Di Gerardo Severino*
BRASILIA (nostro servizio particolare). In un precedente articolo di Report Difesa abbiamo ricostruito un evento di guerra legato alla gloriosissima “Força Expedicionária Brasileira” (“F.E.B.”) il Corpo di Spedizione con il quale il Brasile prese parte, a partire dal luglio 1944, alla “Campagna d’Italia”, precedentemente iniziata dagli Alleati nel giugno-luglio del 1943 (http://(https://www.reportdifesa.it/speciale-storia-51-storia-della-della-forca-expedicionaria-brasilera/).

Ebbene, nel raccontare le gesta di quei generosi soldati brasiliani (molti dei quali di origini italiane), che combatterono e morirono per la libertà del nostro popolo, facemmo solo marginalmente cenno al suo comandante, il Generale João Batista Mascarenhas de Moraes, che proprio durante la missione in Italia si sarebbe rivelato un astuto e prezioso stratega, un validissimo collaboratore dei vertici delle Forze anglo-americane.
Famosissimo nella sua Patria di nascita, il Generale è stato degnamente ricordato anche dal nostro Paese, tanto è vero che a Porretta Terme (Bologna), ove la “F.E.B.” combatté eroicamente, il 27 settembre del 2020 gli è stato dedicato un monumento, quale segno di gratitudine per quanto lui e il suo Corpo di Spedizione fecero, durante la Guerra di liberazione.

Vogliamo ricordare questo grande ufficiale Sudamericano con queste brevi note biografiche.
L’affascinante e movimentata vita di un ufficiale dell’Esercito brasiliano (1883 – 1945)
João Batista Mascarenhas de Moraes nacque a São Gabriel, nello Stato di Bahia, il 13 novembre del 1883 (il Brasile era ancora governato dall’Imperatore Don Pedro II), figlio di Lafayette Apolinario de Moraes, già commesso viaggiatore originario di Encruzilhada do Sul e in seguito gestore di un negozio di alimentari e di Manoela Mascarenhas. João Batista visse a São Gabriel, assieme ai genitori e ai due fratelli, Maria Joaquina ed Enéas, sino ai quattordici anni, epoca nella quale si trasferì da solo a Porto Alegre, ove avrebbe lavorato per pagarsi gli studi superiori.
Nel 1899, a dieci anni dalla proclamazione della Repubblica, il giovane riuscì a superare le prove d’ammissione per la Scuola Preparatoria e Tattica di Rio Pardo, nello Stato di Rio Grande do Sul.
Qui, nella formazione liceale e pre-militare, avrebbe avuto quali compagni di classe due cadetti i quali, molti anni dopo, avrebbero avuto un ruolo chiave nella storia del grande Paese sudamericano, vale a dire Getúlio Vargas ed Eurico Gaspar Dutra, entrambi futuri Presidenti e Dittatori del Brasile, dei quali tratteremo meglio in avanti.

João Batista Mascarenhas de Moraes fu, quindi, ammesso alla Scuola Militare Brasiliana, meglio nota come “Scuola della Spiaggia Rossa”, che aveva sede a Rio de Janeiro, il 21 marzo del 1902.
Tre anni dopo, esattamente il 20 agosto 1905 fu promosso Alfiere-allievo e di lì a poco fu destinato al 1º Reggimento di Artiglieria da Campagna, di stanza nella sua stessa città di nascita, São Gabriel. Qui l’ufficiale avrebbe prestato servizio tra il 16 ottobre 1905 e il 9 novembre 1909. Seguirono altre importanti destinazioni e prestigiosi incarichi.
Sul piano personale ricordiamo, invece, che il 4 agosto del 1915, João Batista Mascarenhas de Moraes, allora Tenente sposò, a Rio de Janeiro, Adda Brandão, anche lei originaria di São Gabriel, fra l’altro figlia del Generale Bello Augusto Brandão.
Da tale unione nacquero due figli, Roberto, nel 1916 e Martha, nel 1919.
I primi anni Venti furono, anche per il Brasile, anni molto difficili, soprattutto riguardo all’instabilità politica che avrebbe continuato a squilibrare il Paese per un lungo lasso di tempo.
Ebbene, nel 1922 era stato eletto Presidente della Repubblica l’Avvocato Artur Bernardes, il quale ben presto dovette affrontare una campagna giornalistica diffamatoria, riportante false dichiarazioni fatte a suo nome, in particolare riferendosi a presunte lettere con le quali il politico brasiliano avrebbe denigrato l’esercito e l’ex Presidente, Hermes da Fonseca.
