Bradisismo nei Campi Flegrei: la velocità del sollevamento resta minore rispetto alla crisi del 1982 -1984. Ma l’energia sismica rilasciata ultimamente è paragonabile a quel periodo

Di Pierluigi Musto*

POZZUOLI (NAPOLI) – nostro servizio particolare. Nella notte del 27 settembre scorso, alle ore 3.35 , un terremoto di magnitudo 4.2 ha scosso la popolazione dei Campi Flegrei (e non solo).

La caldera dei Campi Flegrei emette ogni giorno ingenti quantitativi di anidride carbonica

L’epicentro è collocato non lontano dal Dazio.

La sismicità da agosto ha subito un incremento con numerosi eventi ben percepiti dalla popolazione e spesso raggruppati in sciami.

Un altro terremoto significativo è avvenuto il 7 settembre alle 19.45 con magnitudo 3.8 mentre la notte del 18 agosto è stata caratterizzata da un numero elevato di eventi culminati all’alba da 3 scosse ben percepite dalla popolazione, a distanza ravvicinata.

In un  periodo precedente, da maggio a luglio, il bradisismo  sembrava volerci concedere una pausa, con un rallentamento nel sollevamento ed una sismicità moderata. Invece nell’ultimo bollettino dell’Osservatorio Vesuviano (sede INGV di Napoli) si evince  un  probabile incremento rispetto ai 15 mm/mese dichiarati.

Se ne avrà conferma nelle prossime settimane quando verranno rilasciati i dati sulle effemeridi.

Si precisa anche  “sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica, non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine”.

I bollettini settimanali sull’andamento del bradisismo flegreo sono liberamente scaricabili attraverso l’indirizzo: https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/boll-sett-flegrei )

Questo spiegherebbe l’incremento della sismicità delle ultime settimane.

La velocità del sollevamento resta minore rispetto alla  crisi del 1982 -1984 quando si arrivava anche a 90 mm/mese o oltre, ma l’energia sismica rilasciata ultimamente è paragonabile a quel periodo.

Una possibile spiegazione è data dal  modello proposto da Giuseppe De Natale già nel 2017.

In esso ipotizzava l’ incremento dei terremoti in numero ed in magnitudo con l’’approssimarsi, raggiungimento e superamento del livello massimo di deformazione, raggiunta nel dicembre 1984.

Mappa morfo-strutturale della caldera dei Campi Flegrei (Italia)

Un tale scenario propone l’ipotesi che la sismicità permanga fin quando il suolo continui a salire e ciò potrà avvenire sia  in tempi non prevedibili che secondo meccanismi di rottura (tipologia delle sequenze sismiche) ignoti a priori.

Talvolta  si verificano sciami, altre volte (meno frequentemente) si hanno scosse isolate.

Gli  sciami hanno caratteristiche dissimili tra loro, a volte i terremoti hanno tutti più o meno la stessa energia, rischio sismico, rischio vulcanico (sciame in senso stretto) altre volte sono caratterizzati da uno o più  terremoti principali la cui collocazione all’interno della sequenza non è prevedibile a priori.

Il bradisismo non porta ad eventi sismici di energia notevole. E’ stato calcolato un livello massimo di magnitudo prossimo a 5, ciò rilascerebbe comunque un’energia decisamente superiore a quella del sisma recente di 4.2 (Si ricorda infatti che la magnitudo è su base logaritmica e non aritmetica.)

Non si deve far confusione tra il rischio sismico e quello vulcanico!

Solo per quest’ultimo si prevede l’ evacuazione dell’intera zona rossa se gli organi preposti lo rendessero necessario.

La prevenzione e la sicurezza in questa fase assumono importanza fondamentale.

Chi abita in area flegrea deve assumere comportamenti consapevoli  in grado di ridurre i rischi sia in luoghi privati che pubblici

La Protezione Civile da tempo ha reso pubblica una campagna per il contenimento sia del rischio sismico che vulcanico (è consultabile agli indirizzi: https://iononrischio.protezionecivile.it/it/preparati/terremoto/ per il rischio sismico; https://iononrischio.protezionecivile.it/it/sezione-con-anticipazioni/io-non-rischio-campi-flegrei/ per quello vulcanico, con un focus in particolare sui Campi Flegrei)

Da notare che, con l’avvento dei social, il rischio di fake news e di video fake è purtroppo particolarmente elevato.

E’ necessario prestare attenzione e verificare l’attendibilità di ciò che ci viene proposto.

A questo proposito non dimentico la fake news del 7 ottobre 1983 nella quale si invitava ad uscire per strada perché il suolo di Pozzuoli stava salendo a vista d’occhio.

*Geologo

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