorio.

Durante l’operazione di sequestro dei terreni

La massa di rifiuti in questione, di difficile quantificazione, è composta da materiale di risulta edile, pneumatici, carcasse di autovetture, parti di arredi e persino amianto.

Tutto materiale che andrebbe raccolto, gestito e smaltito da aziende specializzate, ma che i militari delle fiamme gialle hanno trovato in avanzato stato di degrado, circostanza che ha destato una certa preoccupazione specialmente a causa della presenza di amianto.

Accertata la situazione e isolate le aree in questione, i finanzieri tortonesi hanno dunque sottoposto a sequestro le due discariche abusive nonché denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria cinque persone, che ora rispondono del reato di abbandono di rifiuti speciali e pericolosi.

Le parallele indagini avviate a seguito dell’inquietante ritrovamento hanno consentito di scoprire come gli amministratori di un’azienda edile della zona – dopo aver compiuto lavori di ristrutturazione presso abitazioni private – anziché smaltire correttamente i materiali di risulta secondo le vigenti normative hanno invece ordinato ad un loro dipendente di trasportarli con gli automezzi dell’azienda.

Trasporto che evidentemente finiva sui terreni in questione come dimostrato dalla contestuale azione dei militari, i quali hanno prima pedinato il conducente della ditta per poi sorprenderlo proprio durante lo scarico dei suddetti rifiuti (dunque in piena flagranza di reato).

Nel frattempo, di concerto con la competente Autorità Giudiziaria e con l’intervento del personale specializzato dell’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) Piemonte, è stato effettuato un opportuno campionamento al fine di verificare il grado di pericolosità dei rifiuti e il livello di contaminazione causato dagli stessi, condizione necessaria per provvedere alla successiva bonifica delle due aree interessate.

Da notare inoltre come la descritta attività consentirà di procedere al recupero della cosiddetta “ecotassa”, ovvero del tributo speciale previsto per il deposito in discarica di rifiuti solidi; tassa che si applica anche nei confronti di chi (in maniera del tutto illecita) mette a disposizione aree di terreno per adibirle a discariche non autorizzate.

Dietro ai reati ambientali si concretizza quasi sempre un’evasione di tributi commessa ai danni dell’Erario, per questo i Reparti territoriali della Guardia di Finanza si rivano sovente impegnati in questo genere di attività, senza considerare i costi che la collettività deve sostenere per le necessarie bonifiche ed il potenziale pericolo per la salute pubblica.

Il procedimento penale instaurato nei confronti dei denunciati verte comunque nella fase delle indagini preliminari, pertanto nei confronti degli stessi non potrà essere dichiarata alcuna responsabilità prima che sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna.

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