Ciò determinò una sorta di malcontento tra alcune frange dell’Esercito: malumori che ben presto diedero origine al movimento noto come “la Rivolta dei 18 del Forte”.
Ciò avvenne esattamente il 5 di luglio, a Rio de Janeiro, ove un gruppo di 18 ufficiali della guarnigione del Forte de Copacabana si ribellò contro il Governo federale, contestando la legittimità delle elezioni presidenziali e chiedendo riforme politiche e militari. Gli ufficiali presero così il controllo non solo del Forte di Copacabana, ma anche della Scuola Militare di Realengo e di alcuni quartieri della stessa città militare.
Il Capitano João Batista Mascarenhas de Moraes, in quel frangente Comandante del 1° Reggimento di Artiglieria a Cavallo, ricevette l’ordine di sedare la rivolta, unitamente ad un reparto di Fanteria.
Per quanto privato dei suoi ufficiali, catturati dai rivoltosi, il Mascarenhas de Moraes portò a compimento la missione, anche grazie all’aiuto dei suoi Sottufficiali più anziani.
Nel 1924 si ebbe l’ennesima rivolta, peraltro immediatamente soffocata, detta “dei Tenenti”, vale a dire un gruppo di giovani ufficiali che chiedevano un allargamento della base sociale del regime, mentre nel 1927, a causa di continui disordini, il Governo emanò leggi repressive, con le quali furono vietati anche gli scioperi indetti dal Partito Comunista.
Tempo dopo (sul finire degli stessi anni Venti), troviamo il nostro protagonista al comando della fortezza di Santa Cruz da Barra, a Niterói. Qui rimase sino al marzo del 1930, allorquando raggiunse la Guarnigione di Cruz Alta.
Durante la “Rivoluzione del 1930”, il Tenente Colonnello João Batista Mascarenhas de Moraes si trovava ancora al comando del 6° Reggimento di Artiglieria a Cavallo, in forza alla 3^ Brigata, sempre a Cruz Alta.
Per aver scelto di rimanere fedele al Presidente Washington Luís, l’ufficiale fu arrestato, nelle prime ore del 4 ottobre, dai ribelli guidati dal suo vecchio compagno d’arme, Getúlio Vargas.
Rimase in carcere per 38 giorni. Dopo il suo rilascio, Mascarenhas continuò a prestare servizio nella Forza Armata, accettando giocoforza di operare sotto la nascente dittatura varata dal vecchio compagno di scuola.
Nel 1932, João Batista Mascarenhas de Moraes comandava, invece, il 9º Reggimento di Artiglieria a Cavallo di Curitiba.
Fu in quel contesto che decise di aderire alla “Rivoluzione Costituzionalista”, prendendo accordi con i parigrado, Colonnello Euclides Figueiredo e Colonnello José Meira de Vasconcelos, allora comandante in carica della 5^ Regione Militare, competente per lo Stato del Paraná.
Scoperto e denunziato dal Capitano Dimas, Capo di Stato Maggiore della stessa 5^ Regione, convinto sostenitore del Governo di Getúlio Vargas, il Colonnello Mascarenhas fu arrestato per la seconda volta, per poi essere rilasciato dopo la fine della rivolta.
Tra il 9 marzo 1934 e il 25 luglio 1935, comandò la Scuola di Formazione Ufficiali di Rio de Janeiro, per poi assumere anche quello della Scuola Militare di Realengo, tra il 18 luglio 1935 e il 5 agosto 1937.
Furono, quelli, ancora una volta anni sanguinosi per il Brasile, travolto dalla repressione del tentativo insurrezionale comunista, guidato da Carlos Prestes, uno dei giovani Tenenti del ‘24.
Promosso Generale di brigata nel corso dello stesso 1937, João Batista Mascarenhas de Moraes fu assegnato al comando della 9^ Regione Militare, a Campo Grande (oggi Mato Grosso do Sul), mentre l’anno dopo fu nominato comandante dell’Artiglieria Divisionale della 1^ Divisione di Fanteria a Rio de Janeiro, incarico che ricoprì dal 10 agosto 1938 all’8 aprile 1940.
Nel 1941, fu, invece, nominato comandante della 7^ Regione Militare, a Recife, ove ebbe l’incarico di studiare la preparazione di un eventuale Corpo di Spedizione che consentisse al Brasile di prendere parte alla Seconda guerra mondiale, naturalmente al fianco degli Stati Uniti, così come aveva stabilito il dittatore Vargas.
Dal 15 marzo al 17 agosto 1943, il Generale Mascarenhas, oramai sessantenne, ebbe il comandò della 2^ Regione Militare, a San Paolo, mentre nel corso dello stesso mese di agosto, il Ministro della Guerra, Generale Eurico Gaspar Dutra, sua compagno presso la Scuola Militare che aveva frequentato da ragazzo, gli affidò l’incarico di predisporre e comandare la 1^ DIE (“Divisione di Fanteria di Spedizione”), destinata ad operare in Europa, in realtà l’unica unità che avrebbe di fatto composto la “F.E.B.”, di cui avevamo fatto cenno all’inizio del saggio.
Imbarcandosi per Rio de Janeiro il 17 agosto, il nostro protagonista lavorò alacremente nei mesi successivi, onde predisporre in tempo l’unità combattente, con la quale, tuttavia, avrebbe raggiunto l’Italia solo nel luglio del 1944, a poco più di qualche settimana dalla liberazione di Roma da parte delle truppe della 5^ Armata Americana. Egli avrebbe guidato i soldati del suo Paese sino al resa delle forze dell’Asse in Italia, il 2 maggio 1945.
Gli ultimi anni di vita
Dopo la fine della guerra, il Generale João Batista Mascarenhas de Moraes, dopo essere stato insignito da parte del Generale Mark V. Clark della “Bronz Star Medal” (la celebre medaglia al Valor Militare USA), fece ritorno in Patria, ove ebbe il comando della Zona Militare Centrale, che coprì dal 4 aprile al 29 agosto 1946, in un contesto storico nel quale il Paese aveva assistito all’ennesimo golpe militare che aveva portato al potere lo stesso Generale Dutra.
Qualche mese dopo fu promosso, dal Congresso Brasiliano, al grado di Maresciallo, lo stesso con il quale sarebbe assurto ai vertici delle Forze Armate.
Egli, infatti, ricevette il grandissimo onore di vestire i panni di capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, che avrebbe guidato dal 21 gennaio 1953 e l’8 settembre 1954. Appena qualche settimana prima, esattamente il 24 agosto, si era verificato il suicidio di Getúlio Vargas, nel frattempo tornato allo scranno Presidenziale.
Ciò indusse il Generale João Batista Mascarenhas de Moraes a lasciare il servizio attivo, transitando così nella riserva.
Stabilitosi con la famiglia a Rio de Janeiro, l’anziano ufficiale trovò in quella decisione l’occasione giusta per scrivere e pubblicare le sue memorie, quale comandante della Forza di Spedizione Brasiliana.
Il Generale si spense a Rio de Janeiro il 17 settembre del 1968, oramai 84 enne.
I suoi funerali, per volontà della famiglia, non furono solenni, per quanto seguiti da una folta rappresentanza di popolo e autorità, ma soprattutto da ex soldati della “F.E.B.”, i quali posarono sulla bara del caro estinto sia il basco che la fascia da braccio della gloriosa unità combattente.
Il Generale fu, quindi, sepolto presso il locale Cemitério São Francisco Xavier.
Ciò accadeva in un periodo nel quale il Brasile stava vivendo l’ennesima stagione caratterizzata da gravi tensioni politiche e sociali, le stesse che porteranno, il 14 dicembre 1968, all’instaurazione dell’ennesima dittatura militare, con a capo il Generale Costa y Silva.

La Nazione e le stesse Forze Armate non lo dimenticarono, tanto è vero che una delle piazze d’arme della celebre Accademia militare “Agulhas Negras” fu a lui dedicata, così come in tutto il Brasile sono centinaia le strade, le vie, le Scuole e persino una centrale idroelettrica che portano il nome “Mascarenhas de Moraes“.
Il suo culto è tuttora ancora vivo, a distanza di 80 anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale e delle sue gesta, come ci conferma, peraltro, la recente intitolazione in suo onore (27 luglio 2017) del 2° Battaglione della Polizia Militare di stanza a San Paolo, anch’esso reparto d’élite del glorioso Esercito del Brasile.
*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa
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